Gigli, tre anni di squalifica alle paranze della megarissa

Sconfessati ufficialmente chi negava e minimizzava sulla rissa avvenuta lunedì mattina alla festa dei Gigli di Nola che ha causato 12 feriti e la sospensione, e chi ha mantenuto il “profilo basso”, è rimasto in silenzio.  Era inevitabile che ci fossero sanzioni ufficiali contro chi ha causato lunedì mattina la rissa ed il “fuggi fuggi” generale. Ecco il verdetto dell’Ente festa, che si è riunito alla presenza

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Il Vescovo di Acerra: clan nelle feste? Comuni superficiali

La Chiesa si scopre quasi impotente, impossibilitata a controllare le feste religiose, dove si insinuano insistentemente le presenze criminali che continuano ad utilizzare le manifestazioni popolari per imporsi e per riciclare o investire danaro. Lo Stato allora corre ai ripari come può, con il prefetto di Napoli Adrea De Martino che, solo dopo la maxi rissa della festa dei Gigli di Nola e nonostante gli altri episodi già accaduti in tutta la provincia – da Barra a Torre del Greco -, ora detta regole per evitare presenze criminali negli eventi religiosi. Il prefetto De Martino dichiara guerra ai tentativi di infiltrare e strumentalizzare le feste troppo tardi, del resto se la Chiesa, quella ufficiale, dice che è impossibile controllare, ma sottolinea che le regole già le aveva emanate, Don Aniello Manganiello aveva chiesto proprio dal nostro blog, iconfronti.it, di fermare queste cerimonie, divenute dominio delle presenze laiche e criminali, piuttosto che momento di fede. Appello rimasto inascoltato, soprattutto dal vescovo di Nola Beniamino Depalma.

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Addio al Cardinale Martini, vescovo della Milano perbene

Il cardinale Carlo Maria Martini è morto nel pomeriggio di oggi. Era nato 85 anni fa a Torino. Il religioso era da anni malato di Parkinson, una malattia che lo aveva costretto a ridurre sempre di più le sue uscite pubbliche. Dal 2008 viveva all’Aloisianum, la casa dei gesuiti a Gallarate, nel Varesotto. A dare la notizia è la diocesi di Milano, di cui è stato arcivescovo dal 1979 al 2002. Le sue condizioni di salute si sono particolarmente aggravate ieri tanto che l’attuale arcivescovo, cardinale Angelo Scola, aveva raccomandato speciali preghiere a tutti i fedeli e a quanti hanno caro il suo predecessore. Benedetto XVI ha potuto salutarlo lo scorso 3 giugno, nell’episcopio di Milano: 7 minuti appena ma di comunicazione profonda. Uno scambio di sguardi, poche parole (a causa della malattia ormai avanzata, Martini parlava con difficoltà, servendosi di un piccolo megafono). Un abbraccio fraterno. Più volte, da quando è Papa, Joseph Ratzinger aveva voluto rendere omaggio al grande cardinale gesuita, punto di riferimento dell’ala progressista nel Conclave del 2005 dopo essere stato il simbolo di una chiesa più aperta e dialogante per tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, il Papa polacco che lo aveva nominato a sorpresa arcivescovo di Milano (la più grande diocesi del mondo) il 29 dicembre 1979 e lo ha consacrato personalmente il 6 gennaio del 1980.

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L’estate della Salerno europea scossa dal tintinnio delle manette

C’è da chiedersi dov’è finita la città europea, la Salerno oasi felice spesso vantata dai suoi amministratori. E’ un vero e proprio terremoto quello che sta scuotendo la città. Arresti eccellenti stanno inquietando una Salerno scossa da indagini che ne minano la tranquillità. Prima la bancarotta del pastificio Amato, la crisi del grandioso progetto dell’Amato Re con il coinvolgimento dell’archistar Jean Nuovelle. poi l’arresto di Peppino Amato jr, dell’ex deputato e

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Gigli, accuse da Barra e le paranze nolane disertano le feste gemelle

La sensazione è che non finisce di certo con l’ente Festa dei Gigli (foto) che punisce due paranze e ne multa un’altra. Anzi, le paranze punite si dicono sicure che il prossimo anno ci saranno, in barba alla decisione del Vescovo

