Tre morti ammazzati in poche ore? Ora vi dico di chi è la colpa


di Davide Cerullo

Fonte: fattidicronaca.it

Tre omicidi a Nord di Napoli a distanza di poche ore l’uno dall’altro.
Una vittima aveva 18 anni, uccisa a Secondigliano in un regolamento di conti. Il giovane pusher aveva cambiato clan di appartenenza ed è stato punito. Lascia due figli piccoli.
Una seconda morte è stata quella di un ragazzo di 21 anni durante una lite infinita e violenta tra amici, cognati, e amici di parenti.
La terza è una vittima di un proiettile vagante durante un inseguimento con spari tra due macchine.
Colpisce la leggerezza delle loro vite, la facilità delle loro morti.
La vita sembra non avere importanza,quando la morte diventa così possibile. La vita senza tutela è facile preda di organizzazioni criminali, come la camorra, che ne fa uso come carne da macello. La camorra controlla il territorio, comprato a buon prezzo dalla cattiva amministrazione e dalla “malapolitica” che regna in questi territori. Il meccanismo del passaggio di potere è semplice: lo Stato che non fa lo Stato permette che la risposta ai bisogni della gente sia data dalla Camorra, nei modi e nelle leggi che decide lei. Leggi di malavita, che umiliano le persone. Quando il bene si assenta il male lancia l’amo e aspetta, fino a quando il pesce abbocca. La camorra a sempre giocato sporco.
Io pure non vedovo l’ora di diventare grande, mi affascinava un certo stile di vita criminosa, quasi una dignità criminale, per esprimere senza pietà quello che avevo dentro. L’assenza dello Stato si vede nella mancanza di prospettive di lavoro, nel mancato sostegno alla scuola di frontiera, nella pratica dei favoritismi. Tutto questo rende i diritti dei privilegi, senza la consapevolezza che invece i diritti appartengono a tutti, senza distinzione territoriale. Si perde il senso di ciò che ci spetta di diritto perché parte di una società civile, o che si dice tale.
Il lavoro che libera dal bisogno della sopravvivenza quotidiana.
Come posso liberamente scegliere se non ho le risorse per fronteggiare la vita quotidiana, fatta di spese primarie, bollette, minimo necessario per sostenere me stesso e, spesso, anche una famiglia? Non è dignitosa una vita così quando le scelte si riducono sempre alle stesse: emigrare o restare e “arrangiarsi” che vuol dire anche cedere, scendere a patti con stili di vita poco legali, o addirittura entrare fino al collo nella criminalità organizzata.
Senza una scuola forte, senza la conoscenza e l’istruzione manca l’arma principale della vera lotta alla criminalità e alla sua proposta di vita, o meglio di malavita. È nell’ignoranza che germoglia la schiavitù e il buio delle coscienze. Solo a una persona che non conosce e non sa, si possono proporre falsi bisogni, come il vestiario firmato, la macchina di lusso, le ville infinite. La camorra paga bene la vendita della propria vita. La Camorra odia l’istruzione perché rende liberi i cittadini, capaci di pretendere da chi di dovere i propri diritti. Un popolo istruito è un cattivo cliente per la malapoliticca e la malavita.
Così, in questo cattivo rapporto tra la malapolitica e la malavita, ciò che spetta di diritto non esiste e viene sostituito dal “favore”. La tutela diventa “protezione”. La moneta di scambio è la propria vita, la rinuncia al diritto per diventare schiavi, proiettili umani a difesa degli interessi dei pochi che ai vertici politici e criminali si godono i frutti delle mille attività illegali che controllano e fanno andare avanti sulla pelle della gente. Tutto quello che chiede lo Stato, quello corrotto dalla malapolitica, è il diritto democratico per eccellenza e cioè il voto di scambio. Il diritto che diventa favore che si contraccambia cedendo il diritto di scelta democratica, per mantenere al potere i soliti politici. Odio il silenzio di alcuni politici, quando di mezzo c’è la vita della povera gente!
Ed emerge un dubbio inquietante: non c’è interesse politico da parte di chi governa a livello locale, ma non solo, a combattere davvero la camorra come Antistato, dal momento che controlla veramente territori dello Stato Italiano.
Per questo si muore così facilmente in questa terra, e si muore così giovani. Perché una vita senza diritti, senza dignità,senza conoscenza e prospettive è una vita debole. 
Bisogna dare voce alla gente onesta che si ostina a non scendere a patti con la Camorra! Bisogna andare sul territorio a dare sostegno a queste famiglie! Occorrono proposte culturali concrete, se si vuole che la gente si liberi dal meccanismo del favoritismo! Bisogna sostenere la scuola, che dovrebbe restare aperta sempre, sarebbe bello! Ai giovani della mia terra dico che la mala vita vi raggira, vi compra e poi vi vende. Non restate in ginocchio, alzate la testa e siate liberi!

redazioneIconfronti

4 pensieri su “Tre morti ammazzati in poche ore? Ora vi dico di chi è la colpa

  1. Fino a quando non ci si convinca ad avviare un robusto
    senso di giustizia sociale che vuol dire lavoro, non faremo
    mai contrasto alla criminalità, non indeboliremo mai
    la sua crescita. Fino a quando la mancanza di lavoro,
    e servizi sociali necessari umilieranno le persona,
    le mafie avranno sempre la meglio.

  2. Aiutateci a crescere, offriteci possibilità forti che ci aiutino a dire di no alla malavita. Aiutateci a recuperare spazi, a rendere vivibile il nostro territorio. Spesso mi chiedo, vedendo uno Stato con un profilo basso verso la camorra, ma io avrò un futuro, senza necessariamente scappare dalla mia città?

  3. come non essere d’accordo con il ragionamento di Davide? il patto scellerato tra politici corrotti e organizzazioni criminali ha da sempre abbattuto le speranza in tutto il sud e ora si sta ramificando nel resto d’Italia, anche se in versione “imprenditoriale”, meno gridata, in tono con i vasi di gerani ordinati sui balconi. per conto mio voglio solo aggiungere che gli attori di questa tragedia non sono solo due ma tre. Io aggiungo anche la Chiesa, quella istituzionale che non si contrappone abbastanza energicamente contro questa mentalità e anzi a volte ha prestato l’altare! tanto da lasciare soli preti coraggiosi, pochi e disarmati. La Chiesa che spesso ha invitato i fedeli a votare personaggi poco raccomandabili o collusi con la mafia e la camorra, quella Chiesa che ha contribuito storicamente alla sottomissione del Sud e della sua gente. Malapolitica, malavita e malachiesa.

  4. …un’analisi veritiera e spaventosa quella di Davide Cerullo, raccontata da chi quel mondo lo conosce per averlo vissuto da dentro e non per averne sentito raccontare, e quindi un quadro delle cose di malavita affidabile e sincero, come sincera e nobile è la sua voglia di far qualcosa per i bambini di Scampia. E’ davvero poca cosa quel che offre la malavita a questi ragazzi: una breve vita fatta di un po’ di soldi in tasca, di un rispetto acquisito con l’intimidazione e la violenza e poco altro, una “dignità” e una immagine personale guadagnata e offerta a caro prezzo dalla parte sbagliata, la Camorra…quanto poco costerebbe alle istituzioni, allo Stato restituire la stessa dignità a questi giovani…

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