Sviluppo Sostenibile, sette giorni per l’umanità

Sviluppo Sostenibile, sette giorni per l’umanità

 

di Roberta Grendene
Roberta Grendene
Roberta Grendene
La corsa è di quelle che bisogna assolutamente vincere. Se fosse solo il tempo il nemico più temibile e se davvero l’unione facesse la forza la battaglia sarebbe già vinta. Invece quando si parla dello sviluppo sostenibile del nostro pianeta risulta chiaro che la sua salvezza è appesa ad un filo. Sottile ed attorcigliato. E quel filo è la coscienza degli uomini.

Allora fa scappare da ridere vedere il Presidente del Consiglio Matteo Renzi con la zappa in mano intento a  piantare un albero davanti al santuario di Ise Jungu. Ma è un doveroso preludio che di green ha solo le foglie. Perchè la frase “Parlare di emergenza migranti al momento è fuori luogo”, pronunciata dal Premier durante la conferenza conclusiva del G7, zittisce Donald Tusk e beffa la speranza di molti. Almeno così sembrerebbe, ma i fatti sono altri e non tutti stanno fermi a guardare. Perchè se Renzi, mentre continuano ad arrivare sulle coste siciliane fatiscenti imbarcazioni con la morte a bordo (circa 700 vittime solo negli ultimi giorni) sta già pensando ad un memorabile G7-2017 a Taormina, i dati forniti nelle ultime ore dall’Unhcr non lasciano scampo. Urge un sistema cosciente di unione politica e responsabilità civile per la salvaguardia dei popoli e della Terra. Ed è proprio questo uno degli obiettivi che si è prefissata l’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile nata nel febbraio scorso su iniziativa di Unipolis e l’Università di Roma “Tor Vergata”. Fitta l’Agenda Globale approvata dai membri delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 a New York; impegno, rete, partecipazione, risorse sono alcune delle parole chiave di un progetto che coinvolge il mondo. Perchè il mondo siamo tutti, e tutti ora devono cambiare per migliorare la qualità della vita ed evitare così il collasso del pianeta. Un processo, quello che porta all’insostenibilità, che si muove lento e inizia dalla quotidianità. Ecco perchè sono i modelli di consumo i primi indicatori spesso allarmanti dell’ andamento della società e del suo inarrestabile declino. I governi da soli non ce la possono fare. Serve la volontà di ognuno. Cittadini, istituzioni, parti sociali ed imprese; la società civile tutta, unita per il bene comune più grande, la Terra. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide che l’ONU deve affrontare entro il 2030, il 30 maggio parte la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile. L’iniziativa, supportata da European Sustainable Development Network, affronterà i temi di interesse mondiale che sono stati il fulcro del summit dell’autunno scorso. Quindi ambiente, comportamento individuale e giustizia sociale. Per discutere dei diciassette goals sanciti dall’Agenda ONU per il 2030.  Perchè, usando le parole di Papa Francesco,” È ora di riformarsi”.
IMG_2939Tremila gli eventi in programma in tutta Europa fino a domenica. Ventidue in calendario in Italia. A Roma si terrà il convegno “L’Italia 2030. Governo, imprese e società civile di fronte alla sfida dello sviluppo sostenibile”; la conferenza, promossa da ASviS, metterà a confronto la politica, l’impresa ed i cittadini. Interverranno tra gli altri Monica Maggioni, Presidente Rai, Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL, Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università ” Tor Vergata” e Lucia Annunziata, Direttore Huffington Post Italy. E sempre a Roma si svolgerà il dibattito “Verde è il futuro del lavoro” ed il seminario ” Il contratto EPC- efficenza energetica, garanzia di risultato ed innovazione”. Anche a Siracusa e a Trento si parlerà di futuro sostenibile, argomentando rispettivamente sull’alimentazione responsabile e sulla progettualità internazionale che tiene conto della dimensione locale per ridurre il divario tra Nord e Sud, aree sviluppate e non.
ASviS oggi conta più di cento aderenti. Enti grandi e piccoli che diventano alleati. Per creare il ben-essere dell’umanità futura. Che inizia da piccoli gesti quotidiani. Non bastano più solo le parole. Quelle belle. Dello zappatore.
In copertina, i temi dello sviluppo sostenibile nell’agenda dei Grandi della Terra 

redazioneIconfronti

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