Dom. Giu 16th, 2019

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Tra palestinesi e isrealiani è riemerso l’odio, addio pace

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Una scintilla ha cancellato un sofferto percorso. Le variegate posizioni Usa

Foto: skytg24.it

di Vincenzo Pascale
Foto: skytg24.it

Il pesante scambio di missili tra i guerriglieri di Hamas e l’esercito israeliano ha subito nelle ultime quarantotto ore una impennata da molti non prevista. Tutto è iniziato quando i sofisticati radar satellitari di Israele hanno individuato l’auto di un alto esponente di Hamas e l’esercito israeliano ha annientato la sua vettura con sofisticati missili capaci di seguire la traccia di un cellulare. La reazione di Hamas è stata immediata. Fuoco su Tel Avviv. Non succedeva dal 1991. Sono stati riaperti i rifugi antimissili. La città che sembrava essere diventata un’oasi di pace con un fiorente turismo è tragicamente ripiombata in uno stato di terrore. Amici che vivono a Tel Avviv mi hanno espresso molta amarezza e frustrazione nel dovere portare i loro bambini nei rifugi antiaerei. Intanto immagini di bambini palestinesi vittime dei bombardamenti israeliani stanno facendo il giro del mondo. Molte immagini sono vere, altre contraffatte. Capire da che parte sta l’opinione pubblica occidentale non è sempre facile allorquando si mettono da parte i pregiudizi religiosi e politici. Il fronte ebraico americano da sempre sostenitore di Israele è variegato e non sempre allineato alle posizioni del governo isaraeliano. Posizioni chiare e convincenti sulla possibile risoluzione del conflitto palestinese-israeliano sono venute nel corso degli ultimi anni da leader cattolici, ebrei e musulmani. Ricordiamo la posizione del Rabbino David Lincoln (Rabbi Emeritus della Sinagoga di Park Avenue in New York) che durante una visita di cortesia al Rettore Pasquino presso l’Università degli Studi di Salerno, in occasione di un simposio su Auschwitz che si tenne nel giugno 2010 a Campagna presso il Museo della Memoria, che, su espressa domanda del rettore Pasquino in merito al processo di pace in Medio Oriente, fu chiaro: “La strada è quella tracciata dalla diplomazia vaticana: due stati indipendenti con Gerusalemme città neutra”. Da allora eventi tragici si sono moltiplicati ma soprattutto forze contrarie al processo di pacificazione hanno infuso ulteriore odio tra i palestinesi e gli israeliani rendendo il processo di pace ancora più difficile da raggiungere.

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