Vergogna, non risarciranno le ragazze della Morvillo di Brindisi

«I segni permanenti che alcune ragazze della scuola Morvillo (coìnvolte nell’attentato di Brindisi, ndr) hanno subito per le ustioni riportate nell’attentato sono considerati dalla compagnia assicurativa dell’istituto soltanto ripercussioni di tipo estetico e quindi non risarcibili». Lo ha reso noto l’avvocato Mauro Resta, che assiste le famiglie di alcune delle ragazze. Nello stesso attentato perse la vita la giovane Melissa Bassi (foto), di sedici anni, originaria di Mesagne. La notizia è giunta proprio oggi, mentre ieri c’è stata la telefonata privata del ministro dell’istruzione, Francesco Profumo al papà di Veronica Capodieci, la più grave delle ragazze ferite nell’attentato davanti alla scuola Morvillo Falcone che è finalmente tornata a casa dopo i tre interventi e la lunga riabilitazione, che proseguirà in Puglia, in Toscana. Il ministro Profumo, che sin dai primi momenti dopo l’attentato ha manifestato il proprio interessamento e coinvolgimento personale, «come padre e come professore», ha chiamato nel pomeriggio di ieri il papà di Veronica proprio per accertarsi personalmente dello stato di salute della ragazza e per augurarle «una buona convalescenza» e assicurare che l’impegno del ministero non verrà meno. Il papà della ragazza, che ha gradito «l’inaspettata» telefonata ha detto che «la ragazza sta abbastanza bene».
Veronica, che era rimasta coinvolta nella strage insieme alla sorella Vanessa, di 18 anni, ferita più lievemente, è stata a prima ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, poi trasferita il 24 maggio scorso all’ospedale «Cisanello» di Pisa quindi dimessa, il 14 luglio scorso per poi trascorrere un periodo di degenza in un centro di Casciana Terme dove ha iniziato il programma di riabilitazione che ora potrà proseguire nel brindisino.
In seguito all’attentato, Anna, 18 anni, studentessa dell’istituto ha perso quasi del tutto l’udito. Come lei ci sono altri tre giovani, inclusi dalla Dda di Lecce nell’elenco delle parti offese che include in tutto nove persone, tra cui le cinque ragazze di Mesagne (Brindisi) che hanno trascorso un lungo periodo in ospedale per le gravissime ustioni riportate. Anna, fa sapere il suo legale Gianvito Lillo, pur avendone necessità non e mai stata destinataria di aiuti economici. Fu lei a stringere la mano al ministro per la Cooperazione internazionale e le Politiche giovanili, Andrea Riccardi, in visita all’Itis «Giorgi» di Brindisi agli inizi di giugno. «Quella di Anna è una famiglia umile – spiega l’avv.Lillo – abbiamo inviato una lettera ai rappresentanti di tutte le istituzioni, dalla Regione al Comune, ma per la ragazza non c’è stato lo stesso clamore che per le altre». «Eppure – aggiunge – ha subito lesioni gravi, porta anche lei i segni indelebili della tragedia». Anna è diventata del tutto sorda da un orecchio.

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