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Si sospetta un traffico di cocaina dietro l’agguato di Milano

Si sospetta un traffico di cocaina dietro l’agguato di Milano

Gli agenti della Squadra Mobile di Milano, impegnati nelle indagini sul duplice omicidio avvenuto ieri sera in via Muratori, in pieno centro città, hanno trovato e sequestrato 47 grammi di cocaina nella casa dove abitavano Massimiliano Spelta e Carolina Ortiz Paiano (nella foto), assassinati nell’agguato. La cocaina è stata trovata dagli investigatori in un cassetto della camera da letto di Spelta e della sua giovane compagna Carolina Sulejni Payano Ortiz, in un appartamento arredato, come è stato spiegato, con gusto e che si trova in un edificio di archeologia industriale. I due lì vivevano con la loro figlioletta nata nel 2011. Da quanto è stato riferito, la casa della coppia, sul cui passato si sta scavando, dimostra che i due potevano permettersi un certo tenore di vita, compresi molti viaggi a Santo Domingo, dove risiede la famiglia della donna. La scoperta della cocaina nell’abitazione dei due apre un’altra ipotesi di indagine e cioè che l’esecuzione dell’imprenditore e della sua compagna, la prima ad essere colpita dai due killer, possa anche essere legata al mondo della droga. Ipotesi che si aggiunge alle altre al vaglio degli inquirenti, tra cui quella collegata alla questione della liquidazione dell’azienda farmaceutica di Spelta. Il pm Elio Ramondini, titolare delle indagini ha disposto l’autopsia delle vittime, che si terrà in tempi rapidi.
Carolina Ortiz Paiano è stato il primo “obiettivo” dei killer, è quanto hanno ricostruito gli inquirenti che allo stato non intendono escludere nessuna pista. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto uno degli aggressori, avvicinata la coppia per strada, è sceso dal motorino e ha puntato un revolver. In particolare il killer ha colpito prima la donna con uno o due colpi alla nuca e poi ha inseguito l’uomo, che si era allontanato dalla parte opposta rispetto alla compagna colpendolo mortalmente con più colpi. Spelta è morto sul colpo, mentre la giovane moglie, ricoverata d’urgenza al Policlinico in condizioni disperate, è deceduta nella notte. L’uomo, che secondo i testimoni è scappato in direzione di Porta Romana appena ha visto l’assassino, dovrebbe aver riportato cinque ferite. Poichè i revolver hanno al massimo 6 colpi, è possibile che qualche proiettile abbia centrato un punto del corpo, sia uscito e infine sia penetrato in un altro. Se davvero la Payano è stata uccisa per prima, non è detto che fosse l’obiettivo principale del commando. Gli investigatori ritengono che possa essersi trattato anche solo di una scelta del tutto casuale. In queste ore si stanno cercando nuovi testimoni in grado di fornire maggiori dettagli. Non si sa perchè la coppia fosse in giro a quell’ora in quella strada (abitavano in via Mecenate) e l’ipotesi è che stessero cercando un ristorante dove cenare. Nessuna prenotazione, però, è stata trovata a loro nome. Poco distante dal luogo dell’omicidio, tra il civico 3 e il 5 di via Muratori, è stata ritrovata l’auto delle vittime. E’ una Bmw 320 color verde petrolio con interni chiari, parcheggiata all’inizio della strada, con tanto di seggiolino per trasportare la piccola Silvia, ora affidata alla sorella di Spelta. Con lei e altri famigliari, aveva una società di integratori alimentari, la “Dietetics Farma”, fallita volontariamente nel 2011 e ceduta. Da quel momento Spelta, che non ha precedenti, risulta senza attività lavorative. La polizia sta effettuando accertamenti bancari sui conti delle vittime e sono state chieste informazioni sulla donna alle autorità di Santo Domingo.

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