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Il vescovo di Nola si ispiri al vescovo di Catania

di Caterina La Bella

Nola come Catania. O Catania come Nola (nella foto il vescovo Depalma), fate voi. Nella città siciliana devota a Sant’Agata – la festa si svolge tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto – terza festa cattolica al mondo per numero di fedeli (quasi un milione di pellegrini), esiste un mix esplosivo di interessi economici e folclore. Sulla vicenda indaga ancora la magistratura, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti affiliati al Clan Santapaola, che hanno svelato i retroscena della festa e il monopolio imposto dalla malavita dal ‘99 al 2005, dal business dei fuochi d’artificio alla la gestione delle ‘candelore’, fino ad arrivare addirittura alla sistemazione delle bancarelle e alle fermate del fercolo di sant’Agata. Con gli introiti – secondo i pentiti – i clan acquistavano anche cocaina ed armi. C’era chi lucrava sui commercianti e chi addirittura scommetteva sulla salita di San Giuliano. Quest’anno, per la prima volta, l’arcivescovado etneo ha introdotto un regolamento ferreo

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Ai Gigli di Nola ora tutti fanno gli anticamorristi, anche il Vescovo

La camorra che non vedeva nessuno, ora la vedono tutti. Dovunque, ma non sotto i Gigli di Nola. Che volete, il rito, la festa, la ballata, che ormai non ha nulla più di religioso, piaccia o meno al vescovo Depalma, sono intoccabili. Un merito va comunque dato a Don Aniello Manganiello e alle inchieste del blog iconfronti.it: l’aver finalmente squarciato il velo del silenzio sulla festa dei Gigli, l’aver richiamato l’attenzione di tutto il Paese, media e organi di controllo, sulle possibili interferenze della camorra nella popolare festa nolana, e aver offerto la possibilità alle istituzioni, laiche, civili, e religiose per ribadire, una volta e per tutte, la loro distanza dalla criminalità. L’Amministrazione comunale di Nola lo ha fatto anche oggi, facendo stampare e indossare una t-shirt con la scritta “la camorra mi fa schifo, ma che c’azzecca la festa dei Gigli?” (nella foto), maglietta

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Anche la prefettura vigila sulla festa dei Gigli di Nola

Un piano di vigilanza per le feste patronali in provincia di Napoli, e per la festa dei gigli di Nola. Dopo l’appello di Don Aniello Manganiello a fermare le infiltrazioni nella festa dei Gigli, che tante reazioni e polemiche ha suscitato, la prefettura di Napoli ha deciso di vigilare sulla festa dedicata a San Paolino. Il prefetto Andrea De Martino ha diffuso una nota in cui scrive che «in relazione ai timori rappresentati in questi giorni sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle feste popolari e religiose della provincia si fa presente che la Prefettura sta seguendo, da tempo e con attenzione, la problematica, chiedendo anche ai sindaci di regolamentare queste celebrazioni con norme capaci di prevenire tentativi di infiltrazione e di preservare, in ogni caso, i valori storici e culturali che da sempre le animano». La prefettura, inoltre, ha annunciato che la questione «sarà oggetto di esame di un prossimo comitato

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Il vescovo ci ripensa, vede ombre sui Gigli ma non nomina la camorra

Non c’è proprio pace all’ombra dei Gigli di Nola (foto). E tra una celebrazione ufficiale e l’altra, in vista della festa che si celebrerà il prossimo fine settimana, il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, che tanto “ha tuonato” contro le affermazioni di Don Manganiello, è stato costretto ad intervenire per precisare contro letture a suo dire “strumentali e maliziose” delle sue parole “inerenti il rapporto tra Festa dei Gigli e camorra, in cui invitavo a non generalizzare e prendevo le distanze dalle affermazioni di don Aniello Manganiello che mettevano alla sbarra l’intera città di Nola e i suoi sentimenti religiosi”. Precisazioni in cui il presule prende atto dei tentativi di infiltrazione perché – e citiamo le sue parole precise – «celebrare la Festa

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La camorra con i Gigli sfida lo Stato. E il vescovo ancora nega…

La festa dei Gigli in Campania non si tiene solo a Nola, la città che storicamente l’ha valorizzata fino al punto da interessare l’Unesco. La festa è presente da almeno un secolo anche nel rione Barra di Napoli e nei Comuni di Brusciano, Casavatore e Crispano. In quest’ultimo centro, a metà strada tra Napoli e Caserta, s’è verificato otto anni fa un episodio clamoroso quale quello della lettura del messaggio del boss Tanuccio o’ malommo alla cittadinanza, una sorta di saluto benaugurante alla presenza del sindaco Carlo Esposito (foto) e delle altre autorità del paese.

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