Trione: senza etica politica non c’è diritto forte

Trione: senza etica politica non c’è diritto forte
di Damocle

“Gli arresti di ieri alla provincia di Salerno? Sono soltanto la punta di un iceberg che affonda le radici in tempi lontani”. Così afferma Aldo Trione, (foto) ex parlamentare, professore di Estetica all’Università “Federico II” di Napoli, negli anni passati a lungo preside della facoltà di Lettere dell’Università di Salerno e, quindi, attento conoscitore della realtà salernitana.
Dunque, faccia una previsione, professore, dobbiamo aspettarci ancora fatti del genere?
Sono stato per venti anni all’Università di Salerno e, quando mi sono occupato della politica cittadina, ho potuto constatare e denunciare fatti di cattiva gestione. Sì, ritengo che, ancora oggi, ci siano spazi corrotti che non siano stati ancora attaccati.
Lo scandalo di Palazzo Sant’Agostino vede coinvolti politici e  imprenditori. Dov’è il marcio nel mondo politico o economico?
Fondamentalmente la politica oggi è molto più compromessa, coinvolta in meccanismi ai limiti della legalità, ma anche il mondo degli affari è spesso legato ad un sottogoverno dove la corruzione non manca.
Cosa si dovrebbe fare, per uscire da questa situazione?
È ora che molti personaggi, che hanno inquinato a lungo il mondo politico, si facciano da parte. Lo facciamo tutti. Lo fanno i medici, gli studiosi, i politici no! Alla mia età ancora vedo le stesse facce che vedevo quando di anni ne avevo venti. I politici sono sempre gli stessi e coloro che vi entrano giovani vi invecchiano. Imperversano per trenta, quarant’anni.
Il rischio non è che, passando il testimone ai cosiddetti delfini, si trasmettano anche insegnamenti non propriamente etici?
Si può passare il testimone con eleganza intellettuale e rigore morale. Da professore universitario, ho molti collaboratori, anche a Salerno. Mi chiamano, mi chiedono consigli, che cerco di dare con umiltà. Ma se avessi un giovane di grande valore, io lo farei sapere a tutti, metterei i manifesti. Lo segnalerei, ma non sarebbe una raccomandazione, non lo farei vestendo l’abito del corruttore, ma con correttezza morale. Come è accaduto quando ho collaborato per trasmissioni di Rai 3. Invece, spesso, il testimone si passa a chi è obbediente, a chi dice sempre di sì. Questo non dovrebbe accadere, perché un valido collaboratore spesso deve saper dire anche di no. Perché è dai “no” che nasce il confronto.
Ha lavorato anche all’estero, il caso di corruzione di Palazzo Sant’Agostino, lo considera prettamente italiano?
Che la corruzione sia un fenomeno dilagante è fuori discussione. Lo si vede anche in Cina, in Giappone, ma l’Italia, in quanto a degenerazione del tessuto morale, purtroppo, detiene un triste primato.
Eppure le norme giuridiche ci sono.
Ce ne sono troppe. In Italia c’è un cespuglio di leggi, tanto fitto da far perdere l’obiettivo fondamentale di un’etica pubblica. Si pensi, invece, che la cultura giuridica anglosassone si basa su poche norme scritte, poiché il rispetto per la cosa pubblica è talmente diffuso e radicato che non si rende necessario un corpus come quello italiano. Il punto è che prima della norma è necessaria l’etica politica. Altrimenti non può esserci un diritto forte.
Tra gli arrestati alla Provincia di Salerno ci sono anche trentenni. La corruzione non sarà così diffusa da sembrare ormai, anche ai più giovani,  l’unica strada possibile?
La realtà è questa: coloro che vivono in modo onesto, pagano le tasse, sono considerati “cretini”, chi prende soldi sotto banco e fa operazioni avventurose è stimato un “grande”.
Come si può ovviare a ciò?
Le faccio un esempio. C’è una persona molto ricca e molto arrogante di mia conoscenza che pensava di essere immune dalla legge. Ha sbagliato ed ora è in carcere. Bene, che paghi la sua pena e che si penta. Questo è il primo passo da compiere per smuovere le coscienze.
Una domanda “personale”: cosa le ha lasciato la sua esperienza da deputato?
Un’enorme ricchezza culturale. Sono stato in Commissione Esteri, per cui ho avuto modo di viaggiare, di conoscere persone. Sono stato in Commissione con Napolitano; mi sono confrontato con persone valide. E vuole sapere dove ho trovato i migliori? In tutti i gruppi, al di là della posizione politica. Cito, ad esempio, Gaetano Colucci e Mirko Tremaglia, ma ho trovato cultura e serietà anche in Isaia Sales. Non esistono una “destra” e una “sinistra” dove ci sia tutto il bene o tutto il male. Il buono e il marcio sono dappertutto.
E ritornando a Salerno?
Troppe carenze culturali-antropologiche perché possa compiersi una svolta politica radicale.
 
(n.t.)

Damocle

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