Tasse&Imposte a Salerno / Il tempo dei limoni (spremuti)

Tasse&Imposte a Salerno / Il tempo dei limoni (spremuti)
di Enzo Carrella

limone-spremuto La riscossione dei tributi locali a Salerno non manca di produrre polemiche. Il malcontento in città è palpabile e avvertibile anche nell’aria che si respira: in tanti affrontano a muso duro la questione e a volte, le polemiche si trasferiscono anche sulla pubblica piazza. Che ci sia una sindrome da ”limoni spremuti” è palpabile anche in Consiglio comunale e un nutrito gruppo di suoi rappresentanti (sindaco in testa) si sono ”affiancati” alla protesta esternando il proprio malcontento con proprie nette prese di posizione nei confronti – addirittura – della Soget Spa. ”Coloriti” atteggiamenti questi ultimi, soprattutto perché gli autori sarebbero gli stessi che avrebbero ”regalato” il servizio alla società abruzzese – a detta di tanti – ”sine titolo” con la (latitante sul sito) determina dirigenziale nr 1280 del 2012. La predetta avrebbe consentito alla Soget di procedere all’accertamento dell’elusione e dell’evasione dei tributi locali, nell’ambito di azioni mirate a stanare gli sconosciuti all’anagrafe tributaria dell’ente. Molti i tecnici e professionisti di settore che criticano proprio tale modalità di ”attribuzione“ del servizio: la sola determina dirigenziale – infatti – non è sufficiente o meglio lo sarebbe stato solo se vi fossero state particolari condizioni. Quali? L’articolo 10 comma 2 della legge 448 del 2001 disciplina, infatti, che soltanto dopo aver espletato le procedure necessarie (propedeutiche, connesse e complementari, nda) può essere affidato il servizio con la sola ”determinazione”. Tanti gli interrogativi sviluppatisi e i dubbi di legittimità con essi ma uno prevarrebbe su tutto e cioè se il citato Responsabile avesse verificato dalla ricerca di mercato propedeutica all’adozione dell’atto (preceduto dal placet del consiglio comunale ai sensi dell’art 42 lettera e del dlgs 267/2000 non rinvenibile, nda) che la proposta della Soget fosse stata realmente conveniente per il Comune. ”Conditio sine qua non”, questa appena chiarita, necessaria, indispensabile e non derogatoria per poi procedere alla successiva redazione del contratto con all’oggetto ”l’affidamento in concessione del servizio di censimento, accertamento, riscossione e recupero evasione”. Chiarito ciò, la sola società Soget avrebbe ben potuto procedere all’invio degli accertamenti di questi giorni a suo nome (perché dalla medesima effettuati, soprattutto quelle riferite ad ”anomale” misurazioni di superfici di abitazione per determinazione della tariffa tarsu), sottoscrivendone i relativi atti da parte del suo legale rappresentante (e ciò per effetto della relativa iscrizione della predetta nell’albo di cui all’art. 53 del 446/1997). Soltanto dopo aver assolto pedissequamente tale iter procedurale ci sarebbe stato l’imprimatur agli accertamenti notificati, dandone piena legittimità e la giusta rilevanza giuridica. In definitiva, non può un Comune ”appaltante” fare ”motu proprio” un servizio ”attribuito” ad un altro ente che ne ha espletato l’esecutività senza chiederne la sottoscrizione dei relativi atti. L’aspetto ancora più grave e che in tale circostanza (la sostituzione, cioè, del Comune all’intero operato della Soget) si assisterebbe a quello che nel ”gergo” della normativa dei contratti pubblici (dlgs 163/2006) al tipico ”appalto di servizio pubblico” con il Comune di Salerno invischiato e completamente coinvolto sulle possibile e precise responsabilità conseguenti sopportandone – in maniera esclusiva – l’alea connessa alla gestione del servizio, l’accertamento e riscossione tributi per l’appunto. Se questo è stato ed è lo ”scenario” ci troveremmo di fronte ad una evidente violazione del codice degli appalti pubblici perché il servizio – per la sua attribuzione – ricadente in ”tale perimetro” ha solo una strada a senso unico da percorrere: quella della ”gara ad evidenza pubblica”. Ma così non è stato: infatti quello attivato dal Comune (tecnici e poltici) è una ”innocua e pura” Concessione di un servizio disciplinato dall’art. 30, III comma del dlgs 163/2006 non facendone però ricadere – casualmente o volutamente? – le applicazioni di autonome e precise responsabilità alla Soget. Sarà l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici – interpellata da numerose associazioni consumatori – a dissipare i numerosi dubbi interpretativi e dipanare l’intricata matassa legata allo ”tzunami” degli accertamenti dei tributi locali in corso. Il serio rischio è quello di vedere il Comune di Salerno e i suoi autori ”inghiottiti” dalla micidiale sua ”onda anomala”.

redazioneIconfronti

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