Terremoto 1980, per non dimenticare una ferita insanabile

Terremoto 1980, per non dimenticare una ferita insanabile

Trentadue anni dopo il terremoto in Campania ed in Basilicata che il 23 novembre del 1980 causò quasi tremila morti ed oltre duecentomila abitazioni distrutte e danneggiate in 99 comuni su 119, l’Irpinia ha voluto riabbracciare Giuseppe Zamberletti, il commissario nominato dal governo che, insieme ai sindaci irpini dell’area del “cratere”, fronteggiò la difficile fase dell’emergenza. Zamberletti ha ricevuto a Teora (Avellino) dal sindaco Stefano Farina la cittadinanza onoraria ed ha partecipato, dopo la messa in suffragio delle vittime, alla riunione straordinaria del Consiglio comunale. «L’opera di ricostruzione in Irpinia è stata un esempio grazie alla forza di volontà, al coraggio e alla collaborazione di sindaci, amministratori e cittadini. Anche in questo momento di grande difficoltà per il Paese l’Irpinia saprà la forza e le energie che gli sono proprie», ha detto commosso Zamberletti. Ad Avellino una corona di fiori è stata deposta davanti al monumento in piazza del Popolo che ricorda le vittime del capoluogo. Anche a Balvano, in Basilicata, con una messa presieduta dal vescovo di Potenza, Agostino Superbo, sono state sono state ricordate le 77 vittime. Di queste 66, per lo più bambini, finirono a causa del crollo della Chiesa madre, dove era in corso la messa della domenica sera. Il Consiglio regionale della Campania, invece, nella seduta di oggi ha osservato un minuto di silenzio. Un tragico evento, ha detto invece il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, «deve restare per noi un monito ad affrontare il rischio sismico sempre presente con la logica della prevenzione». Ma a distanza di 32 anni si torna a discutere della ricostruzione. Se quella abitativa può dirsi complessivamente terminata, all’appello mancano le risorse finanziarie, pure ufficialmente stanziate, per il completamento di infrastrutture al servizio delle aree industriali, le cui progettazioni preliminari risalgono al 1991. Tra queste spicca l’asse stradale Contursi-Grottaminarda, in grado di congiungere il Tirreno all’Adriatico: nonostante sia stato inserita come opera strategica nelle priorità degli ultimi governi, i lavori si sono conclusi a Lioni (Avellino), e sui venti chilometri decisivi che consentirebbero di collegare l’autostrada A 16 Napoli-Bari con la A3 Salerno-Reggio Calabria non si intravedono ancora certezze sulla apertura dei cantieri. Nel corso delle manifestazioni per ricordare le vittime del sisma, gli amministratori locali hanno annunciato l’intenzione di tornare alla mobilitazione per indurre il governo a tenere fede agli impegni assunti anche con la disponibilità di risorse che, per il momento, «restano virtualmente parcheggiate sui siti dei ministeri competenti dopo essere state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale». Su questo stesso versante, i sindaci si sono detti preoccupati per la decisione contenuta nel «decreto sviluppo» approvato l’estate scorsa con il quale, dal 31 dicembre del 2013, cessano le funzioni del Commissario ad acta incaricato di portare a termine gli interventi infrastrutturali previsti nelle aree terremotate dalla legge 219 del 1981.

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *