Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

E col turismo esperienziale diventi agricoltore, artigiano e cuoco

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Giovedì 17 marzo presentazione del progetto a Baronissi / di Antonio Memoli

 

Dalla competizione sui fattori unici e distintivi di una destinazione turistica alla creazione di “valore esperienziale”.

di Antonio Memoli
Antonio Memoli
Antonio Memoli

Le “vacanze intelligenti”, non certo l’inconsapevole incubo di Alberto Sordi in un vecchio film del 1978, si evolvono, adeguandosi alle richieste del nuovo turismo alternativo: oggi, chi prenota un viaggio preferisce «fare esperienze uniche» e «arricchire il proprio bagaglio culturale» ben nove volte in più rispetto al tradizionale dualismo mare o montagna.

I dati emersi dal TripBarometer, studio condotto da TripAdvisor che analizza i trend turistici, evidenziano come il viaggio debba diventare soprattutto sinonimo di nuove esperienze. Su 55 mila interviste condotte dal sito di recensioni, il 71% degli interpellati ha dichiarato di voler partire per «allargare i propri orizzonti», il 55% per «cercare esperienze uniche e interessanti», il 44% per «arricchire le proprie conoscenze culturali», mentre il 36% vuole «calarsi nella cultura locale».

E, se guardiamo all’Italia, niente più dell’arte, del paesaggio e del cibo riuscirebbero a descrivere meglio le nostre abitudini e tradizioni. Il Turismo Esperienziale rappresenta una possibile risposta alla forte competizione sui prezzi, accentuata dalla comparabilità delle offerte turistiche su Internet ed una modalità più sostenibile e responsabile di valorizzazione del territorio. I turisti vogliono vivere esperienze di valore, innovative, appositamente studiate per le loro specifiche aspettative. I turisti sono estremamente differenziati e le classificazioni tradizionali non rispecchiano più la realtà. Il sistema di offerta turistica, la comunicazione e le relazioni devono essere differenziate e rilevanti per i diversi pubblici a cui sono indirizzate.

Le strategie competitive degli operatori turistici si basano principalmente sui prezzi o sulla differenziazione delle esperienze memorabili offerte ai turisti.

La seconda strategia è decisamente meno praticata della prima, ma proprio per questo può garantire una fonte di vantaggio competitivo durevole e margini di redditività più elevati.

Da qui a capire il potenziale offerto dalla straordinaria ricchezza e varietà di attività legate alla realizzazione dei migliori prodotti italiani ed alla bellezza artistica dei territori italiani, ci vuole poco. Per progettare sistemi esperienziali occorre indagare in profondità su ciò che è realmente rilevante per diversi segmenti di turista. Il turismo esperienziale: Persone che accolgono persone, un modo di interpretare il business turistico che fa bene all’anima, creando beni relazionali, favorendo un percorso di maggiore felicità per chi riceve il servizio e per chi lo offre.

Giovedì
17 marzo
al FRAC
di Baronissi

Questa idea, portata avanti dalla associazione di promozione sociale X4U “experience for you” nell’ambito del progetto MIND, è diventata un progetto concreto che ha preso il nome di ARTÈS destinato a diventare un marchio di qualità per il mercato del turismo esperienziale: un progetto i cui dettagli e le cui opportunità per il territorio salernitano saranno presentate a Baronissi giovedì 17 marzo alle ore 16.30 al FRAC in un seminario dal titolo “Progetto Artès e Turismo Esperienziale: Una opportunità di sviluppo per l’Italia”. Maggiori informazioni sul sito del progetto www.experienceforyou.com

ARTÈS forma gli operatori di turismo esperienziale, professionisti dotati dei necessari pre-requisiti, a diventare capaci di creare, organizzare, erogare “storie da vivere insieme” palinsesti esperienziali disegnati secondo uno specifico format, intorno ad una passione condivisa con il turista che diventa così a sua volta attore protagonista sul grande palcoscenico del territorio. Una esperienza di persone che accolgono persone e le introducono in un contesto turistico ricco di luoghi, paesaggi, storia, cultura, arte, tradizioni, agricoltura, enogastronomia. Una esperienza integrata, unica e irripetibile, grazie ai fil rouge creati per il “consumattore” che sceglie il “palinsesto” di suo interesse, combinando itinerari in luoghi diversi con percorsi di approfondimento multisensoriale, in parte pre-acquistati, in parte acquistati sul luogo.

turismoesperienzialelagodilesinaChiedi ad un viaggiatore cosa ricorda con maggior piacere circa la sua esperienza di viaggio; il 90% delle prime risposte riguarda la esperienza di contatto con altre persone, oltre ovviamente ai luoghi, cibi, cultura ecc. Il turismo esperienziale può diventare quindi una modalità di erogazione di un servizio di accompagnamento turistico che può avvenire in qualsiasi luogo del mondo a condizione che:

  1. Ci sia un accompagnatore preparato e intimamente allineato alla prospettiva di generare relazioni autentiche di accoglienza

2. Ci siano dei palinsesti locali attraenti che, combinati al punto precedente, trasformino una esperienza turistica in una                         esperienza umana unica, irripetibile, indimenticabile, un valore che non ha prezzo

Essere operatore del turismo esperienziale significa essere persone disponibili a mettersi in gioco per creare “palinsesti turistici” e operatori capaci di grande empatia, in grado di accompagnare il turista lungo il palinsesto da lui scelto pronti a far vivere esperienze ancillari e artistiche, paesaggistiche, gastronomiche, musicali ecc. . Il turismo esperienziale rappresenta una enorme opportunità per le strutture ricettive che riescono a differenziarsi dal prodotto turistico standard atteso dai clienti di quella specifica destinazione.

Unicità di un’idea

Quali sono le caratteristiche peculiari del turismo esperienziale?

È unico. Il turismo di massa ha standardizzato le abitudini di viaggio dei turisti uniformando gusti, desideri ed aspettative. Il turismo esperienziale è basato sull’identificazione dell’unicità dell’esperienza locale e questo permette di proporre pacchetti ed esperienze uniche.

È autenticamente locale. Per definizione il turismo esperienziale viene vissuto a livello locale e questo è un valore aggiunto decisamente apprezzato dai viaggiatori in cerca di esperienze autentiche.

È interattivo. I viaggiatori che decidono di fruire di un esperienza turistica si aspettano di poter interagire attivamente, possibilmente con tutti i loro sensi. Questo coinvolgimento sensoriale permette di far vivere al viaggiatore un’esperienza memorabile ed irripetibile in altri contesti.

È ispirato dai viaggiatori. Le esperienze proposte dovrebbero essere completamente focalizzate sul viaggiatore, utilizzare un approccio “olistico”, comprendere ed anticipare i desideri e le aspettative del turista.

Il business derivante dall’offerta di pacchetti esperienziali è molto interessante in quanto permette di ottenere dagli ospiti la disponibilità a pagare un cosiddetto “premium price” per poter fruire dell’esperienza.

Il seminario di Baronissi vuole dare i primi strumenti per poter comprendere come costruire delle offerte turistiche esperienziali di successo analizzando parte di tutte le fasi del processo:

Fase 1:

Analisi competitiva degli elementi unici e distintivi della proposta

La prima fase della metodologia richiede di comprendere in profondità e con obiettività la propria offerta, la propria vocazione turistica ed effettuare un benchmark con l’offerta della concorrenza.

In termini di vocazione turistica, in particolare, occorre comprendere le passioni e le tradizioni alla base della cultura turistica sia del territorio, sia degli operatori. La vocazione (o passione) turistica del territorio e delle organizzazioni turistiche è sicuramente una via privilegiata per collocarsi in maniera autentica e credibile nel panorama turistico nazionale ed internazionale. L’obiettivo di tali analisi è di evidenziare ed integrare gli elementi unici e distintivi per fornire possibili chiavi di lettura delle diverse offerte turistiche, individuando temi e modalità di contestualizzazione originali e distintive. L’offerta attuale è la base di partenza per definire l’innovazione turistica da attuare nelle fasi successive della metodologia.

