Dom. Ago 18th, 2019

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Tragedia dei giornali: sciopero all’Unità, tagli al Secolo XIX

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Crisi nera per la testata fondata da Gramsci e il quotidiano genovese manda 5 cronisti a casa

L’Unità in sciopero per denunciare lo stato di incertezza sul futuro del giornale.
Domani il quotidiano non sarà in edicola: lo comunica il comitato di redazione in una nota.
«Alle difficoltà legate alla crisi del settore aggravate dall’improvviso ulteriore taglio al finanziamento pubblico – scrive il Cdr – si è aggiunto il ritardo nel completamento dell’aumento di capitale e il conseguente rinvio dell’apertura di un confronto con l’azienda sulle strategie di rilancio del giornale».
Nelle motivazioni che hanno indotto i giornalisti de L’Unità a dichiarare sciopero ci sono anche – come si legge nella nota del comitato di redazione – «generiche e insufficienti risposte dell’amministratore delegato sul pagamento delle spettanze dovute a redattori e collaboratori». L’obiettivo dello sciopero indetto per la giornata odierna e che non consentirà al giornale di essere in edicola domattina è quello «di richiamare l’azienda e tutti i soci alle loro responsabilità».
Sull’argomento è intervenuto anche il segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa italiana, Giovanni Rossi.
«Lo sciopero dei giornalisti, determinato dall’assenza di risposte adeguate ai problemi posti, segnala la necessità di dare urgentemente garanzie rispetto al futuro di una importante testata storica del giornalismo e dell’editoria italiana» – ha affermato Rossi che poi ha aggiunto: «Il processo di ricapitalizzazione, in atto da tempo, deve concludersi il più rapidamente possibile anche al fine di dare garanzie ai lavoratori dipendenti ed ai tanti autonomi che collaborano al quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Le difficoltà del giornale, che derivano anche da una drastica e non programmata riduzione del finanziamento pubblico, sono superabili solo con un’azienda dove tutti i soci facciano la loro parte per traghettare la testata, anche attraverso adeguati programmi di rilancio editoriale, in acque più tranquille».
Non c’è pace per i quotidiani italiani alla vigilia del Natale.
Nella giornata di oggi anche l’assemblea dei giornalisti del Secolo XIX di Genova ha proclamato tre giorni di sciopero, demandando al comitato di redazione la scelta delle modalità di attuazione in vista dei già annunciati cinque licenziamenti nella radio del gruppo editoriale.
La protesta, dunque, giunge a seguito di un annunciato «piano di licenziamenti che prevede entro il 31 dicembre l’azzeramento della redazione di Radio 19 con la perdita del posto di lavoro per cinque giornalisti». Il cdr, in una nota pubblicata sul giornale in edicola oggi, precisa che «è la prima volta, nei suoi 125 anni di storia» che il gruppo editoriale annuncia un piano di licenziamenti. L’editore pare abbia risposto che «la difficile decisione presa dalla società Radio 19 srl è la dolorosa conseguenza dell’ulteriore crollo del mercato pubblicitario che si è manifestato nel corso dell’anno sia a livello locale che nazionale e che purtroppo caratterizzerà anche il prossimo futuro». «L’azienda – ha aggiunto l’editore – riconosce l’elevato costo sociale della decisione assunta, che infatti è stata più volte rinviata».

(b. r.)

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