Tornano gli indignados in Spagna, scontri e feriti

Tornano gli indignados in Spagna, scontri e feriti
Foto: quotidiano.net

È una forte opposizione al sistema, ma è anche un moto di rabbia quello che sta determinando la protesta violenta (è ancora in corso) degli indignados spagnoli. L’acme degli scontri c’è stato ieri pomeriggio e fino a notte fonda, quando in migliaia di contestatori sono scesi per le strade di Madrid per chiedere le dimissioni del governo e un radicale cambiamento della classe politica. Gli scontri sono stati molto intensi. Manifestanti e polizia si sono affrontati nella zona centrale della città, dove sono le sedi delle maggiori istituzioni statali. Il bilancio finale è stato di 64 feriti, 27 dei quali poliziotti, e 35 fermati. La ricostruzione che ne ha fatto il sito di El Pais riconosce alla polizia la responsabilità della prima carica ai manifestanti, mentre però questi ultimi tentavano, in maniera nemmeno troppo dissimulata, di forzare le barriere che impedivano l’accesso alle Cortes, il parlamento spagnolo.
L’aggressione alle sedi istituzionali, in particolare alle Cortes spagnole si è avuta nonostante le stesse fossero dalla mattina di ieri presidiate da oltre 1.300 agenti in assetto antisommossa in attesa della manifestazione: la protesta è stata indetta per richiamare all’attenzione degli spagnoli e di tutto il mondo che la democrazia di quel paese sarebbe di fatto “sequestrata” dai politici, per cui si richiederebbe il varo di una nuova costituzione e di una nuova classe dirigente. Secondo i dati delle autorità, alla protesta hanno aderito circa 6.000 persone.
Il clima resta teso in Spagna, ma un minimo di serenità è tornato già all’una di ieri notte. Intanto, si teme la rete dei collegamenti internazionali e la possibilità che il moto di protesta degli indignados possa estendersi in altri paesi europei colpiti duramente dalla crisi. Rafforzati in Grecia e in Italia i presidi dinanzi alle maggiori sedi istituzionali.

 

redazioneIconfronti

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