Fase 2:

Differenziare i propri segmenti in maniera innovativa

È noto che i turisti non sono tutti uguali, ma mai come oggi stiamo assistendo ad un cambiamento così radicale delle preferenze dei turisti medesimi. In effetti siamo giunti ai turismi “personali”, in cui l’aspettativa dei turisti è di avere un prodotto/servizio personalizzato, quasi “su misura”. Per sviluppare con successo un’esperienza turistica memorabile occorre pertanto effettuare una segmentazione innovativa dei propri clienti, per differenziare in maniera mirata i propri target e per sapere con esattezza che cosa offrire loro.

Facendo leva sulle “passioni” dei viaggiatori è possibile definire nuovi segmenti, fortemente motivati, per i quali realizzare offerte altamente differenziate e a marginalità più elevata.

Fase 3:

Definire le strategie esperienziali

Dopo avere identificato i segmenti specifici nella fase 2, occorre definire le strategie esperienziali mirate a soddisfarli e meravigliarli. Per definire le strategie esperienziali, occorre essere creativi, infatti l’obiettivo finale è di progettare esperienze che facciano esclamare “wow” ai turisti, ossia che li stupiscano in maniera favorevole con situazioni fuori dall’ordinario, che incontrino i loro gusti specifici. Un turista che sia positivamente sorpreso dall’esperienza vissuta sarà il nostro migliore referente mediante il passaparola sia tradizionale, sia nel web.

Fase 4:

Analizzare il ciclo di esperienza estesa

L’esperienza turistica è un flusso ininterrotto che inizia ancora prima del viaggio e prosegue quando il viaggio è già terminato. Si parla di ciclo di esperienza estesa, diviso nelle fasi pre-experience, in-experience e post-experience. La pre-experience è la fase in cui si raccolgono le informazioni, si valutano le alternative, si inizia ad immaginare il viaggio e si provvede alla fase di acquisto. La post-experience è il momento dei ricordi, che oltre ai gadget e alle fotografie, si concretizza nel passaparola e nei commenti in internet. L’In-experience è la fase di esperienza più ovvia, quella in loco. Per tutte le tre fasi bisogna analizzare tutti i punti di contatto che i turisti hanno con la destinazione, questo servirà da base per la successiva fase di progettazione esperienziale.

Fase 5:

Progettazione dell’esperienza estesa

Se si sono analizzati in profondità tutti i punti di contatto tra turista e destinazione si possono trovare notevoli opportunità.

In conclusione, le opportunità offerte dalla differenziazione innovativa dell’offerta turistica basata sull’esperienza possono presentare grandi opportunità, soprattutto per il nostro territorio campano.

L’evento

Di tutto ciò si parlerà Giovedì 17 marzo 2016 alle ore 16.30 presso la Sala del Museo di Arte Contemporanea Frac, Via Convento – Baronissi (SA) nel Seminario “Progetto Artès e Turismo Esperienziale: Una opportunità di sviluppo per l’Italia”

Gianfranco Valiante
Gianfranco Valiante

Programma

  • Saluto del sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante
  • Rosario D’Acunto       Consulente di Marketing territoriale

“Esperienze di marketing territoriale e di turismo esperienziale come sistema di creazione di valore per il territorio”

  • Luciano Porcelluzzi imprenditore XALIA CONSULTING

“Il turismo esperienziale, un mercato in rapida espansione: esperienze di successo nel Sud Italia.”

  • Antonio Memoli       Ufficio per i problemi sociali e del lavoro (Arcidiocesi di Salerno, Campagna, Acerno)

“Il turismo esperienziale richiede una filiera centrata sull’uomo e sulla creazione di ben essere relazionale. Il paradigma della Economia Civile, teoria economica nata nel salernitano, può essere una guida per nuove forme di sviluppo che coniugano Impresa e Sociale.”

  • Maurizio Testa       Presidente X4U aps e ideatore e coordinatore del Progetto Artès (Animazione Relazionale per il Turismo Esperienziale).

“Il Progetto Artès come leva innovativa per lo sviluppo del territorio e per la creazione di ben essere relazionale per il turista e per tutta la filiera.”

  • Ettore Ruggiero     Coordinatore della formazione professionale per ASSOTES (Associazione Operatori per il Turismo Esperienziale)

“Il percorso formativo necessario per diventare Operatore per il Turismo Esperienziale”

 

 

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