Trasporto pubblico campano: tutti a piedi, 10mila rischiano il posto

foto il Denaro

Profondo rosso e crisi nera per il trasporto pubblico locale campano: l’Eav, l’holding regionale dei trasporti non ha ancora ottenuto il via al piano di rientro, altre aziende pubbliche, di Napoli come di Salerno, in evidente difficoltà economica. E i lavoratori in bilico sono oltre 10mila. Un’odissea senza fine, in cui si avvicendano, spiragli di luce e situazioni di stallo che non fanno ben sperare. Profonda crisi e confusione regnano tanto nelle aziende del settore, tra lavoratori e vertici, quanto tra i cittadini, fruitori del servizio, privi di chiare direttive. In un’incapacità generale di gestione della criticità, sono consistenti i disagi per la collettività intera a cui si aggiunge una netta mancanza di chiarezza sull’effettività delle risorse a disposizione per quanti devono garantire il servizio.
Il taglio ai fondi per il settore, operato negli ultimi due anni dal Governo unito anche alle incertezze sui finanziamenti previsti per il 2012, ha messo letteralmente alle strette le società che detengono i contratti di servizio, in primis quelle di proprietà della Regione. L’intero comparto è in agitazione. I sindacati accusano la Regione Campania di non aver affrontato concretamente la crisi del settore, ma allo stesso tempo i vertici di Palazzo Santa Lucia, con il presidente Caldoro e l’assessore regionale Sergio Vetrella si rivolgono con forza al governo, in particolare al ministero dell’Economia, per sollecitare lo sblocco dei 200 milioni di fondi Fas letteralmente vitali per la salvaguardia dell’Eav, holding comprendente tre aziende di trasporto su ferro (Circumvesuviana, Sepsa, MetrocampaniaNordest) e una su gomma (Eavbus). Quella della holding regionale è la situazione più pesante, ma non la sola. E poi c’è il problema del Consorzio Unico, al momento viene ripetuto che le tariffe per l’anno nuovo non saranno aumentate, anche se è proprio in discussione da tempo l’intero sistema: c’è un progetto, infatti, di affiancare al biglietto integrato il ritorno dei biglietti mono-corsa emessi dalle singole aziende che aderiscono al Consorzio. Sarà dunque una settimana decisiva per l’intero sistema della mobilità regionale, a fronte soprattutto del confronto in atto tra Regione e governo. Certo è che servono fondi nell’immediato. L’alternativa, per i sindacati, è quantomeno il pre-dissesto delle aziende. La situazione più grave, appunto, è quella dell’Eav. E lo sanno bene le migliaia di pendolari e viaggiatori che in queste settimane vivono continue difficoltà: per il Gruppo (che ha oltre 10mila dipendenti) che controlla in primis Circumvesuviana, Sepsa e MetrocampaniaNordest, Caldoro è stato chiaro, sollecitando più volte il ministro dell’Economia Vittorio Grilli a nominare al più presto il commissario governativo (che si affiancherà ai vertici della società), precondizione imprescindibile per sbloccare i Fondi Fas con cui si darà vita alla prima fase (2012-2013) del difficile piano di rientro dal deficit della holding, che nel decennio scorso ha accumulato un “buco” di circa 500 milioni di euro legato alla mancata corresponsione, sempre da parte di Roma, degli adeguamenti di servizio previsti dai parametri Istat. L’azienda su gomma del Gruppo Eav è addirittura in una situazione più difficile di quelle delle altre società del gruppo. La liquidità in cassa è molto scarna, e le linee (collegamenti nella provincia di Napoli) non vengono coperte con regolarità a causa di problemi su forniture e manutenzione. Poi c’è il caso Cstp, l’azienda della provincia di Salerno che sta per mandare in mobilità i suoi dipendenti, circa 600. Problemi anche per Trenitalia: il contratto di servizio per il trasporto regionale di Trenitalia ha già vissuto una serie di tagli (che ha portato alla chiusura di diverse stazioni), ritenuti dai sindacati «inaccettabili, con ricadute negative sui servizi ai cittadini e sul personale». La Regione in ogni caso sta trattando con il governo le modalità del riparto definitivo dei fondi per i trasporti del 2012. Intanto scatta il nuovo sciopero tra il 28 e il 29. «Non c’è più tempo da aspettare». Così Cgil, Cisl e Uil spiegano la proclamazione di un nuovo, ennesimo stop del trasporto regionale campano. «Nonostante il contesto grave economico-finanziario che abbiamo di fronte – hanno aggiunto i sindacati – non ci sono da parte della giunta regionale interventi soddisfacenti, neanche per le situazioni di crisi».

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