Tutto previsto, Silvio Berlusconi torna in campo

Tutto previsto, Silvio Berlusconi torna in campo

«Delle conseguenze ci saranno senz’altro. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri non capiti ciò che è capitato a me». È quanto ha affermato Silvio Berlusconi al Tg5 e alimentndo così l’ipotesi che il suo ritiro annunciato due giorni fa possa cadere. Berlusconi sulla sua condanna ha ribadito il giudizio di sentenza politica e di persecuzione personale, ma anche di minaccia ai diritti dei cittadini e alla democrazia. Sulla condanna, Berlusconi ha parlato di «sentenza fantascientifica» visto anche che «a Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse giudice è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare ragioni politiche». Definisce poi «incredibile» che la motivazione della sentenza dica di lui che ha una «naturale capacità a delinquere». L’evasione contestata. prosegue Berlusconi, rappresenta «l’uno per cento delle imposte pagate allo Stato» e dunque «è una cosa ridicola», una «costruzione fantascientifica». Berlusconi ha anche richiamato i suoi successi in campo imprenditoriale, politico e familiare. «Il mio gruppo -ha detto- è arrivato ad avere 56.000 collaboratori ed è uno dei primissimi contribuenti». Sul piano politico ha ricordato i dieci anni a Palazzo Chigi e il fatto di essere «l’unico ad avere presieduto per tre volte il G8». «Delle conseguenze ci saranno senz’altro. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri non capiti ciò che è capitato a me». Berlusconi sulla sua condanna ha ribadito il giudizio di sentenza politica e di persecuzione personale, ma anche di minaccia ai diritti dei cittadini e alla democrazia. Agrama, l’imprenditore ritenuto il «socio occulto» di Silvio Berlusconi, «lo ebbi a conoscere negli anni ’80, poi non l’ho mai più visto. Fa acquisto e vendita di diritti tv da produttori indipendenti Usa e da una major, ma non sono mai stato suo socio occulto e questo è stato provato da tutte le carte e dai documenti agli atti». Così l’ex premier sempre al Tg5, ha parlato di uno dei protagonisti della vicenda giudiziaria che ieri si è conclusa con la sua condanna in primo grado. Quanto alla sentenza di condanna, secondo Berlusconi, «esistono due prove inoppugnabili che avrebbero dovuto portare a una sentenza di assoluzione: se io fossi stato socio occulto di Agrama sarebbe bastata una mia telefonata ai responsabili di Mediaset per determinare acquisti senza pagare tangenti, ma soprattutto se fossi stato socio di Agrama sarei venuto immediatamente a conoscenza del pagamento di una tangente dall’ufficio acquisti di Mediaset e non avrei potuto che provvedere a immediato licenziamento, visto che passavano acquisti televisivi per 700 milioni l’anno».

m.amelia

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