Non c’è più un soldo per la sanità, da lunedì le radiografie si pagano

Schiacciati dall’accise della benzina più alta d’Italia, stressati da un sistema impositivo (Irpef e Irap) al massimo delle aliquote, costretti a pagare un ticket per farmaci e codice bianco che non ha eguali nelle altre regioni, i cittadini campani devono pure stare attenti ad ammalarsi.
A Napoli e Caserta, dalla prossima settimana, si pagheranno tutti gli accertamenti radiologici: per lo sforamento dei tetti di spesa, i centri accreditati di Napoli (dal 12) e Caserta (dal 9) sospenderanno l’assistenza diretta. Non c’è la copertura finanziaria per le Asl Napoli 1 e Caserta per l’intero 2012 e tra ottobre e novembre toccherà a medicina nucleare e laboratori di analisi interrompere l’assistenza diretta. Sotto osservazione ci sono anche i conti dell’Asl Napoli 2. Per la specialistica, per l’intero anno, la Regione ha previsto 397 milioni e 775mila euro. Servirebbero 445.600.000 euro; dunque mancano 47 milioni e 825mila euro. La Asl in maggiore sofferenza è la Napoli 1. Per il 2012 è previsto un tetto di spesa di 101.968.000 euro: non sono sufficienti. Infatti, servirebbero altri 16 milioni per assicurare l’assistenza diretta fino al 31 dicembre. In questo quadro di sofferenza, la prima specialistica a saltare è la diagnostica per immagini. Alla Asl Napoli 1 sono stati assegnati 24 milioni e 232mila euro, 8 milioni in meno di quanto necessario per coprire il 100 per cento. Il risultato è che il tetto di spesa è stato già raggiunto: dal 12 settembre radiografie, tac, ecografie, pec saranno solo a pagamento a meno che non ci si rivolga ai pronto soccorso (con il rischio di intasarli), ai centri accreditati di altre Asl della regione o addirittura fuori Campania.

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In Emilia i politici (anche i grillini) pagano le Tv. E in Campania?

I politici pagano, con soldi pubblici, per farsi intervistare da tv e radio locali. A Bologna si sono scandalizzati, altrove è una prassi inconfessata, una consuetudine plebea quanto si vuole ma persino assecondata. Come in Campania. Nessuno si è mai chiesto, ad esempio, se e perché il “supersindaco” di Salerno Enzo De Luca possa usufruire da anni di un interminabile spazio a Lira Tv (con annesso supersdraiato giornalista che porge le domande più accondiscendenti possibili) e come faccia da qualche mese il “narcisindaco” di Napoli (come è stato felicemente ribattezzato da Dagospia) Luigi De Magistris, ad avere un spazio a Radio Kiss Kiss per un filodiretto con i cittadini.

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Altro che ingresso gratis ai bimbi, sui lidi pagano tutti: ecco quanto

Dalla Costiera amalfitana a Pontecagnano passando per Salerno. I balneatori insistono: nonostante la legge che impone l’ingresso gratuito agli under 12, senza soldi negli stabilimenti balneari non si passa. Si “salvano” solo i neonati (e ci mancherebbe). L’appello del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, è caduto nel vuoto. La nostra famigliola di Confronti (due adulti e due bambini di 2 e 4 anni) è andata in giro per lidi. E vedete il risultato. A Salerno città non va bene. Tra i pochi che rispettano (ma a modo loro) l’ordinanza della Regione Campania sono la Baia (gratuiti i bimbi fino a dieci anni) e l’Arcobalenò di Lungomare Marconi (dove i bimbi non pagano ma “dipende dall’età”). Al Lido La Conchiglia di Lungomare Tafuri (il tariffario è on line), ci sono

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