Lun. Ago 26th, 2019

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Topolino, Bambi e Winnie the Pooh traslocano a Modena

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Storica svolta: la Panini ha rilevato il ramo d’azienda della Disney Publishing

Topolino1Topolino cambia casa: la Panini, storica casa editrice delle figurine dei calciatori e numero uno mondiale del settore, ha siglato un accordo preliminare con Disney Italia per rilevare il ramo d’azienda dei periodici (Disney Publishing).
Topolino, Bambi, Principesse e Winnie the Pooh si preparano, dunque, a traslocare a Modena. Si tratta di un accordo confermato da Disney Italia che, però, precisa «rimarrà comunque fortemente coinvolta in tutti i prodotti editoriali oggetto dell’accordo al fine di garantire il patrimonio e l’alta qualità di storie e fumetti che hanno accompagnato e divertito intere generazioni di italiani».
La nascita di Topolino, storico settimanale a fumetti, risale al 1932 a Firenze per mano di Giuseppe Nerbini. Topolino divenne milanese tre anni dopo, con il passaggio alla Mondadori, che inaugurò un lungo sodalizio con la casa madre durato fino al 1988. In quell’anno ci fu il passaggio, sempre a Milano, alla Disney Italia.
Il passaggio alla Panini dovrebbe concretizzarsi a partire dal prossimo autunno.
L’accordo pare comprenda una licenza di sei anni per la pubblicazione dei periodici ed il trasferimento delle redazioni da Milano a Modena. Su questo punto i lavoratori ed i sindacati, dalla Slc-Cgil all’Associazione Lombarda dei giornalisti, sono sul piede di guerra. I 22 lavoratori, infatti, temono la perdita del posto di lavoro in un’operazione che «mira di fatto alla riduzione del personale», quindi hanno proclamato due scioperi di mezza giornata, attuandone oggi il primo.
La segreteria nazionale Slc Cgil ha diramato nella serata di ieri una nota in cui comunica il sostegno alla «battaglia dei lavoratori Disney, da oggi in sciopero per contrastare la richiesta di trasferimento della propria sede di lavoro da Milano a Modena, non praticabile con pendolarismo quotidiano».
«È evidente – si dice nella nota – che il prezzo di un’operazione industriale simile non può essere il totale sacrificio dei lavoratori. Vogliamo ricordare inoltre che l’industria del fumetto in Italia è un patrimonio universalmente riconosciuto».

B. R.

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