Ecco i “dinosauri” del Parlamento, è giusto “cacciarli”?

E’ giusto “cacciare” dal Parlamento i “cento-sauri” della politica, i “dinosauri” che non si schiodano da anni dallo scranno parlamentare? Tempo scaduto per i matusalemme della politica: aderisci alla petizione per non votarli più, cosa hanno fatto per il paese?: è la campagna lanciata su Facebook da Stefano Pedica dell’Idv che dà il via ad una raccolta di firme «per mettere fine ad un sistema che in questi anni ha creato tanti “stipendiati” d’oro che hanno pensato ai loro affari e solo a tassare i cittadini». Il blog iconfronti.it lascia la parola ai suoi lettori per capire cosa ne pensano.
In cima all’elenco dei parlamentari di lungo corso, stilato da Pedica, ci sono Giorgio La Malfa (Camera) e Giuseppe Pisanu (Senato) a pari merito con 38 anni di longevità politica. Poi seguono Mario Tassone dell’Udc (34anni), Francesco Colucci del Pdl (33 anni). Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini (29 anni). Nell’elenco, tra gli altri: Anna Finocchiaro del Pd (25 anni), Massimo D’Alema (23 anni) Umberto Bossi e Emma Bonino (21 anni), Roberto Maroni (20 anni), Francesco Rutelli 19 anni, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni (18 anni). Il presidente del Senato Renato Schifani (16 anni). Della classifica non fa parte il senatore a vita Giulio Andreotti, nonostante spetti proprio a lui il record assoluto di anni passati tra palazzo Montecitorio e Palazzo Madama: fece parte dell’Assemblea Costituente, è stato eletto nella prima legislatura e, da allora, non ha mai “saltato un turno”. Ora è senatore a vita: lo nominò il presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 1991. Cossiga non c’è più, Andreotti (classe 1919) sì. D’altra parte il potere logora chi non ce l’ha. «Ci sono cento persone – spiega Pedica – che vantano un minimo di 16 anni fino a un massimo di 38 anni di presenze tra Camera e Senato. Politici che hanno vissuto prima e seconda Repubblica con tutti i privilegi e che in tutto questo tempo hanno fatto crescere il debito pubblico del nostro Paese fino a 2 mila miliardi di euro. Tra i tanti, Fini e Casini, Rutelli e Maroni, i nuovi moralisti, quelli che parlano di famiglia e di spending review. Sono loro che dovrebbero rappresentare il nuovo? Gasparri e Schifani, Giovanardi e La Russa cosa hanno fatto per i giovani? E Dell’Utri e Mannino quali benefici hanno portato alla giustizia?».

Leggi il seguito