Trasporto pubblico, in Campania sempre peggio tra tagli e aumenti

Trasporto pubblico, in Campania sempre peggio tra tagli e aumenti

Nel 2012 sono oltre 2milioni e 903mila i pendolari che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. E’ quanto emerge dal rapporto “Pendolaria 2012” di Legambiente che evidenzia una situazione generalizzata di tagli di treni e aumento del prezzo dei viaggi. Quest’anno i tagli ai servizi hanno visto esempi drammatici come in Campania dove hanno toccato il 90% dei treni sulla Napoli-Avellino e il 40% sulla Circumvesuviana. E poi c’è la recente crisi dell’azienda EavBus che rischia di “tirare” nel burrone della malagestione dipendenti e società consorziate. Sono stati del 15% in Puglia e del 10% in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Addirittura sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, ma anche in Abruzzo e in Molise i tagli hanno provocato chiusure importanti, arrivando a vedere definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Proprio con l’ultimo cambio d’orario un’altra tratta, la Jonica tra Sibari e Taranto, ha visto soppressi tutti i treni e sostituiti con autobus. Il prezzo del biglietto è aumentato in quasi tutte le Regioni negli ultimi due anni. In Abruzzo è cresciuto del 20% come in Toscana (con tariffe scontate per i redditi bassi) nel Lazio del 15% ma con un servizio sempre peggiore, ed in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti mentre è prevista un’ulteriore maggiorazione del 3% per il 2013. Aumenti che si vanno a sommare a quelli del 2011, avvenuti in Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Veneto e in Lombardia dove le tariffe erano state incrementate del 23,4%. Considerando l’insieme delle Regioni l’aumento medio è stato del 10%. Per il funzionamento del servizio ferroviario regionale le risorse sono garantite da finanziamenti Statali e regionali. A livello statale la riduzione dei finanziamenti è stata costante in questi anni, con una diminuzione delle risorse nazionali stanziate nell’ultimo triennio (2010-2012) pari a -22% rispetto al triennio precedente (2007-2009). Quanto alle risorse messe in campo dalle regioni, Legambiente promuove solo la Provincia di Bolzano, che arriva al 2,4% di spesa per i pendolari nel 2012 rispetto al proprio bilancio. In tutte le altre Regioni si investe meno dell’1% del proprio bilancio. Le peggiori sono Veneto, Lazio, Campania e Piemonte dove non si arriva neanche allo 0,3%. L’attenzione per i 670mila pendolari lombardi vale appena lo 0,5% del bilancio regionale. A Bolzano, invece, i nuovi treni e gli investimenti realizzati sulle linee per la Val Venosta e la Val Pusteria hanno portato a un aumento dei passeggeri di oltre il +26% in tre anni, il più consistente in Italia.

m.amelia

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