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Terremoto Ischia, colpita l’isola vulcanica: tutta la verità sul monte Epomeo che dopo la scossa di stanotte fa tanta paura

Terremoto Ischia, colpita l’isola vulcanica: tutta la verità sul monte Epomeo che dopo la scossa di stanotte fa tanta paura

dal sito Meteoweb del 22/08/2017
a cura di Peppe Caridi
Terremoto Ischia, interessantissima intervista al geologo dell’INGV Stefano Carlino che illustra tutte le verità sul Monte Epomeo e sull’isola vulcanica teatro dell’ennesimo dramma

Sono passati oltre 5 anni da quando, il 1° Agosto del 2012, Giampiero Petrucci intervistava per MeteoWeb il geologo e ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano (INGV) Stefano Carlino. Esperto di vulcanologia e tettonica, Carlino ha collaborato alla stesura del libro “Il terremoto di Casamicciola del 1883: una ricostruzione mancata” (Alfa Tipografia, 2006) e più recentemente a quella del testo “Casamicciola milleottocentottantare: il sisma tra interpretazione scientifica e scelte politiche” (Bibliopolis, 2012).

Tra i massimi esperti della sismologia di Ischia, Carlino spiegava nell’intervista tutto ciò che c’è da sapere sul rischio sismico nell’isola. Adesso, dopo il terremoto di magnitudo 4.0 a 5km di profondità che alle 20.57 di ieri sera ha provocato crolli nell’area settentrionale di Ischia, determinando gravi danni, molti feriti e purtroppo anche alcune vittime, riportiamo integralmente quell’intervista che può

Dott. Carlino, sappiamo tutti che Ischia è un’isola di origine vulcanica. Come e quando s’è formata?

“Non sappiamo esattamente l’epoca di formazione di Ischia, che certamente è superiore ai 150.000 anni, età delle rocce vulcaniche più antiche rinvenute sull’isola. Probabilmente tra 150.000 ed almeno 300.000 anni fa si stavano originando gli apparati vulcanici della costa campana, Ischia, Campi Flegrei e Vesuvio. La genesi di questi vulcani è da correlarsi ai processi tettonici distensivi che, da alcuni milioni di anni, si verificano nell’area tirrenica, in conseguenza del movimento relativo che avviene tra la placca africana a sud e quella euroasiatica a nord. Lo scontro tra queste due placche, testimoniato dalla presenza della catena Appenninica, è accompagnato da una rotazione antioraria della penisola italiana, che ha determinato, lungo il bordo tirrenico orientale, l’assottigliamento della crosta terrestre e la risalita del mantello fino a circa 20 km di profondità. Questo processo tettonico ha prodotto la progressiva fratturazione della crosta, la risalita in superficie del magma lungo allineamenti di faglie con andamento nordest-sudovest e la progressiva crescita degli apparati vulcanici”.

Quando s’è verificata l’eruzione più violenta e quali caratteristiche aveva?

“Dall’analisi dei prodotti vulcanici rinvenuti sull’isola e dallo studio della sua tettonica e dei processi deformativi è stato possibile identificare una grande eruzione ignimbritica, che ha emesso probabilmente alcune decine di chilometri cubi di magma, e che ha causato un collasso calderico, simile a quello avvenuto nell’area vulcanica dei Campi Flegrei. Questa eruzione è avvenuta circa 55.000 anni fa ed è stata caratterizzata dall’emissione di grandi quantità di magma molto frammentato, che ha prodotto nubi di ceneri, pomici e gas ad alta temperatura (flussi piroclastici). Il deposito di questa eruzione, oggi rinvenibile in gran parte dell’isola, sul Monte Epomeo, con spessori di alcune centinaia di metri, si caratterizza per il suo colore verdastro, e prende appunto il nome di Tufo Verde del Monte Epomeo”.

E l’ultimo evento eruttivo a quando risale?

“L’ultima eruzione, quella dell’Arso, è avvenuta nel 1302, nel settore orientale dell’isola, proprio nell’attuale comune di Ischia. Si è trattato di un evento di modesta energia, caratterizzato dall’emissione di una colata di lava che ha percorso circa 2.5 km in direzione nord-est, giungendo fino al mare, in prossimità del porto d’Ischia”.

Il Monte Epomeo deve essere considerato ancora attivo? E’ vero che potenzialmente è il vulcano più pericoloso d’Italia, ancora più del Vesuvio?

“Il Monte Epomeo non è un vulcano, anche se era ritenuto tale fino agli inizi del XIX secolo. Si tratta, in effetti, di una struttura vulcano-tettonica, definita per la prima volta dal geologo svizzero Alfred Rittmann, in un suo famoso lavoro pubblicato nel 1930. La struttura del Monte Epomeo è stata generata dalla spinta di una massa magmatica poco profonda, che lo ha fatto risalire di circa 800 m, a partire da 55.000 anni fa, con un tasso medio di alcuni centimetri l’anno. Le eruzioni, invece, si sono verificate ai bordi del monte, dove sono localizzate le faglie e le fratture da cui risale il magma. In effetti, i fenomeni di risalita e subsidenza dell’Epomeo sono indicatori della dinamica vulcanica, ma non è facile prevedere dove potrà essere localizzato il prossimo evento eruttivo e quale sarà la sua energia. Al momento l’isola attraversa una fase di lenta subsidenza e di quiescenza vulcanica. Quanto alla pericolosità, nell’isola d’Ischia, almeno negli ultimi 55.000 anni si è verificata una sola grande eruzione ignimbritica e molti altri eventi di energia piccola o, al più, moderata. L’opinione che mi sono fatto, studiando i processi vulcanici dell’isola, è che il verificarsi di un’eruzione di piccola energia è più probabile. Quindi direi che la pericolosità è inferiore a quella del Vesuvio. Il rischio potenziale tuttavia è alto, perché in caso di evento eruttivo esplosivo, l’intera isola, con circa 65.000 abitanti, dovrebbe essere evacuata”.

Continua su: http://www.meteoweb.eu/foto/terremoto-ischia-colpita-lisola-vulcanica-tutta-la-verita-sul-monte-epomeo-che-dopo-la-scossa-di-stanotte-fa-tanta-paura/id/952516/#1

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