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Totti e la Roma nella Grande Mela sponsor dell’Italia che va

Totti e la Roma nella Grande Mela sponsor dell’Italia che va
di Vincenzo Pascale (da N.Y.)

Foto: asroma.it

Quest’oggi è stata la volta della Roma. Le strade di New York, immortalate in indimenticabili film, sono state solcate al pari di un prato verde di calcio dai calciatori della Roma in tournée negli Stati Unii.
Totti ed amici si sono lasciati fotografare da tanti curiosi e tifosi, hanno firmato autografi tra la più o meno velata indifferenza dei newyorkesi che si recavano al lavoro o a fare shopping. La Roma non è la prima squadra di serie A ad affacciarsi lungo le enormi avenue della Grande Mela, in passato hanno attraversato New York la Juventus, famoso un suo allenamento a Central Park tra la curiosità di migliaia di newyorkesi, l’Inter, team molto seguito nell’area di New York, il Milan, la Fiorentina, il Palermo. Insomma tante squadre italiana siano esse di serie A o B o di serie minori non disdegnano durante la preparazione estiva di farsi vedere a New York in previsione di una gara amichevole (è il caso della Roma che stasera incontrerà i newyorkesi del Red Bull) o di un passaggio di visibilità per esigenze di marketing. Perché tanti team calcistici italiani vengono a New York? Per visibilità, contatti, semplicemente per rilassarsi, per misurare la loro popolarità ed eventualmente per chiudere qualche contratto di sponsorizzazione. Tutti i percorsi sono studiati, tutte le pose fotografiche mirate in funzione di assecondare le richieste degli sponsors, persino le strette di mano. Farsi vedere con dei potenziali sponsors aiuta ad accrescere la visibilità e la simpatia di un team calcistico. C’è poi il fattore business. Ormai le squadre di calcio sono da tempo gestite come aziende ove gli utili e la popolarità diventano fattori importanti di valutazione per l’iniezione di nuovi capitali e sappiamo quanto importanti sono gli investimenti stranieri per il mondo del calcio. Sport in grande crescita di popolarità negli Stati Uniti e con una base di praticanti straordinariamente alta, ma ancora con un livello agonistico non elevato. Le squadre italiane negli Usa hanno il compito di fungere da diplomatici della cultura. E sappiamo che il calcio è ben capace di esprimere cultura e persino, secondo alcuni analisti, i valori di una nazione. In un momento in cui l’Italia politica ed imprenditoriale è sotto osservazione e non molto benvoluta nel mondo finanziario, il calcio e le squadre italiane possono fungere da diplomatici per il nostro Paese aiutandolo a mutare la percezione presso l’opinione pubbica americana…aspettando che la politica ritorni con credibilità alla guida del Paese.

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Commenti (2)

  • Vincenzo Pascale

    Ricordo che fu proprio un segretario di stato americano Henry Kissinger a voler “importare” il soccer negli USA..per aprire questo Paese allo sport mondiale per eccellenza.
    Ricordo ancora che Pele, Platini e tanti altri calciatori da sempre hanno svolto missioni diplomatiche. Si chiama “soft power” …Funziona. Magari avessimo noi tanti campioni da mandare in giro per il mondo. Saluti. V.

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  • vincenzo scafuro

    Che possa essere Totti l’ambasciatore della cultura italiana nel mondo mi sembra francamente un po’ troppo.
    Il pallone è una cosa, gli ambasciatori sono un’altra cosa. Per fortuna.

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