Mar. Lug 23rd, 2019

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Svincolati dal patto di stabilità (e forse salvi) i grandi Comuni campani

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Ai Comuni campani con più di 5000 abitanti sarà concesso di sforare il patto di stabilità: sarà approvato domani, dalla Giunta regionale della Campania, il provvedimento che lo consente. Intanto, la Regione Campania denuncia un grave problema: a fine agosto 2011 l’ente ha incassato solo poco più di 81 milioni sul totale di quasi 560, che costituiscono i trasferimenti statali annuali in base al Fondo perequativo. Tali risorse costituiscono circa il 40% delle entrate dell’ente. L’assessore al Bilancio della Regione Campania, Gaetano Giancane, infatti, con una lettera protocollata in data 31 agosto e inviata al governatore Stefano Caldoro e a tutti i colleghi di giunta ha sottolineato la gravità della situazione finanziaria.

Ai Comuni campani con più di 5000 abitanti sarà concesso di sforare il patto di stabilità: sarà approvato domani, dalla Giunta regionale della Campania, il provvedimento che lo consente. Intanto, la Regione Campania denuncia un grave problema: a fine agosto 2011 l’ente ha incassato solo poco più di 81 milioni sul totale di quasi 560, che costituiscono i trasferimenti statali annuali in base al Fondo perequativo. Tali risorse costituiscono circa il 40% delle entrate dell’ente. L’assessore al Bilancio della Regione Campania, Gaetano Giancane, infatti, con una lettera protocollata in data 31 agosto e inviata al governatore Stefano Caldoro e a tutti i colleghi di giunta ha sottolineato la gravità della situazione finanziaria. E, rivolgendosi ai suoi colleghi ha chiesto «un forte impegno per recuperare maggiore efficienza nella gestione delle entrate di competenza», al fine di evitare ricadute negative per l’economia campana. Quest’anno, però, alla stessa data, i soldi del Fondo sono stati già interamente incassati. In questa situazione, di qui a fine anno, sottolinea Giancane, le entrate attese saranno appena sufficienti a pagare i dipendenti, le spese per il funzionamento dell’Ente e solo una parte delle altre non rinviabili, tra cui gli oneri di ammortamento del debito contratto dalla Regione. Debito di lunga durata, tra i 20 e i 30 anni, sul quale bisogna pagare annualmente le rate. «In tale situazione – sentenzia l’assessore al Bilancio – si prospetta la certezza di dover rinviare al prossimo anno il pagamento di altre obbligazioni». Giancane innanzitutto sollecita gli assessori ai Trasporti Vetrella e all’Ambiente Romano a rientrare subito di alcuni anticipazioni di cassa delle quali hanno potuto usufruire: il primo di poco più di 23 milioni che servivano per le società ferroviarie regionali, il secondo di quasi 30 milioni per fronteggiare la crisi dell’Astir. Non è la prima volta che Giancane lancia l’allarme. Già ai primi di maggio, infatti, aveva scritto una lettera aperta alla cittadinanza nella quale aveva spiegato che, relativamente all’indebitamento, la Corte dei Conti della Campania, nella relazione al rendiconto regionale 2009, aveva rilevato che l’esposizione della Regione ammonta a più di 8 miliardi e 600 milioni, ai quali vanno aggiunti i contributi sui mutui ai Comuni per ulteriori 2 miliardi e 200 milioni, per una cifra totale di 10 miliardi e 800 milioni. Va detto che la Regione è stata anche penalizzata dal taglio dei trasferimenti statali, pari a 381 milioni nel 2011 e 420 quest’anno. Così come Giancane ha affrontato l’enorme bubbone del debito sanitario e ritiene che il pareggio di bilancio del settore possa essere raggiunto entro fine anno. Solo un mese fa il consiglio regionale ha varato la manovra correttiva di bilancio, necessaria per coprire un buco da 340 milioni. Tra i tagli voluti da Giancane 280 milioni destinati a coprire le spese sostenute dai Comuni per accendere mutui relativi alla realizzazione di opere pubbliche, 260 che erano nelle disponibilità di cassa, 60 che dovevano servire alla manutenzione degli acquedotti. Il bilancio prevede, invece, 61 milioni di investimenti per i Grandi progetti, 19 per lo sviluppo delle città medie e altrettanti per le filiere produttive e circa 14 per la ricerca. L’opposizione è immediatamente partita all’attacco e, pur riconoscendo all’assessore «il coraggio e la responsabilità di fare chiarezza senza mezzi termini», come sostengono all’unisono due consiglieri regionali del partito democratico, Antonio Marciano e Corrado Gabriele, se la prende direttamente con il presidente Caldoro e la sua maggioranza «che farebbero bene a finirla con autocelebrazioni per il lavoro svolto e richiami a modelli salvifici per la Campania».
Domani, invece, sarà approvato il decreto, che arriva dopo l’incontro a palazzo Santa Lucia tra il vicepresidente di Anci Campania Francesco Paolo Iannuzzi, il direttore Pasquale Granata e l’assessore regionale al Bilancio Gaetano Giancane, nel quadro delle misure contenute nel decreto del Governo sulla cosiddetta ‘spending review’, e che eroga alle Regioni contributi statali aggiuntivi per 800 milioni di euro, a patto però che esse cedano ai Comuni del proprio territorio, con più di 5mila abitanti e quindi soggetti al rispetto dei limiti di spesa, spazi finanziari validi ai fini del patto verticale interno. In seguito alla conferenza Stato – Regioni del 3 agosto scorso, alla Campania sono stati attribuiti per il 2012 circa 82 milioni di euro per ottenere i quali gli spazi da cedere ai Comuni ammontano complessivamente a 98 milioni di euro. Per ottenere le risorse e consentire ai Comuni di “peggiore” il loro saldo programmatico, la Regione ha avviato subito la procedura indicata dal decreto e tuttavia, visto l’elevato numero di richieste pervenute dai Comuni, per evitare che alcuni restassero fuori dalla redistribuzione si è resa necessaria la mediazione dell’Anci. «E’ stato convenuto di assegnare le risorse in modo proporzionale rispetto alle esigenze manifestate dai Comuni, siamo soddisfatti, per i sindaci della Campania – ha dichiarato il vice presidente dell’Anci regionale Francesco Paolo Iannuzzi – è una vera e propria boccata di ossigeno». «Ancora una volta – ha aggiunto il direttore di Anci Campania Pasquale Granata – abbiamo dimostrato che il confronto e la collaborazione istituzionale sono strumenti indispensabili per garantire ai Comuni di raggiungere i propri obiettivi».

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