Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Suona la campanella di una scuola in crisi

2 min read
di Ernesto Scelza
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Tra vecchie e nuove difficoltà riaprono le scuole a Salerno. E sembra quasi un miracolo che riescano a farlo. I problemi vecchi ci sono tutti: dallo stato penoso degli edifici all’arretratezza delle attrezzature, agli organici ancora incompleti. E poi l’incertezza su come cambierà la scuola al tempo della ‘rottamazione’. Con la speranza -e la diffidenza- se mai riuscirà a partire e funzionerà la tanto sbandierata ‘Buonascuola’ di Matteo Renzi. A Salerno l’inizio dell’anno scolastico ha coinciso con la riduzione delle corse del Cstp. Che colpirà proprio chi dovrà raggiungere l’università o il capoluogo per recarsi a scuola. Ed è una tristissima ironia che a dare questo annuncio sia stato Raimondo Pasquino, oggi Commissario del ‘Consorzio salernitano del trasporto pubblico’ e per anni rettore dell’ateneo di Fisciano. Eppure, nonostante tutto, i giovani, come ogni anno, si sono trasformati in ‘studenti’ e hanno affollato le aule. Hanno ripreso un profilo e un ruolo sociale, pronti a diventare ‘soggetto’ in grado di caricarsi sulle spalle la trasformazione di sé e del Paese. Lo diceva già Rossana Rossanda, quando ragionavamo sulle condizioni che avrebbero potuto consentire, dopo il Sessantotto, di rivoluzionare l’intera società. Sulla particolarità dell’essere sociale dello ‘studente’, che acquisisce una ‘coscienza’ a partire da una condizione non ‘economica’. Qualcuno, da allora, ha cercato di definirlo comunque sulla base di un connotato ‘strutturale’ pensandolo come ‘forza lavoro in formazione’. Sulla base allo schema della scuola-azienda. Ma sbagliava. Lo studente forma se stesso come uomo e come cittadino, prima ancora che come futuro ‘lavoratore’. Lo capirà Renzi? Lo capirà la vanesia Ministra Stefania Giannini?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *