Tutti in ritirata, ma al paese chi pensa?

Tutti in ritirata, ma al paese chi pensa?
povertà-italia-crisi1di Angelo Giubileo

Nel linguaggio militare, la ridotta è una fortificazione che sostanzialmente serve da rifugio, temporaneo o stabile, ai soldati e al materiale bellico. In questi giorni, nell’ambito degli opposti schieramenti del Pd e del Pdl, stiamo assistendo a più o meno evidenti operazioni che potremmo per l’appunto definire di ridotta.

L’ultimo videomessaggio di Berlusconi ha reso del tutto evidente l’operazione nell’ambito dello schieramento di centrodestra. Le manovre erano già state avviate dalla Lega di Maroni, con il tentativo, riuscito, di conquista della roccaforte lombarda, in vista soprattutto dell’Expo di Milano 2015. Al Pdl e al suo pigmalione (nella versione originaria di Ovidio, Le metamorfosi, X, 243-297), invece, presidiando lo spazio residuato, il compito di fortificare il governo del giovane Letta. Operazione difficile, già di ridotta, ma resasi ancora più necessaria anche alla luce di eventi personali piuttosto recenti. Infatti, come nel racconto di Ovidio, lo scultore di nome Pigmalione, innamoratosi quasi subito della nuda statua creata, aveva invano sperato, senza l’aiuto della divinità, che essa prendesse vita; così, da qualche settimana, le schermaglie prodotte in Giunta al Senato hanno rappresentato l’occasione del tempo necessario per la costruzione della ridotta estrema, che è e sarà il partito di Forza Italia. Una ridotta ancora notevole, di ampie dimensioni, la cui edificazione i generali Casini e Monti prima hanno tentato d’impedire e oggi tentano, seppure ancora invano, di attaccare.

Nel centrosinistra, Bersani & co. hanno la stessa esigenza, oggi più di ieri, di costruire una ridotta, che non è mai stato il governo del giovane Letta, a cui malvolentieri hanno dovuto prestare il loro appoggio, ma piuttosto una ridotta che, da sempre (!!!), è quella del Partito, una gioiosa macchina da guerra che, sintetizzando e forse anche semplificando il giudizio di Michele Salvati, risulta poco incline al bipolarismo, giacobina ed oltremodo statalista; l’esatto contrario di “un profilo di sinistra liberale e moderno”. E’ naturale che, anche in questo campo, le operazioni di ridotta richiedano il tempo che appare necessario; e allora succede che si rinvii il congresso per l’elezione del segretario, visto che Renzi conquista tra la gente (un tempo, si sarebbe detto il popolo!) sempre maggiore consenso, e che, per contrasto, si tenti innanzitutto di rinsaldare le roccaforti locali delle segreterie regionali e provinciali. Niente e nient’altro che operazioni di ridotta, per tutti coloro che da vent’anni hanno ridotto il paese nelle attuali condizioni di declino economico e sociale.

E allora, stando così le cose, si capisce bene che, per sperare di vincere le residue battaglie e con esse raggiungere il traguardo civile e politico dell’Unione Europea, a questo paese non resta altro che aggrapparsi a pochi; e tra questi, in primis, al vecchio Napolitano ed ai giovani Renzi e Letta, in attesa che anche nel campo del centrodestra emerga qualcuno a cui non serve un pigmalione.

 

Andrea Manzi

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