Un buon Natale a tutti gli Italiani

di Luigi Rossi

gli-italiani-e-il-regalo-di-natale-sognano-piu-lavoro-e-meno-tasse_b2e5c882-5a05-11e3-9c92-d15b9aea970f_displayLe radici più profonde del percorso di costruzione non sempre lineare della nazione, in Italia indubbiamente vicenda tortuosa e con labili connotati, consentono di mettere in evidenza potenzialità e limiti se si previene la retorica di scontata adesione, ma anche atteggiamenti di rifiuto o di accentuata critica di chi intende porne in discussione l’unità perché non percepisce la vicenda come una storia pienamente condivisa. Vari mondi culturali l’hanno attraversata, parabola che molto spesso, da iniziali ostilità, è confluita in una progressiva accettazione nella formazione degli italiani, il capitale più prezioso per una nazione, esperienza non è pienamente comprensibile nell’articolarsi delle forme statali senza adeguate riflessioni sul contributo delle diverse culture politiche ad una storia lunga di due secoli e culminata nell’azione svolta prima, durante e subito dopo gli anni della Costituente.

Nella pratica quotidiana la tormentata presenza di mondi culturali diversi deve far riflettere sulla imprescindibile responsabilità della scuola nell’orientare gli alunni verso gli ideali nazionali; perciò, l’insegnamento della storia dovrebbe essere riproposto con innovato impegno a cominciare dai bambini per incutere amore verso la nazione e, quindi, interesse per la sua civiltà. Da questa premessa parte la possibilità di formare il pensiero critico anche nei giovanissimi, abituarli a ragionare con gioia sollecitandone l’intelligenza in rapporto alle caratteristiche proprie dell’età. Occorre scandire la narrazione patriottica aiutando a cogliere le differenze e riconoscere il valore della non-inclusività e, con essa, il rispetto delle minoranze per prevenire la tendenza del sentimento patriottico a demonizzare altri soggetti predisponendo ad accettare perfino il ricorso alla guerra. Così il patriottismo viene purificato da tendenziali aggressività; ciò è possibile se si mantiene l’interesse per la verità storica e, di conseguenza, si manifesta la disponibilità ad accettare la nazione alla quale si appartiene così come si è sviluppata.

La narrazione per insegnare il patriottismo diventa proficua se si superano le riserve di coloro che preferiscono soffermarsi solo sulle glorie presunte o reali, ritenendo che, operando altrimenti, si rischi di svalutarne i sentimenti di gratitudine. Invece, purificato il ricordo, rinverdita la conoscenza, acuita la capacità critica, la sensibilità identitaria verso la nazione consente di giustificare anche la richiesta di sacrifici ai cittadini per esaltare il bene comune senza i condizionamenti di una retorica patriottarda che occulta le dinamiche della storia e rende labile la memoria.

Sono pensieri, sentimenti, impegno di vita che trovano riscontro in ogni contesto di civiltà perché Deorum Manium Iura Sancta Sunto. Certi interrogativi rimangono e la risposta è negativa se tutto si misura in termini di PIL, ricchezza materiale, possesso. Nella deriva della società liquida sarebbe giustificato il grido di sarcasmo: “Anche la Speme,//ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve // tutte cose l’oblio nella sua notte”. Ma noi ci proclamiamo figli di un’altra civiltà. L’eredità di affetti trova il suo codice nella memoria, la sua grammatica per comunicare nella cultura e la sua sintassi nella storia. Ricostruire fatti, capire processi, ricordare eventi ed esaltare uomini è nostro dovere verso chi ci ha preceduto. Metro di civiltà, é un memoriale sul quale fondare la speranza del futuro. Rinverdirne il ricordo è nostro dovere innanzitutto come educatori impegnati ad inculcare il senso di partecipazione attiva alle esperienze di una comunità, valore connaturato allo spirito regolatore e propulsore della storia. In tal modo si formano le coscienze, s’ispira un habitus mentale, si trasforma il singolo individuo in persona capace di relazione, animata da sentimenti di reciproco rispetto, solidarietà e onestà, codici di una religione laica che esalta giustizia e verità, pilastri sui quali poggiare un vivere civile che, nel mentre persegue il progresso, tende anche all’elevazione spirituale di un popolo.

Quando questi ideali sono trascurati, dimenticati, peggio derisi, si assiste al decadimento della società, che precipita nella confusione di un materialismo generatore di egoismi, i quali contribuiscono ad insidiare il senso di giustizia, determinando la caduta di ogni confine tra bene e male, tra lecito ed illecito, rendendo concreta una preoccupante degenerazione col rischio del caos. Invece, se ancora ci si emoziona al culto ricevuto dai padri e si educano i giovani agli alti valori civili e morali che ne derivano, si compie il dovere di cittadini e si trapianta fiducia nell’animo di chi verrà, insieme ad un messaggio di pace, fratellanza, onesto ed operoso vivere, antidoto a tanti integralismi. Nella vita di ciascuno persiste la possibilità che le esperienze individuali si incontrino con le vicende epocali della grande storia trasformando alcuni avvenimenti irripetibili in situazioni fatali perché rivelatrici del reale fluire del tempo. A questo itinerario di formazione contribuisce anche il credo religioso, importante elemento anche in termini culturali, persino quando non trova rispondenza in comportamenti coerenti. La sua funzione si esalta nell’insieme di significati conferiti al mondo, alla storia, alla vita di ogni comunità, che continua a rinvenire motivi di amalgama anche nella fede.

Questa virtù unisce il singolo e un determinato gruppo con l’Assoluto, percepito non tanto grazie all’elaborazione del pensiero, ma come coscienza di un concreto contatto. In suo nome la rievocazione di personaggi, sensazioni, ricordi, affetti, anche quando si è partecipi di un quotidiano distante e diverso, accomuna un popolo che si riconosce in una cultura ed in una tradizione. Segni di una radicata pietas verso le proprie radici, nei vorticosi mutamenti oggi imposti dalla globalizzazione e nella crisi comune che attanaglia lo spirito umano nel terzo millennio, questi sentimenti sovente costituiscono l’unico approdo sicuro per recuperare valori e mantenere viva la fiducia. Perciò, alla fine del 2013, nonostante tutto, ci si scambia ancora una volta gli auguri di un buon Natale anche come nazione perché convinti che è ancora lecito sperare.

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