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Trieste, luogo dell’anima mitteleuropea

Trieste, luogo dell’anima mitteleuropea
di Luigi Zampoli

PanoramaTriesteOLDCi sono città che non cambiano mai, sono quelle città che hanno un’anima indissolubile, resistente al tempo della storia ed alle aggressioni della modernità.
Trieste, più di ogni altra. Adagiata in una baia tra cielo, mare e verdi alture, si offre al visitatore (al visitatore, non al turista) con la sua idea di sospensione tra passato e presente, senza traccia di futuro.
Un’idea tumultuosa di futuro spesso divora l’identità delle grandi città e sfiora le piccole, alimentando in quest’ultime aneliti scomposti di trasformazioni urbane per diventare ciò che non potranno mai essere.
Non è così a Trieste, la città giuliana rimane fedele ai suoi prodromi mitteleuropei, il passato convive e sovrasta l’attualità con la sua magnifica imponenza.
La splendida sequenza di piazze comunicanti a pochi passi dal mare, tra cui la celebre piazza dell’Unità d’Italia, è un irresistibile invito a passeggiate pensose nei periodi risparmiati dai travolgenti soffi della bora autunnale che in autunno e inverno irrompe vorticosa sulla città.
Ad ogni passo tra le strade triestine matura lentamente una suggestione, di quelle che attraversarono, a suo tempo, l’ispirazione dei grandi della letteratura che hanno respirato quest’aria dell’estremo nord-est, Svevo, Joyce, Saba. Trieste prende l’anima e se ne lascia una parte quando si va via, non è questione di banale bellezza, è la sua diversità immutabile, il luogo fisico che assurge a dimensione interiore.
Essere tante cose insieme è di per sé un’idea di identità, Trieste ha visto di tutto nel corso della sua difficile storia e porta le tracce del suo passato nei palazzi, nei suoi caffè, le librerie, ma soprattutto nella sua aria tersa, quando, nei tramonti d’estate, mare e cielo regalano sfumature cangianti di azzurro cobalto e, al tempo stesso, dagli orizzonti balcanici banchi grigi di pioggia ammoniscono che tutto molto presto cambierà.
La città si crogiola nella sua posizione privilegiata e problematica, resta fedele ad una sensazione di confine, di transito da un’Europa all’altra, espone in modo plastico il passaggio storico-ideale Ovest-Est.
Trieste è un luogo di affluenza, dalla terra e dal mare, di storie, popoli, gente comune e grandi menti; l’incrocio e la stratificazione di culture diverse sono elementi che resistono alle sollecitazioni di una contemporaneità che non sembra più portatrice di stimoli innovativi, eppure l’atmosfera che si respira conserva il fascino di un mondo che si è cristallizzato, restando ancorato ad una peculiarità che chiede solo di essere rispettata.
Un luogo “altro”, Trieste, con poche concessioni a tutto ciò che non sia rigore di forme, sobrietà nello stile e attitudine all’introspezione in lento e cadenzato movimento.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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