Casini imita Berlusconi e scrive Italia nel simbolo Udc

Nel nuovo simbolo Udc rimosso il nome di Pierferdinando Casini e inserito il nome “Italia”. Come un dito nell’occhio, per il Cavaliere, la mossa a sorpresa di “Pierfurby” che gli ha scippato il marchio “Italia” dal simbolo in gestazione. L’annuncio alla festa Udc di Chianciano dell’imminente sbianchettamento del nome da sostituire con uno di maggior appeal elettorale, è stato un duro colpo per palazzo Grazioli dove di certo si è gridato allo scippo democristiano. Il fatto è che i tempi in politica contano, e l’incertezza può costare cara. Così mentre il Cav si attarda a sfogliare la margherita (“mi candido o non mi candido”; “Grande Italia” o “Italia”), l’ex alleato lo sgambetta e gli soffia l’idea. Perchè non è un mistero (e non servono sondaggi), certi Brand tirano molto e possono trasformarsi in efficaci acchiappavoti (la guerra tra ex Dc sullo Scudocrociato insegna). Non a caso proprio Berlusconi, che con Forza Italia ha veleggiato per un ventennio, dopo la infelice parentesi del Pdl ha tentato di andare oltre facendo marcia indietro. E ha ipotizzato, come nuovo nome per il partito ‘Grande Italia’ o solamente ‘Italia’. Ma nel frattempo anche altri si sono dati da fare per “sfruttare” il Brand del Belpaese. Luca Cordero di Montezemolo ha scommesso tutto sulla sua ItaliaFuruta. Anche Adolfo Urso ha dato vita ad una creatura ispirata allo stivale: “Fareitalia”. E’ rimasta in abbandono, invece, la formazione ideata da Marco Follini che quando lasciò l’Udc diede vita, temporaneamente, all’Italia di Mezzo, per poi passare al Pd. E poi, giù le mani dell’Italia dei Valori, direbbe Tonino Di Pietro, che conta di calamitare ancora voti al prossimo appuntamento elettorale anche grazie a quella sapiente combinazione di ‘Italia’ e Valori.

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Polo della speranza, accordo Udc-Pd: c’è l’ok di Vendola

Vendola e Bersani, ok alleanza aperta all’Udc. Le elezioni politiche si fanno sempre più vicine e Pierluigi Bersani, segretario del Pd stringe l’alleanza con Sel di Vendola, lasciando fuori Di Pietro e aprendo ai centristi di Casini. «L’Idv non sta mostrando interesse» per la costruzione di un’alleanza di centrosinistra. Lo ha detto Nichi Vendola al termine dell’incontro con Pier Luigi Bersani: «il propagandismo esasperato di Di Pietro lo sta portando alla deriva».
Dunque, una parziale apertura all’Udc e a Pier Ferdinando Casini e, contemporaneamente, un no definitivo a qualsiasi ipotesi di coalizione che comprenda anche Gianfranco Fini. Questa in sostanza la posizione di Sinistra Ecologia Libertà così come spiegato da Vichi Vendola al termine dell’incontro con Pier Luigi Bersani. Vendola ha infatti spiegato di essere aperto a coalizioni che comprendano «tutti quelli che vogliono modernizzare l’Italia» e che abbiano al centro «i diritti sociali e civili delle persone, come i diritti delle coppie gay». Il leader di Sel non fa riferimento ai matrimoni e, in questo, si colloca nella scia di quanto detto anche da Casini durante l’ultimo direttivo del partito, quando il leader centrista aprì al riconoscimento dei diritti delle coppie gay, chiudendo contemporaneamente a qualsiasi ipotesi di dialogo sui matrimoni.

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