L’Asl Napoli2 licenzia 50 medici ambulatoriali e pediatri

E’ attivo il licenziamento di circa cinquanta medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e pediatri di libera scelta, deciso dal direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Giuseppe Ferraro, che con una delibera ha dato incarico ai direttori dei distretti di procedere alle revoche delle convenzioni con medici che hanno 65 anni. E’ il primo atto di una guerra in corso tra il manager e le organizzazioni sindacali, tra cui Fmmg, che rivolgendosi al Tar chiedono la sospensione della delibera. «Il nostro legale di fiducia, l’avvocato Mario Coppola – spiega Luigi Sparano, segretario provinciale della Fimmg – ha presentato già venerdì al Tar un ricorso urgentissimo, ex articolo 700, p

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L’inchiesta14 / “Cronista alla Iulm si diventa, ma è dura”

«Purtroppo quella del Master è stata una scelta obbligata, vista l’impossibilità di procacciarsi un praticantato di questi tempi».
A parlare è Giuseppe Antonio Leo, venticinquenne calabrese, studente alla scuola Iulm, oramai da quasi due anni a Milano, dove si appresta a svolgere l’ultimo stage prima degli esami da professionista.
Giuseppe, come mai hai scelto di trasferirti a Milano per la scuola di giornalismo? E perché hai scelto proprio lo Iulm?
«Iscrivermi al Master Iulm è stata una fortunata coincidenza. Dopo un anno non proprio felice, dopo la laurea triennale in Scienze della comunicazione presso l’Università della Calabria, avevo deciso di continuare il mio percorso universitario cambiando radicalmente indirizzo: avevo pensato di iscrivermi a Giurisprudenza. Però poi in testa mi tornava spesso la pubblicità del Master in televisione e il suo motto: “coltiviamo talenti”. Deciso e un po’ sprovveduto, ho tentato la selezione e, nel giorno in cui sarebbero dovuti iniziare i corsi alla facoltà di Giurisprudenza, sono risultato ammesso al Master. Ho mandato all’aria l’intenzione di cambiare obiettivo e sono partito in tutta fretta per Milano».

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Un rogo killer per incendiare il fogliame: arrestato

E’ stato arrestato il proprietario del fondo dove ieri si è sviluppato un incendio nell’avellinese, nel quale ha perso la vita un operaio del servizio antincendio. Si tratta di Giuseppe La Marca, 60 anni di Nola, autotrasportatore. La sua posizione è al vaglio della Procura della Repubblica di Avellino che indaga sull’incendio di località Madonna delle Nevi a Quindici (in provincia di Avellino) e sulla morte di Michele Giglione, 57 anni di Quarto. La Marca, al momento, pare neghi ogni responsabilità, anche se la sua posizione è grave perché deve rispondere di omicidio colposo e incendio boschivo colposo. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Forestale le fiamme si sarebbero sviluppate da un terreno, attiguo al bosco di castagno sito nel Comune di Lauro, di cui l’uomo arrestato è il proprietario. Le fiamme sarebbero state appiccate per incendiare del fogliame messo da parte dopo aver pulito l’appezzamento. Ma poi il fuoco, forse anche a causa dell’alta temperatura che si registra in questi giorni, si è propagato velocemente. Gli agenti della forestale sono riusciti ad individuare il punto esatto dal quale sarebbe divampato l’incendio e, dopo un lungo interrogatorio, hanno accompagnato il presunto responsabile del rogo presso il Comando Stazione di Monteforte Irpino (Avellino), per l’ultima redazione degli atti giudiziari, prima di condurlo presso la casa circondariale di Avellino. Intanto, non si placano gli incendi in Campani ed in particolare nel salernitano. Anche oggi, infatti, fatta eccezione per la città di Salerno e i territori limitrofi, in tutta la provincia si sono registrati incendi, soprattutto nelle aree boschive. Nessun danno, per ora, alle abitazioni che si trovano nelle vicinanze. Secondo il Corpo Forestale «le zone più colpite sono state Padula, Positano, Giffoni Valle Piana, Polla e Sarno e, mentre a Positano e Sarno i focolai sono stati quasi del tutto domati, negli altri comuni sono tuttora in corso. Rispetto alle precedenti giornate oggi nel Cilento si registra una parziale tregua, mentre non è stata risparmiata la Costiera Amalfitana. Nel complesso la situazione resta complessa».

