Tragedie evitabili e doveri pubblici ormai inderogabili

Tragedie evitabili e doveri pubblici ormai inderogabili
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Dopo tanto dolore per i moltissimi morti dell’ultimo tragico terremoto che ha squassato la fine di questa lunga estate, è davvero difficile, per tutti noi, riprendere le nostre consuete occupazioni. Il pensiero delle vittime e della fragilità di tanta parte del nostro Paese, dopo un doveroso quanto pietoso silenzio, ci chiede di riflettere e agire perché queste tragedie siano almeno in parte limitate per il futuro. So bene che questo non è il tempo per polemizzare con nessuno. Lo sforzo encomiabile della protezione civile e di tutti coloro che in qualche modo hanno dato una mano a cercare eventuali superstiti tra macerie e scosse continue, ci fa capire che nel momento del bisogno l’Italia c’è. Ma non basta. Che vecchi paesi e vecchie case potessero crollare sollecitati da un’onda sismica avvenuta a poca profondità, ci può stare; ma che crolli, sbriciolandosi miseramente, una scuola appena rifatta con criteri antisismici, questo ci fa subito precipitare daccapo in quel gorgo di sospetti ed equivoche procedure che da sempre accompagnano i nostri lavori pubblici. Insomma, mai come in questo caso c’è bisogno che la magistratura faccia tutto il possibile per capire le eventuali responsabilità e perseguirle con la massima severità. Tutto ciò, è dovuto agli italiani affinché dopo i fiumi di dolore e lacrime sincere dovute all’immediatezza della sciagura non si torni alle antiche pratiche di indifferenza e mala politica che in queste tragedie trovano sempre l’occasione per arricchirsi. Cerchiamo, cioè, di non essere bravissimi solo nel momento del bisogno ma mostriamo questa volta una reale volontà di voltar pagina. Non è più possibile tollerare, per esempio, che si continui dissennatamente a costruire quando sarebbe molto più utile mettere mano responsabilmente alla messa in sicurezza dei nostri territori e delle nostre case. Tante volte lo si è detto, ma tante volte a ciò non si è dato seguito. A cominciare da noi che molto spesso siamo più interessati alla bellezza dei nostri immobili ma così poco ci importa sapere se essi siano davvero sicuri. Facciamo nostra, allora, la proposta del sindaco dell’Aquila che propone un libretto di manutenzione per le nostre case così come c’è da sempre per le nostre auto. Sarebbe questo un bene anche per la ripresa economica. Tanti piccoli e medi interventi di salvaguardia degli immobili darebbero una boccata d’ossigeno a tante piccole imprese edili che hanno, in questi ultimi anni, pagato un caro prezzo alla crisi. E sarebbe un piccolo ma significativo modo per fare un passo in avanti nella consapevolezza che di fronte alla forza della natura siamo ancora troppo indifesi.

In primo piano, scene dall’ultimo terremoto dell’Italia centrale

redazioneIconfronti

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