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Trump, una strategia a lungo termine

Trump, una strategia a lungo termine
di Santolo Cannavale
TrumpProtesta

Il cartello utilizzato nel corso delle proteste di New York con la scritta “Trump deve andarsene con ogni mezzo”

Tutti all’aeroporto John Kennedy di New York, sabato sera. Manifestazione contro Donald Trump. Gli appelli si sono moltiplicati sui social network mentre le reti televisive raccontavano le penose vicende dei viaggiatori provenienti dai sette Paesi musulmani messi al bando e bloccati alle frontiere.
Gli Stati Uniti d’America hanno un debito pubblico di circa 20.000 miliardi di dollari e per circa il 40% detto debito è contratto nei confronti di investitori stranieri, la Cina in primo piano.
Questa situazione debitoria rende gli Stessi Stati Uniti alquanto deboli sul piano della finanza internazionale, con rischi concernenti la solidità ed affidabilità del dollaro.
La Borsa valori di Wall Street (New York), a seguito degli impulsi negativi derivanti dalle discutibili misure del neo-presidente Trump, a breve potrebbe reagire con forti scossoni e possibili cali. Dai cali fisiologici ai possibili crolli, d’altro canto, il passaggio può essere abbastanza breve.
Nel caso specifico va rimarcato l’attuale livello registrato dall’indice di borsa americano DJIA che da tempo oscilla intorno al valore 20.000 ed incorpora una bolla speculativa maturata nel corso degli ultimi cinque anni anche per l’esagerata liquidità immessa sui mercati a supporto di politiche monetarie volutamente espansive praticate dalla Federal Reserve System americana (FED).
L’atteggiamento di Trump nei confronti dei Paesi esteri (Messico e Paesi arabi in particolare) e la freddezza dimostrata verso l’Unione Europea tendono ad innervosire le controparti ed a pregiudicare un possibile dialogo costruttivo e collaborativo. La conferma viene dalle tante dimostrazioni in corso ed in preparazione – negli Stati Uniti e fuori – contro le recenti decisioni dello stesso Presidente Trump.
È plausibile l’ipotesi che Donald Trump possa veder crescere la schiera di “non amici”, all’interno e all’esterno degli Stati Uniti, compromettendo in tal modo la sua politica sostanzialmente isolazionista e protezionista e correndo il rischio di non completare il suo mandato quadriennale di presidenza.
I provvedimenti di Donald Trump, in qualche modo incomprensibili ed ingiustificabili, potrebbero richiedere anche una diversa chiave di lettura. Trump, per intanto, non è personaggio qualunque. È uomo di grande esperienza e scaltrezza, con ragnatela avvolgente e pagante di relazioni e di affari a livello mondiale.
Devo pensare allora che la sua azione non è dovuta al caso o all’inesperienza, come taluni sottolineano, bensì è studiata a tavolino, volutamente strumentale e finalizzata a una precisa strategia d’attacco per gestire e chiudere in positivo i prossimi quattro anni di presidenza.
Due i dati economici – secondo il mio ragionamento – che sono alla base delle sue strategie: l’attuale basso livello di disoccupazione USA, il 5% all’incirca, difficilmente comprimibile, e l’alto livello dell’indice di borsa DJIA, in evidente difficoltà a consolidare e superare i 20.000 punti segnati nei giorni scorsi.
L’uno e l’altro sono i traguardi registrati alla fine della presidenza Obama e rappresentano, in qualche modo, l’eredità economico-finanziaria del presidente uscente.
Immagino allora che Trump, per ripartire alla grande, abbia bisogno di un forte arretramento dell’indice DJIA a livello di 14-15.000 punti – quindi meno 25% all’incirca – per poi innestare la marcia per la relativa risalita a 20.000 punti e più. La progressione in questo caso porterebbe, in maniera visibile e tangibile, la firma e la spinta di Donald Trump e della sua squadra di governo.
Lo scossone in arretramento dell’indice di borsa di Wall Street – ed anche delle altre borse mondiali – dovrebbe avvenire in tempi brevissimi, in maniera da essere facilmente digerito e poi dimenticato nei mesi e negli anni a venire.
Se il mio ragionamento è fondato e interpreta correttamente la strategia di attacco di Donald Trump, la borsa rappresenterà un suo valido alleato con tempistica orientata al forte arretramento nell’immediato, per poi segnare una forte e durevole risalita nei prossimi quattro anni.
La storia dirà se questa visione riferita alla strategia di attacco di Donald Trump è valida e credibile. Intanto le borse mondiali cominciano a perdere significative posizioni, sulla scia di quella di Wall Street (New York).

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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