Gio. Lug 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Surnatale

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Monologo per due voci. Una “fuga” dal Natale
di Roberto Lombardi

-Buonasera.
-Serafina.
-Chi è Serafina?
-Nessuno, è un modo per dire buonasera: “sera fina”, fine serata a tutti.
-Chiedo scusa ai lettori, ma è che mi sento un po’ schizofrenico. Non per via degli acquisti natalizi. È che ho scritto un monologo per due voci. Assurdo, no? Un po’ come immaginare una Ferrari station vagon.
-Come paragone non mi pare un granché.
-È un modo di dire.
-Come modo è un po’ fuori mano.
-Fuori luogo, vorrai dire.
-No, fuori mano; però se te ne vai adesso, con la Ferrari ci arrivi in due minuti.
-Insomma, l’avrete capito, oltre che me, quest’oggi, dovrete sorbirvi anche lui.
-Buonasera Serafina.
-Un altro doppio augurio!?
-No, stavolta salutavo un’amica lettrice della nostra rubrica.
-Nostra?! Vabbè, entriamo subito in argomento: il Natale. Dice, a Natale ci sentiamo tutti più buoni.
-Sì, io a Natale mi sento felice come una Pasqua.
-Che c’entra la Pasqua a Natale?
-È un modo di dire.
-E lo devi dire proprio a Natale? Non puoi dire: a Natale mi sento felice come… come… a Natale sono pieno di felicità, pieno come un uovo.
-Di Pasqua.
-Lasciamo perdere. A Natale nasce Gesù; Gesù Cristo il Figlio di Dio. Con la sua nascita, con la nascita di Gesù, Dio manda sulla terra il suo perdono all’umanità
-Sì, per dono, per regalo, Dio ci fa il regalo, il dono di un Gesù.
-Sì… ma… “perdono” non nel senso, non è come andare al supermercato a comprare un bambolotto…
-Oh Dio! Ti sei ricordato di comprare… Oh Dio, non nel senso che tu sei… “Oh Dio”, un modo di dire, non che tu sei… ti sei ricordato di comprare i bambolotti per i bambini?
-Ma non dovevi comprarli tu?
-Sì, ma tu avevi promesso di aiutarmi negli acquisti… Aiutami che Dio t’aiuta. Ma allora è vero, tu sei… tu sei… Oh mio Dio. Cioè no, volevo dire… non mio… cioè non Dio… cioè non tu. Per modo di dire.
-Falla finita.
-Come Dio vuole. Cioè come vuoi tu.
-Comunque sì, li ho comprati. Dovresti ringraziarmi.
-Dovrei?
-Dovresti.
-Dio sia lodato. Cioè bravo, ti sei ricordato, grazie a Dio. Cioè non grazie a te, grazie a Dio ti sei ricordato e quindi grazie anche a te per esserti ricordato e grazie a Dio che ti ha aiutato e ti sei ricordato e mi hai aiutato per i regali di Natale e se tu ti aiuti Dio ti aiuta. Ma Dio ti aiuta se tu aiuti un altro?
-Aiuto! Aiuto! Falla finita, piantala per Dio! Cioè no! Non per Dio, falla finita con Dio! Cioè… non volevo dir questo, non intendevo…
-Non devo più credere in Dio?
-Ecco, non volevo dire che devi farla finita con Dio in quel senso, volevo dire di piantarla con questa storia…
-Non devo credere in Dio proprio adesso che sta per nascergli un figlio?
-Ma non volevo dire che…
-Come faccio a non credere in uno se qui sta per nascergli un figlio?
-Ma non intendevo…
-Ma hai ragione: mater semper certa est, pater nunquam.
-Ma non bestemmiare.
-Ma se sei stato tu a dirmi che non devo più credere nel Padre. Posso credere almeno nel Figlio?
-Ma il Padre è il Figlio, ed è anche lo Spirito Santo.
-La Santissima Trinità?
-La Santissima Trinità.
-Ma allora prima che nascesse Gesù, non c’era la Santissima Trinità. La Santissima Trinità c’è solo da duemila anni; prima c’era un duopolio. Come Rai e Mediaset che sembrano diverse e invece è tutta una sola diocesi.
-Si dice una sola parrocchia.
-No, si dice diocesi.
-E perché, sentiamo?
-Perché io ci credo in Dio.
-Spiegati meglio.
-Dio c’è? Rispondi: Dio c’è?
-Sì.
-Lo vedi: Dio c’è? Sì. Di-o-c’è-sì: diocesi. C’è una sola diocesi, c’è un solo Dio: la televisione. Che ti fa credere che la Democrazia è cristiana; Democrazia Cristiana… non ti ricorda qualcosa? Dio la televisione… cioè di cosa non è capace la televisione. Ti fa credere che a Natale siamo tutti più buoni sconto, buoni acquisto e, per più i poveri, buoni pasto. Che poi come si fa a dare a un povero un buono pasto se il pasto poi è cattivo?! Del resto un cenone in diocesi non si può. Non si può, non si può: diocesi, Dio c’è? Sì, c’è non è, cenone. No, il c’è-non-è in Dio-c’è-sì non si può proprio. Però anche fare la carità non va bene, bisognerebbe fare la “parità”. Ma è più facile che un dromedario passi per la cruna di un ago che un ricco si faccia ricucire il suo cappotto di cammello sdrucito.
-Piantala, mi fai andare fuori di testa, avrei voglia di urlare come un forsennato.
-A Natale non puoi gridare come un forsennato.
-E perché, sentiamo?
-Te lo immagini nella notte di Natale uno che grida: forse è nato, forse è nato, forse è nato. Forse. Non te la prendere; magari andrà meglio l’anno prossimo. Ciao.
-Saluti il pubblico?
-No, ‘na tale.
-Dai l’addio al Natale?!
-‘Na tale, ‘na tizia, una tipa, Serafina, come dire buona sera.

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