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Crisi, egemonia della “finanza ombra” e nuove sfide della politica

Una generale linea di tendenza, nel dibattito politico e culturale dei nostri giorni, è quella che mette in relazione la crisi economica con la paralisi della politica. Si tratta di un fenomeno di proporzioni internazionali che si manifesta attraverso diverse fenomenologie: la resa dei governi dinanzi all’indebitamento delle maggiori banche dei paesi occidentali; la riduzione delle decisioni della politica (l’elemento chiave di ogni democrazia degna di questo nome) alle prescrizioni dettate volta per volta dall’andamento delle borse e dai verdetti delle agenzie di rating; l’emergere di forti pulsioni sociali (talvolta vere e proprie ribellioni) contro le scelte di una politica economica sempre più caratterizzata dai tagli indifferenziati alla spesa pubblica, ai servizi sociali, ai salari, alla sanità, alla scuola e alla ricerca; la nascita in tutta Europa e negli stessi Stati Uniti di movimenti populistici e demagogici che intendono combattere la politica tout court e non solo la cattiva politica.

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Trasferire presto l’ago delle decisioni dal mercato alle istituzioni

Risulta ormai evidente che la tabella di marcia della politica è dettata dai mercati piuttosto che dalle istituzioni rappresentative (governo) o elettive (parlamento); sì che la stessa strategia delle alleanze tra le forze politiche in vista delle prossime elezioni risulta in qualche modo influenzata da una comunanza di lettura degli avvenimenti economici. Come non intravedere nel ritrovato rapporto tra Lega e (parte) del PDL un segnale di una insofferenza verso le politiche comunitarie ed europeistiche, che caratterizzano il programma dell’attuale governo? In verità, il tentativo di una deriva localistica o para-nazionalistica è imputabile anche alla scarsa progettualità dell’intera classe politica dei paesi europei, che non è riuscita a individuare profili condivisi e non limitati alla idea di un’Europa continentale, sostanzialmente ritagliata sugli interessi tedeschi, e caratterizzata da un elevato tasso di burocrazia e di scelte tecnocratiche. Non si tratta di teorizzare un’Europa a doppia velocità (ciò resterebbe in contrasto con l’idea stessa dell’Unione), ma di un’Europa a doppia vocazione, una continentale e l’altra mediterranea.

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Misteri e ambiguità del teatro campano, Napoli sbarca a Salerno

Per quanto riguarda il teatro di prosa, Salerno, in Campania, vale quanto Avellino, un po’ meno di Caserta e Benevento, ed è lontanissima dai valori che esprime Napoli città. Mentre la relazione con il capoluogo di regione è più che tollerabile, visto il rapporto di scala che necessariamente deve essere considerato, l’essere meno importanti di Benevento e Caserta brucia decisamente.
Quali sono le ragioni di tale divario? Provo a rispondere. Innanzitutto, Benevento, consapevole delle proprie dimensioni di piccola realtà provinciale, oltre alla sua stagione di prosa, da subito, ha puntato su un importante appuntamento nel mese di settembre, il “Festival Città di Benevento”, che è riuscito, tra alti e bassi negli anni, a ritagliarsi un suo discreto spazio nel teatro italiano.

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Unica stazione appaltante, ma la politica faccia il suo ruolo

La disciplina degli appalti pubblici è stata arricchita nell’ultimo decennio da un complesso di norme sostanzialmente finalizzate ad assicurare la trasparenza delle procedure, in particolare si ricorda il d. lgs. 12 aprile 2008, n. 163 (c.d. “Codice dell’appalto pubblico”) ed il successivo Regolamento di attuazione (DPR 5 ottobre 2010, n. 207), che ha completato la riforma radicale della disciplina dei contratti delle stazioni appaltanti, degli enti aggiudicatori e dei soggetti aggiudicatari, aventi ad oggetto l’acquisizione di servizi, prodotti, lavori ed opere. Un primo elemento di speranza rispetto ai fatti che hanno interessato la cronaca della giornata riguarda proprio il “tempo” in cui sarebbero stati commessi i reati contestati agli indagati, risalenti in epoca antecedente all’entrata in vigore del complesso normativo innanzi ricordato.

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L’insostenibile leggerezza della Salerno da bere

La domanda al ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera (nella foto), viene posta con chiarezza dalla collega di Telecolore. “Cosa si farà per il raccordo Salerno-Avellino, il famoso imbuto d’Italia. C’è un progetto esecutivo già pronto e c’erano anche i fondi,sembra dirottati su altre opere. Alla fine partirà il cantiere?” Passera guarda fra lo stupito ed il contrariato la giornalista e dice che è venuto a parlare della Salerno-Reggio Calabria che sarà ultimata entro il 2013.

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