Trotula, donna libera che sfida il presente

Trotula, donna libera che sfida il presente

trotula_3Trotula De Ruggiero rivive sul palco del Teatro Verdi di Salerno, al centro di un convegno che ha visto il contributo di giuristi, medici, giornalisti, esponenti del mondo della cultura, con una lettura drammatizzata del libro “Trotula Quasi Magistra” della scrittrice Paola Presciuttini.
Un evento ricco di temi, riflessioni e contenuti, quello organizzato dalla Commissione Pari Opportunità istituita presso la Corte d’Appello salernitana, che ha fatto riscoprire alla città la parte più gloriosa della sua storia, riannodandola alle sfide del presente: il multiculturalismo, i fenomeni migratori che attraversano il Mediterraneo e arrivano nei nostri centri, ponendo nuove sfide, in realtà già affrontate in tempi lontani.
La storia di Trotula, straordinaria esponente della Scuola Medica Salernitana ancora troppo poco conosciuta rispetto a quanto meriterebbe, non si esaurisce nell’impulso straordinario dato alla Medicina e alle pratiche ginecologiche, ma ci tramanda un’idea di confronto intellettuale che non conosce limiti e barriere, fatto di una felice confluenza di saperi e conoscenze di uomini e donne dalle culture differenti.
La città nella quale fiorì la Scuola è una testimonianza di progresso umano e scientifico, nel Medioevo dell’anno 1000, crocevia di esperienze culturali e filosofiche provenienti dal mondo greco, latino e arabo, che qui trovarono terreno fertile per dare un impulso decisivo alla Medicina.
L’indagine scientifica da sempre si pone in contrasto, per definizione, con i dogmi e i postulati religiosi e non; in quel tempo lontano Trotula de Ruggiero riassunse in sé l’essere donna e scienziato, due aspetti importanti e complementari della sua personalità, ma non costitutivi dell’essenza del suo insegnamento. L’attualità della sua opera, difatti, risiede innanzitutto nella predisposizione verso il confronto e la libera ricerca di tutto quello che non si conosce, senza i condizionamenti posti dallo spirito del tempo. Al centro dei suoi interessi vi furono certo la dignità e il valore della conoscenza analitica del corpo umano, soprattutto di quello femminile, e la tutela della salute affidata anche a piccoli accorgimenti, come l’igiene quotidiana. Prassi per noi scontante, ma non per i contemporanei di Trotula, “medichessa” e magistra di applicazione, studio e conoscenza, senza limiti precostituiti.
Il convegno, pur con qualche disomogeneità, ha così restituito la vivacità del fermento del periodo della Scuola Medica, punto di riferimento culturale e scientifico per l’intero Mediterraneo: un’atmosfera oggi da recuperare per rivitalizzare una città ormai da molto tempo dormiente e per affrontare le nuove sfide della contemporaneità, a partire dall’immigrazione. Quella femminile, in particolare, esposta allo sfruttamento delle mafie, invita noi tutti, sulla scia di Trotula, a contrastare le forme subdole di un isolamento sociale che spesso impedisce ai “nuovi” cittadini di fornire quel contributo che, di certo, aiuterebbe ad apportare nuova linfa allo sviluppo socio-culturale delle comunità locali.

redazioneIconfronti

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