Tutti spiati: i nostri conti correnti da novembre all’Agenzia delle Entrate

Fine del segreto bancario in Italia: dal prossimo 31 ottobre le banche italiane dovranno obbligatoriamente inviare gli estratti conto dei propri clienti all’Agenzia delle Entrate. Il Governo Monti, facendo della lotta all’evasione il suo cavallo di battaglia, ha introdotto delle novità per tutti i contribuenti. Dopo la tracciabilità ai pagamenti, il limite agli acquisti in contranti fino a 1000 euro e la pubblicazione sui siti dei Comuni di dati aggregati delle dichiarazione di redditi, da segnalare è anche l’abbandono al segreto bancario deciso dall’esecutivo tecnico guidato dal prof. Monti. Lo scopo dichiarato da questa norma è di evidenziare eventuali incongruenze tra i redditi dichiarati e le spese effettuate. In questo modo, si ritiene, sarà più facile scovare i contribuenti infedeli. In sostanza si tratta di un ulteriore passo verso il perfezionamento di quel Grande Fratello fiscale con cui la pubblica amministrazione vorrebbe seguire passo passo l’esistenza economica e finanziaria di ogni cittadino.
Non bastava, infatti, il divieto di scambiare beni e servizi sopra la soglia dei mille euro; ora si vuole controllare ogni movimento bancario: il decreto legge n. 201/11 convertito in legge n. 214/2011 ha previsto il controllo a tutto tondo dei conti correnti e di tutti i rapporti finanziari con gli intermediari finanziari, quali istituti di credito e poste, anche in assenza di specifiche indagini finanziarie e fiscale. In sostanza di prevede che l’estratto conto debba essere inviato, in duplice copia, al titolare del conto e al fisco o meglio all’anagrafe tributaria, nell’ottica di contrastare l’evasione fiscale. Intanto nei giorni scorsi proprio l’Agenzia delle Entrate con una nota inviata alle associazioni di categoria del mondo finanziario, tra cui Abi, Afin, Aibe, Aifi, Aiip, Ania, Assifact, Assilla, Assofiduciaria, Assogestioni, Assoholding, Assosim, Federascomfidi, Federconfidi e Poste Italiane spa, ha disposto, testuali parole, che “Nelle more dell’adeguamento alle prescrizioni del Garante del provvedimento di prossima emanazione” (il Garante della privacy si era espresso infatti affermando l’importanza del controllo sui conti correnti, ma tenendo ben a mente la tutela del diritto alla privacy dei contribuenti), – restano confermati i dati e le informazioni oggetto di trasmissione all’Anagrafe tributaria”, ossia gli importi delle movimentazioni nei conti e di tutte le operazioni fuori conto (si veda cambio valuta estera, cambio assegni, richieste di bonifici per contanti) ad esclusione dei pagamenti con bollettini di conto corrente postale inferiori ai 1500 euro.

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