Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Tra i due litiganti l’Islam gode

4 min read
di Carmelo Currò
di Carmelo Currò

imageLe nuove dichiarazioni anti-russe del ministro degli Esteri italiano, all’indomani delle voci sull’intenzione di Mosca di annettersi alcuni territori ucraini, destano notevole preoccupazione sia dal punto di vista politico che dei rapporti economici. La condivisione quasi generale di queste dichiarazioni lascia intravedere una sorta di pugno duro europeo nei confronti del Cremlino; un pugno duro prospettato e sbandierato forse come arma dissuasiva, ma che certamente non provoca fino a questo momento eccessive preoccupazioni negli interlocutori, interessati molto più alle reazioni delle opinioni pubbliche in Russia, nella stessa Ucraina, nei Paesi baltici, nel Caucaso. Il pericolo di una sorta di effetto domino ove le minoranze russofone siano consistenti e organizzate, deve obbligatoriamente far procedere nei contenziosi per gradi, con prudenza ed escludendo pericolosi artigiani della politica e delle strategie come purtroppo sono molti fra coloro che trovano ascolto nei palazzi del potere europeo. È vero, in questo momento, che a livello internazionale si pensa come alla fine il buon senso delle principali diplomazie europee riuscirà comunque a individuare le soluzioni giuste per digerire i colpi di mano che nei due grandi Stati dell’ex-Unione Sovietica si stanno preparando da parte dei due contendenti.
Tuttavia, quel che preoccupa molti osservatori è la certezza che quando anche questa grave crisi con l’Ucraina sarà superata, i rapporti tra Mosca da una parte, l’Europa e gli Stati Uniti dall’altra, avranno subìto un reale e grave peggioramento. Il timore di un accerchiamento più che di un reale conflitto, la diffidenza, il sospetto di dover subire le scelte di altri Potenze, potrebbero infatti influire pericolosamente sullo sviluppo della politica estera russa.
Non si tratta solo di dover respingere una potenziale, formidabile coalizione di Stati, come è avvenuto per la Francia del Cinquecento o per la Germania del Novecento. La Russia soffre, in primo luogo, per l’eliminazione delle aree “franche” in Europa e in Asia: aree strategiche in grado di offrire alla difesa nazionale quei minuti indispensabili per l’attivazione di monitoraggio e di risposta che sarebbero in grado di respingere un attacco nucleare. Il sorvolo di Stati satelliti e cuscinetto dalla Polonia alla Bulgaria, da parte di ordigni occidentali oggi non è più pensabile. Anzi, gli stessi Stati guidati un tempo da regimi fiancheggiatori ammantati di ideologia, oggi sono governati da fieri avversari della Russia e timorosi di ricadere prima o poi nell’orbita di Mosca. Adesione alle alleanze occidentali, intesa con gli Stati Uniti, volontà di sistemare sui propri territori radar militari in funzione anti-russa, richiesta di puntare verso il territorio russo il sistema missilistico europeo, non possono che irritare e preoccupare il Governo e l’opinione pubblica di Mosca.
La Russia che sta faticosamente riassestando la propria economia e rioccupando gli spazi perduti dalla sua influenza grazie all’immenso potenziale di materie prime, potrebbe rispondere in maniera molto più preoccupante e a lungo termine, preparando una serie di passi in grado di dimostrarsi cruciali per un’Europa sempre più debole. Non si tratta solo di segnali, poiché la rinnovata amicizia di Mosca per la Cina e il suo immenso mercato, affamato di materie prime, è un dato di fatto. Un colosso russo-cinese potrebbe privare l’economia occidentale di molte potenzialità e sbocchi commerciali immediati. Al seguito di questi Stati, altre grandi Potenze come la Corea del Nord (di cui un’intesa tra Mosca e Pechino potrebbe risolvere i più immediati problemi) e l’Iran con le loro atomiche; il Vietnam e l’India con le loro altissime potenzialità in pieno sviluppo, sarebbero i componenti di un’alleanza capace di mettere definitivamente nell’angolo un’Europa in pieno tracollo economico, demografico, spirituale, infiltrata da un lento ma implacabile flusso migratorio da Paesi islamici che ne minerebbero l’identità culturale.
È proprio il mondo musulmano che potrebbe uscire favorito dall’immediato accerchiamento alla Russia. Esasperata dalla temuta ostilità occidentale, Mosca dovrebbe “distogliere” l’attenzione europea con una neutralità benevola, un disinteresse pratico nei confronti delle attività islamiche. Nuovi rapporti con tutte le anime politiche nord-africane, palestinesi e libanesi, con la Turchia, la Siria e l’Arabia Saudita più che pericolante dopo decenni di appoggio economico agli estremisti, con regimi potenzialmente anti-occidentali in nome della politica del realismo, aprirebbero scenari incontrollabili.
Carlo V, ai tempi del suo contendere con la Francia, e il re di Prussia, alla fine del conflitto con l’Austria del 1866, moderarono i propri ministri vittoriosi, mettendo in guardia la politica dal creare ostilità implacabili fra le Nazioni. Oggi il mondo occidentale deve comprendere come non si possa permettere che la Russia apra le braccia al mondo islamico alla stregua dei re di Francia con gli Ottomani, per spezzare la soffocante morsa imperiale. Sia Mosca che gli Stati occidentali devono guardare a interessi che esulino dal breve termine; alla Russia stessa che un giorno potrebbe risentire dell’accresciuta potenza di regimi incontrollabili nel mondo arabo; all’India e alla Cina sottoposte a spinte politiche e separatiste pericolose da parte delle loro battagliere minoranze islamiche; a temibili alleanze fra i regimi che nascerebbero nei Paesi del Golfo e gli insondabili nuovi Governi irakeno e afghano. La Russia stessa potrebbe rimanere soffocata non da Europa, Usa e Giappone ma da una coalizione che procede dai confini del sud e si spinge fino alle sue regioni interne con significative minoranze, ai suoi aeroporti, ai suoi luoghi pubblici, alle città dove gli estremisti e i terroristi avrebbero facile accesso.
È proprio il caso che entrambe le parti trovino un accordo ora, dialogando e riflettendo, evitando inutili emotività e senza mostrare muscoli gonfiati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *