Torna la voglia di liceo classico

Torna la voglia di liceo classico
di Nicoletta Tancredi

libri-e1401227534586Oh, finalmente una ventata di fiducia per le sorti del liceo classico! C’è ancora chi osa scommettere sull’indirizzo di studi che per decenni ha significato la valida formazione di professionisti di ogni campo, da quello umanistico a quello scientifico, e che oggi, invece e purtroppo, è ridotto a poche classi, lanternino di grandi scuole-polo, dove a fare la parte del leone sono tutti gli indirizzi fuorché quello delle lettere antiche. Bene il linguistico, bene lo scientifico, ancora meglio il tecnologico, l’artistico, il musicale, ma il classico, quest’oscuro nemico, proprio no! Latino e greco? No, grazie, non mi servono! E così licei che vantano una lunga tradizione classica, ad oggi, se non avessero la sezione linguistica o artistica, con buona pace di Omero e Virgilio, sarebbero belli che chiusi. E invece il liceo “Medi” di Battipaglia, già scientifico, linguistico e tecnologico, chiede ed ottiene una sezione classica. Osa, rischia forse, ci punta su. Investe! In una cultura a cui più nessuno sembra interessato. Che è rimasta appannaggio di pochi, magari per tradizione di famiglia. E che è snobbata dalla maggior parte come demodé, antiquata, pesante, faticosa ed inutile. Ma allora chi si siede oggi tra i banchi a studiare Seneca o Platone? Sicuramente anche ragazzi motivati, ma molti sono i figli dei figli dei figli che ai tempi loro hanno fatto il classico. Allievi spesso poco convinti. Vittime di una persuasione occulta lunga tutta l’infanzia. Magari bravi, ma infelici. O niente affatto bravi, eppure promossi da docenti di greco, che temono che gli iscritti calino ancora e che poi perdano il posto sotto al portone e debbano andare ad insegnare chissà dove. E il risultato qual è? Che esce dal classico chi è più o meno preparato, come nelle altre scuole. Ma intanto coloro i quali al liceo si promuovono, solo per non perdere iscrizioni, e che all’università vanno bighellonando, senza avere un minimo progetto per il futuro, fanno al liceo classico più danno di una prima classe che non si forma. Hai voglia poi ad organizzare la “Notte bianca”, per far risplendere fuori dalla scuola la gloria e la bellezza dei classici. Se mio nipote, che ha fatto il classico, all’università non combina un bel niente, mio figlio non ce lo mando. Punto. È questa la logica. E infatti le iscrizioni al vecchio quarto ginnasio, oggi primo liceo classico, si contano sulla punta delle dita. La scelta del Medi è coraggiosa, in quanto in forte controtendenza. Non la ricerca spasmodica di matricole (d’altro canto gli indirizzi scientifico, tecnologico e linguistico non sono in crisi, anzi!), ma il desiderio di un’offerta formativa in cui si mostra di avere fiducia. È questo, a mio avviso, l’atteggiamento giusto per salvare e non affossare le nostre tradizioni culturali, dando ad esse nuova dignità. Svecchiamolo questo liceo classico! Non semplificandolo, ma adattandolo ai tempi e ai gusti dei ragazzi! Diamoci una mossa noi docenti di latino e greco! Osiamo guardare al di là delle eccezioni di questa declinazione o di quella coniugazione! Non si ripeta meccanicamente di anno in anno! Basta col dire “così me l’hanno insegnato, così l’ho imparato, così è”. La ripetitività annoia i ragazzi ed anche i professori. La classe va animata di vivacità intellettuale. Le intelligenze vanno pungolate, stimolate. Tutte le intelligenze. Credete di sapere tutto? Tutto lo scibile? Suvvia, rimettiamoci sui libri, a pianificare un metodo didattico innovativo, coinvolgente. Ci si scrolli di dosso il peso di una tradizione scolastica oramai inapplicabile. Si inventi, si crei! Si abbia il coraggio di percorrere un nuovo cammino, anche difficile, si scopra che succede. L’avventura è bella. E la scuola è avventura, non ripetitività. È vita. E la vita è variabile, volubile, mutevole. E la vita dei ragazzi, poi, che un domani siano essi medici, scienziati o nullafacenti, è vita di ragazzi, deve essere allegra, mossa dalla gioiosa curiosità di apprendere e di sapere, di conoscere, di studiare. Con animo sereno. Che gli studenti tornino ad avere voglia di fare il classico! Che crescano. Liberi e sapienti. Appassionati, studiosi, attenti. Consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti. In grado di porsi obiettivi nella vita, essendo felici.

* docente di latino e greco

redazioneIconfronti

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