Sul palco dell’Ariston lo specchio del [san]reame …

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Sanremo come specchio del paese? Beh, qui da noi è sempre più o meno la solita solfa, e sul palco dell’Ariston il solito sol-sol-fa. A Sanremo i Mike e i Baudo restano avvinti come l’edera al loro microfono, sia da vivi che da morti, e nel resto d’Italia sono in molti a rimanere attaccati alla cadrega da mediamente imbalsamati. E non solo in politica, badate: nel paese si è diffuso un morbo, una paralisi che costringe i più a rimanere inchiodati, poverini, alla poltrona come fosse una carrozzina. E dire che, persino se costretto, c’è riuscito un Papa a decidere di uscire di scena. Baudo dal palco dell’Ariston lancia un augurio, che suona come una minaccia: «La televisione è la mia vita; voglio continuare a farla e a farla bene». Amen. Sembra di sentire l’eco di altri, più cupi, slogan:“Questo è il paese che amo”. Davvero l’amava tanto? Di più, la desiderava (qui si parla della passione di Caligola per la sua giovane sorella, prematuramente defunta). A proposito di defunti più maturi: Mike si gode la sua bella statua di bronzo; facce come la sua prolificano anche tra i vivi. Ad assistere alla commemorazione molte facce tirate; un po’ per il freddo, un po’ per qualche lifting di troppo. Ma non è necessario arrivare fino a Sanremo per vedere volti al senilsilicone, basta andare alle poste o al mercato rionale per imbattersi, e rimbalzare, contro gli zigomi (o le tette, tanto si somigliano) di qualche nonna di Barbie. Basterebbe guardarsi allo specchio… Ma se lo specchio è Sanremo…
Dalle Alpi agli Appennini, da Sanremo a Villa San Giovanni, il trittico pallone, canzone, bambolone suona e rima all’infinito, tanto che se dovessimo raccontare l’Italia dovremmo scrivere, sulle tracce mozartiane, il “Così fan Totti”. Sanremo, Miss Italia e il Campionato vi sarebbero narrati in rima baciata: ”Le donne, il cavalier, l’arme di Finmeccanica / io canto e dribblo…”. Eh sì, meglio scantonare… al centro, da dove si può sempre decidere fino all’ultimo momento su quale carro salire. Carro dei vincitori, carnascialesco, viareggino. E Viareggio, nel golfo ligure, si specchia proprio con Sanremo. A proposito di vincitori, ieri avevo fatto un pronostico: prima Annalisa e PD; secondi i Modà e pidiellini; terzo Mengoni e Cinque stelle. Le mie preferenze invece ve le racconto un’altra volta. Ora corro a guardarmi lo specchio… ehm: allo specchio.

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