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The mother’s nature / 2: the apprehensive

The mother’s nature / 2: the apprehensive
di Nicoletta Tancredi

L’apprensiva

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La mamma apprensiva è quella donna che, risultato positivo il test di gravidanza, si mette in poltrona e si alza quando inizia il travaglio. Evita di parlare a voce alta, per non svegliare l’embrione, casomai dorma. E si rammarica se le viene da starnutire o tossire, per paura di nuocere alla creatura. Per le visite di controllo, è solita chiedere la domiciliare e quando non le viene accordata, poiché (9 su 10) la sua è una gravidanza da manuale, la si può riconoscere fin troppo facilmente nella sala d’attesa del ginecologo. È quella che arriva accompagnata da almeno due persone, sorretta da un lato e dall’altro. Ovviamente lei non porta pesi. Neanche la borsa da passeggio e gli occhiali da sole. Il marito glieli toglie dal naso e li ripone nella borsetta. Quando si siede lo fa con molta cautela, come se avesse un pancione da nono mese, anche se è arrivata solo al nono giorno di gestazione! Quindi, intrattiene discorsi con tutti. Ascolta, a bocca aperta, racconti incredibili, credendo a tutto. Ma soprattutto è certa che il suo sarà il parto più lungo e difficile della storia. La mamma apprensiva inizia ad avvertire i segnali del travaglio già intorno al secondo mese. Ed è impossibile convincerla che non sono dolori preparatori ma null’altro che gas. Quando arrivano i dolori veri, invece, si preoccupa che tutte quelle contrazioni possano far venire fuori il bambino, dimentica che sia proprio questo lo scopo della gravidanza.
Quando il piccolo viene al mondo, la mamma apprensiva acquista una campana di vetro (che sia areata) e lo sigilla. Lo monitora con sistemi di alta sorveglianza. Se il piccolo sta per starnutire, pensa che gli stia mancando il respiro e vorrebbe portarlo al pronto soccorso. Per un banale raffreddore, lo tiene a casa, sottocoperta e non lo fa uscire. E se si ammala davvero (cosa molto facile, considerata la quantità di abiti che gli fa indossare), non gli somministra nessuna medicina, per evitare gli effetti collaterali dei farmaci. Come dire? Meglio che muoia di morte naturale!
La mamma apprensiva è quella che non acquista il sediolino per l’auto, perché va a piedi, che è più sicuro. Non permette al figlio di scendere da solo le scale, per paura che cada. Non gli consente di giocare a pallone, per paura che si rompa l’osso del collo. Non gli dà da mangiare né prosciutto crudo né mozzarella fino a 12 anni, per paura che si strozzi. E omogeneizza ogni pasto fino alla pubertà. La mamma apprensiva è quella che, quando chiama il figlio, ripete il nome almeno cinque volte. Tanto che se si chiama, facciamo il caso, Antonio, il piccolo crede di chiamarsi Antonioantonioantonioantonioantonio. È quella che manda il figlio a scuola di nuoto tutto l’anno, per paura che in estate anneghi, non sapendo galleggiare, e poi lo tiene per tutta la bella stagione nella piscina dei piccoli, con salvagente e braccioli (tanto per stare più sicuri).
La mamma apprensiva è quella il cui figlio, mentre sta camminando al suo fianco, per andare dall’ortopedico a fare un controllo preventivo, pur dandole la mano e camminando dal lato del muro, con le scarpe comode, e in condizioni meteo ottimali, scivola, prende una storta e si ingessa la gamba per tre mesi.
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