Terrore

Terrore
di Giuseppe Foscari *
Giuseppe Foscari
Giuseppe Foscari

È proprio vero! Questa guerra, diversa da tutte le altre, sta ridisegnando i nostri confini geografici, culturali, storici, prospettici e quant’altro. Un nemico che non vedi ma che c’è, è dentro di te, affianco a te, sopra di te, nel condominio di lato; un nemico che non ha uniforme, non è in trincea, non ha aerei da combattimento o carri armati, ma che forse ha pranzato nel tuo stesso ristorante, è andato dal tuo medesimo ciabattino o lo hai incrociato all’angolo, magari guardandolo anche negli occhi.
Questa guerra ha uomini, si nutre di comunicazione strategica, di rottura dei segni e dei simboli dell’Europa, di rottura dell’Europa stessa. Che colpisce gente comune, strade comuni, non solo quelli che noi definiamo luoghi sensibili, perché nella loro testa tutti i luoghi dell’Occidente sono luoghi sensibili da abbattere.
Per questo motivo fa infinitamente male.
Non si tratta di idioti assatanati da una divisa, invasati dal credo militare, addestrati a uccidere in nome di una patria, o a difendere in nome dell’Occidente che è in noi. Non sono mercenari pagati che decidono di darsi all’esercito perché non trovano altro di meglio come lavoro, come accade nel reclutamento della maggior parte degli Stati.
Sono persone singole, o cellule infiltrate, o migranti che nulla hanno a che fare con la vera migrazione di chi scappa per fame e dagli orrori della guerra e delle violenze. O sono persone nate nel Vecchio Continente o integrate, o solo apparentemente integrate. Sono uomini che scelgono di morire, in nome di un fondamentalismo religioso usato come tale solo per dare un senso alla propria battaglia, e dare dei contenuti che non fanno altro che alimentare l’odio con il mondo che essi vogliono distruggere, quell’Occidente che è, nella loro mente, alfa e omega di tutti i mali dell’universo. La religione è soltanto un collante prezioso per tenere tutti dentro, tutti quelli che credono nella guerra atipica all’Occidente.
Uomini che non scelgono il 14 luglio come data a caso. Perché hanno studiato, conoscono il significato che quel giorno ha per i Francesi e per tutti noi, sanno cosa abbiano rappresentato la presa della Bastiglia e la lotta per l’emancipazione dell’uomo e delle donne, per i diritti umani. Perché sono persone che non credono ai diritti che si conquistano, ma solo a quelli contenuti nella legge coranica che essi interpretano a modo loro e che non corrisponde affatto alla lettura che tanti paesi arabi e musulmani danno della medesima fonte religiosa. Creando e aggiungendo equivoco a equivoco, odio a odio.
Uomini che vogliono non una, ma dieci, cento brexit, affinché l’Europa, disunita, indebolita, più di quanto non sia ora, fatta fallire come progetto e come coesione di valori, possa essere un bersaglio facile facile. I Romani avevano coniato il divide et impera. Questi conoscono la storia. Anzi, non solo la conoscono, ma la ribaltano, la sfruttano, se la giocano per intimidirci.
Il terrore, questo terrore, non si può affrontare singolarmente, immaginando che ciascuno Stato-nazione del XXI secolo debba fare da sé, difendere il proprio confine, la propria gente, i propri beni, materiali e culturali. Perché questo è esattamente ciò che i fondamentalisti vogliono.
L’Europa che rinuncia a sé stessa non avrà scampo. Loro lo sanno, noi ancora fatichiamo a capirlo.

* professore di Storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno

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