Tavella (Cgil): Rilanciando il Sud viene sconfitta anche l’antipolitica

Tavella (Cgil): Rilanciando il Sud viene sconfitta anche l’antipolitica
di Silvia Siniscalchi

Tutti in piazza oggi a Napoli: dai lavoratori del sistema sanitario, all’assistenza sociale; ai trasporti; alla forestazione; all’ambiente; dai dipendenti delle società partecipate alle aree di crisi che coinvolgono anche comparti trainanti dell’economia regionale. Solo nell’industria in Campania sono 575 le aziende in crisi; più di 83mila lavoratori a rischio e oltre il 60% delle 15 mila imprese edili in difficoltà. La Campania vive una fase da “codice rosso”, per le sue difficoltà strutturali e per le tensioni sociali crescenti, in una regione che, dal 2008 ad oggi, ha registrato un calo del Pil di oltre il 10%. Così spiegano i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a poche ore dalla mobilitazione che si terrà nel capoluogo campano, nel pomeriggio di oggi, alla presenza dei leader nazionali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella. Diverse le richieste: la deroga al Patto di stabilità interno e dell’utilizzo del Fondo Sviluppo e Coesione; la definizione di un pacchetto di risorse per le infrastrutture come l’Alta Capacità Napoli-Bari, la banda larga e ultra larga, il potenziamento del sistema portuale, aeroportuale e della logistica; la garanzia di copertura degli ammortizzatori sociali e la soluzione del problema esodati. Alla Regione Campania, poi, si dice che “non è più rinviabile il confronto per la declinazione effettiva del Contratto Campania”. Ed il segretario regionale della Cigl, Franco Tavella (nella foto), a poche ore dall’avvio della manifestazione rilancia la necessità di un tavolo nazionale del confronto sull’emergenza Campania.
Tavella, quali sono le richieste che avanzerete alla politica?
«Non voglio invadere un terreno che non è sindacale, però, la manifestazione di oggi che finalmente vede i sindacati uniti, chiede anche alla politica di mettere in campo iniziative precise sui problemi della Campania. Penso che sia anche il terreno perché la politica possa rispondere alla crescente propaganda dell’anti politica. L’antipolitica, appunto, trova la sua condizione ideale nel conflitto sociale».
Torniamo indietro: quale situazione trovano oggi in Campania i leader nazionali dei vostri sindacati?
«La drammaticità delle oltre 600 vertenze aperte in Campania, che riguardano complessivamente 40mila lavoratori, della disoccupazione in questa regione al 28%, del calo del Pil del 10% negli ultimi anni, dei 10mila giovani laureati costretti ad emigrare all’estero, dell’indebitamento della Regione per 15 milioni e 600 mila euro, impone una riflessione seria ed un intervento mirato del governo per ridisegnare condizioni di sviluppo».
Sì, ma quali risposte chiedete?
«E’ nostra intenzione aprire un doppio confronto: con il Governo e con la Regione Campania. Il primo, finora, ha adottato scelte penalizzanti per il nostro territorio. La seconda deve, invece, onorare gli impegni presi con il Contratto Campania».
Visto quanto ha detto, una realtà così drammatica, sembra inimmaginabile disegnare una ripartenza per questa Regione. E’ davvero sconfortante…
«La realtà è drammatica, è vero, si rischiano molti conflitti sociali in questa Regione. Ma sono convinto che se si riesce ad invertire questa tragica rotta la nostra regione può davvero rappresentare il volano dell’interno Mezzogiorno, per avviare una nuova stagione per l’intero Sud. E’ anche per questo motivo che puntiamo l’attenzione su Napoli e sulla Campania. Occorre subito aprire un tavolo di confronto nazionale sulla questione della Campania».
Sembra più facile a dirsi che a farsi.
«Certo, ma lo Stato centrale, la Regione, tutte le altre istituzioni, come anche noi sindacati, devono intervenire per sbloccare fondi, altrimenti, fra un po’, rimarrà solo la camorra ad immettere soldi, ad “investire”. In questo momento c’è anche un altro dato che preoccupa: l’esposizione dei cittadini campani agli usurai. E questi problemi non riguardano solo i sindacati ma tutte le istituzioni. Bisogna anche ricordarsi che a Napoli ed in Campania abbiamo un polo industriale d’eccellenza, con aziende di prim’ordine».
A questo punto mi fa pensare anche alla Fiat, e alla vertenza infinita di Pomigliano d’Arco.
«Sulla Fiat è venuto il momento di abbassare i toni. L’azienda rispetti le sentenze dei tribunali, reintegri i lavoratori, e non offenda il Paese. Poi, io penso che il problema della Fiat sia sul piano della competitività e sull’innovazione piuttosto che prendersela con i lavoratori».
E allora in bocca al lupo per la manifestazione.
«Grazie, ma è meglio fare gli auguri a tutti i cittadini campani».

Silvia Siniscalchi

Un pensiero su “Tavella (Cgil): Rilanciando il Sud viene sconfitta anche l’antipolitica

  1. C’è un conflitto sociale anche per il lavoro autonomo che chiude. Ma quello non ha patronati…

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