Ravello LAB – Colloqui internazionali: l’Europa che verrà

L’aggravarsi dell’inedita crisi economico-finanziaria che avvolge le economie occidentali e che ha riflessi specifici nel contesto italiano, pone seriamente la questione di nuovi paradigmi intorno a cui ripensare strategie di crescita originali che nella cultura e nelle industrie creative possono trovare una chiave di volta per una nuova qualità dello sviluppo

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Due hotel salernitani di Amalfi e Ravello tra “I migliori 50 del mondo”

L’annuale classifica dei migliori hotel del mondo redatta della rivista Americana Travel & Leisure, pubblicata sul numero di agosto rende uno straordinario onore alla Campania, ma soprattutto alla Provincia di Salerno: 2 hotels figurano tra “I migliori 50 migliori alberghi del mondo”. In testa l’Hotel Santa Caterina di Amalfi (nella foto), al 26 posto mondiale, primo hotel d’Europa, con un punteggio di 94.48/100, seguito dal Hotel Palazzo Avino (ex Palazzo Sasso) di Ravello con un punteggio di 93.64/100 che conquista con lo chef Pino Lavarra anche due stelle della guida Michelin.

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Nel nome di Cargaleiro la sfida dell’arte per il rilancio campano

Una mostra per celebrare gli ottantacinque anni di Manuel Cargaleiro, ceramista di origini portoghesi che ha frequentato spesso il territorio salernitano, elevandolo a luogo di ispirazione della sua arte.
La mostra, che si inserisce nell’ambito del Festival di Ravello, è stata inaugurata a Villa Rufolo e, attraverso l’esposizione di pannelli, piastre e sculture, ripercorre la vita del poliedrico artista Cargaleiro (nella foto, mentre è al lavoro nel suo studio).

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La Rondinaia di Ravello da eremo di Gore Vidal a museo

Gore Vidal conobbe nel 1948 la Costiera Amalfitana e Ravello, era in viaggio con Tennessee Williams e poi vi ritornò più volte, fino a prendervi casa, nel 1972. Villa La Rondinaia, la storica dimora di Vidal, con terrazze a picco sul mare di Ravello, diventerà un museo. Lo rivela Michele Masneri per Rivista Studio, che ha accolto l’annuncio dell’attuale proprietario, Vincenzo Palumbo, che acquistò la casa di Gore Vidal a Ravello nel 2005. Albergatore, proprietario della vicina villa Maria, Palumbo ha comprato la casa che fu di Vidal dal 1972 al 2005, da sei anni in ristrutturazione. Si pensava per farne un albergo, o un hotel, e invece la dimora amatissima da Vidal, protagonista dei due volumi di memorie, diverrà un museo per celebrare l’autore statunitense. Una frase sintetizza meglio di ogni altra il rapporto tra Gore Vidal e questa antica villa “Io non vivo a Ravello, io vivo alla Rondinaia”. Era qui che il drammaturgo, recentemente scomparso, ha trascorso gran parte dell’anno fino al 2005, appunto, quando per dei problemi fisici – un’operazione chirurgica al ginocchio non andata bene – ha deciso di vendere la villa ad una cordata di imprenditori locali, Vincenzo Palumbo ed il figlio Giuseppe che ne sono diventati i proprietari. A dimorarvi nel recente passato sono stati celebri personaggi internazionali, da Italo Calvino a Gianni Agnelli, Paul Newman, James Taylor, Rudol Nureyev, Sting, Bruce Springsteen. Ma la storia della Rondinaia è molto lontana: ad acquistarla, nel 1904 (come molte altre case di mare celebri italiane) fu un inglese, Lord Ernest William Grimthorpe, nipote di quel Lord Grimthorpe massimo esperto vittoriano d’architettura ecclesiastica e orologi pubblici. Anche avvocato, astrologo, autore di un importante trattato su orologi e torri campanarie. Grimthorpe zio progettò il meccanismo del Big Ben e venne molto criticato all’epoca per i suoi interventi architettonici che oggi si definirebbero invasivi. Grimthorpe jr. aveva acquistato e restaurato a Ravello sia villa Combrone, sia la Rondinaia, unite in una sola tenuta fino agli anni Quaranta (poi, a disegnare il parco, era accorsa una illustre giardiniera: Vita Sackville-West). A quel tempo Lucile, seconda figlia di Lord Grimthorpe, scorporò La Rondinaia da Villa Cimbrone e la sua casa cominciò a vivere di vita propria, indipendentemente dalla casa paterna. In entrambe si svolgevano colte discussioni, concerti, spettacoli di teatro e danza. Per tutti gli inglesi venuti a Ravello furono il punto di riferimento culturale, diventando una sorta di cenacolo intellettuale. Questa volta, però, assicura l’attuale proprietario, i restauri della Rondinaia saranno assolutamente filologici. Proprio con l’amico autore di “Un tram che si chiama desiderio”, Tennessee Williams, Vidal arrivò per la prima volta in Costiera, nel 1948. La Rondinaia divenne glorioso avamposto dei suoi ospiti di passaggio in Italia (dalla ‘sorellastra’ Jackie Kennedy a Truman Capote, a Nureyev a John Huston a Orson Welles a Andy Warhol), rivaleggiando per status con un’altra celebre fortezza acquatica aristo-artistica, la Colombaia ischitana di Luchino Visconti. Vidal, felice genius loci di Ravello e consapevole testimonial della Costiera, sapeva di non poter sfuggire al cliché del Famoso Residente: “sembra che ogni città italiana sia sotto tutela di uno scrittore straniero. Capri è famosa per aver ospitato Norman Douglas; Graham Greene viveva ad Anacapri” scrive in Navigando a vista (secondo tomo, 2006). E la Rondinaia doveva essergli piaciuta anche per i precedenti proprietari, e le storie bizzarre. Per la sua particolare posizione, per il panorama che la circonda e per la serie ininterrotta di ospiti illustri, è una delle ville più belle ed originali, non sono della Costiera Amalfitana, ma d’Italia. Certamente negli anni Trenta ci vennero Virginia Wolf ed il marito Leonard; e negli anni Quaranta ci venne Vita Sackeville West. Nel 1938 fece da sfondo alla fuga d’amore del musicista Leopold Stokoswski e Greta Garbo. Negli anni Quaranta e Cinquanta visitarono La Rondinaia personaggi del cinema come Humprey Bogart, John Huston, Jennifer Jones, Peeter Lore, Gina Lollobrigida, Orson Wells, King Widor e Franco Zeffirelli; coreografi come Massine, pittori come Escher e Mirò, scrittori come Truman Capote, Rafael Alberti e Prezzolini, ladies come Jacqueline Kennedy. Nella sua bella Rondinaia, Gore Vidal ha scritto gran parte dei suoi capolavori e solo pochi privilegiati hanno potuto accedere alla Rondinaia, rimasta severamente al riparo da sguardi indiscreti.
(m.a.)

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Roman Vlad: Ravello diventi polo musicale della Costiera

Roman Vlad si “confessa” ad Alfonso Liguori e racconta a “iConfronti” il suo profondo disagio per una stagione artistica italiana condizionata, mai come ora, dalla politica e dalla incompetenza. Vlad evoca il suo periodo campano, quando a Ravello era lasciato libero dall’Ept di organizzare ogni cosa senza pagare alcun pedaggio ad una visione “artisticamente corretta”. Vlad cita il caso dell’Opera di Roma come metodo emblematico per costruire percorsi virtuosi: affidarsi a guide artistiche sicure, con basi e competenze solidissime, evitando improvvisazioni e dispendi inutili di risorse.

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