Troppi giornalisti sfruttati, Sos del presidente dell’Ordine

Troppi giornalisti sfruttati, Sos del presidente dell’Ordine
Foto: odg.it

Le violazioni alla Carta di Firenze vanno accertate e l’impegno va preso da tutti gli ordini regionali dei giornalisti. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino (foto), rivolge un appello accorato contro lo sfruttamento e la discriminazione dei precari. Su sollecitazione del gruppo di lavoro sul precariato del Consiglio Nazionale, Iacopino ha scritto una lettera-esposto che è stata inviata a tutti i presidenti degli Ordini regionali, a un anno dall’approvazione del documento deontologico ribattezzato “Carta di Firenze”.
«È necessario – si legge nella lettera – che la nostra istituzione si attivi a livello territoriale al fine di accertare l’esatta dimensione del problema per procedere, in caso di violazione della Carta, all’adozione dei conseguenti provvedimenti».
Si tratta di «un impegno ineludibile per rafforzare la credibilità nella professione e per il rispetto che è dovuto ai nostri colleghi che si trovano in difficoltà».
La sollecitazione di Iacopino giunge in un momento di grande difficoltà per l’intera categoria giornalistica, stretta nella morsa della crisi che non dà scampo e dall’eccessiva precarizzazione della professione.
Allegata alla lettera c’è la ricerca “Smascheriamo gli editori” con cui l’Ordine dei giornalisti svela i compensi-vergogna dei precari italiani; ricerca da cui è nata l’idea dell’equo compenso approvato nei giorni scorsi in Senato e in attesa di definitiva approvazione alla Camera.
La Carta di Firenze è stata approvata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti l’8 novembre 2011 ed è in vigore dal primo gennaio 2012. Si tratta di uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora la fiducia tra stampa e lettori. Disciplina condotte e comportamenti che possono diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione.

Barruggi

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