Lun. Ago 19th, 2019

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Tragedia edilizia, partita da Salerno la sfida per la ripresa

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Politica assente alla manifestazione. Ciancio e Lombardi: “È l’inizio, non ci fermeremo”
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Ciancio e Lombardi

«L’incontro di oggi è solo un punto di partenza». Luigi Ciancio, segretario Feneal Uil, descrive così la manifestazione che si è svolta questa mattina presso l’Hotel Mediterranea di Salerno. I rappresentanti della filiera, lavoratori-artigiani e costruttori, si sono riuniti a Salerno per il congresso dal titolo “L’edilizia scende in piazza”. Nell’occasione l’Ance Salerno e i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno presentato una serie di richieste per le istituzioni, a cui è stato chiesto un tavolo di concertazione per risollevare le sorti del comparto dell’edilizia.
Quattordici pullman provenienti da tutta la regione e più di settecento persone hanno affollato la sala dell’Hotel Mediterranea mentre 52 tra camion, betoniere e mezzi meccanici si sono fermati all’esterno, a dimostrazione della necessità di una svolta nel settore.
30 mila posti di lavoro persi, 10mila aziende fallite in Campania: sono questi i numeri che attestano la crisi del settore trainante dell’economia regionale.
Alla manifestazione hanno aderito anche tutte le altre associazioni di categoria, gli artigiani e gli ordini professionali. Unico grande assente: la politica, fatta eccezione per pochi amministratori locali.
«Erano stati invitati tutti i sindaci della provincia, il sindaco di Salerno Enzo De Luca, il presidente della Provincia Antonio Iannone e il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro» – precisa la nota a fine giornata. Ma Luigi Ciancio non ne fa un dramma: «A partire da lunedì coinvolgeremo anche tutta la politica; oggi era importante riunire l’intero settore e possiamo dire, vista la partecipazione, di esserci riusciti».
«Sono 1.000 le imprese edili cessate, 6.000 il numero dei lavoratori persi solo nell’area di Salerno e quasi 1,8 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate. 19 miliardi sono i crediti che l’edilizia vanta, a livello nazionale, nei confronti della Pubblica Amministrazione. Numeri spaventosi. Il dramma è che le nostre imprese non sono fallite per incapacità o per debiti, ma per credito, per i crediti che vantavano nei confronti della Pubblica Amministrazione» – ha sottolineato nel corso dell’incontro Antonio Lombardi, presidente dell’Ance Salerno.
«Ho sentito – ha detto Lombardi a proposito delle prossime elezioni politiche – che un leader politico nei giorni scorsi ha proposto di pagare le imprese creditrici dello Stato con titoli di Stato a 5 anni. Io propongo allora che anche il suo stipendio da parlamentare gli venga pagato a 5 anni con i titoli di stato».
Luigi Ciancio, segretario regionale della Feneal Uil, unitamente a Ferdinando De Blasio e Luigi Adinolfi, rispettivamente segretari cittadini della Filca Cisl e Fillea Cgil, nel corso dell’incontro ha insistito sulla necessità di sbloccare i fondi pubblici per il recupero dei centri storici e la manutenzione dei territori.
«È necessario – hanno detto nel corso dell’incontro – sbloccare 1,3 milioni di fondi Por 2000 – 2006 stanziati nel 2009 e mai spesi, destinati al patrimonio architettonico e all’adeguamento ambientale di edifici pubblici e privati. Si devono poi sbloccare due miliardi di euro attraverso lo sblocco del Piano Città e impegnare 204 milioni di euro per prevenire il dissesto idrogeologico. Ma – hanno aggiunto i tre rappresentanti sindacali – basterebbe che l’assessorato ai Trasporti della Regione Campania firmasse l’Accordo programma quadro per avviare in pochi mesi i primi 5 km della Salerno Avellino; così si avvierebbe la procedura amministrativa e sarebbero rendere spendibili, a breve, 123 milioni di euro e si darebbe lavoro a diverse centinaia di uomini e donne».

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