Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Un esercito di 1632 no “choosy” per pochi posti da spazzino

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Accade ad Ascoli Piceno: i concorrenti arrivano da tutta Italia e sono di tutte le estrazioni sociali

«Se in 1.632 ci presentiamo ad un concorso per spazzino, e per un numero di posti disponibili nemmeno chiaro, vuol dire che noi giovani italiani non siamo poi così “choosy” come qualcuno recentemente ci ha voluto definire». Pronta a mettere letteralmente le mani fra i rifiuti, si rivolge, con garbo, al ministro Elsa Fornero una delle ragazze “non schizzinose” che, insieme a laureati, disoccupati e lavoratori in mobilità di 40-50 anni, oggi ha preso parte ad Ascoli Piceno alla prova preselettiva per una graduatoria per operatori ecologici. Un concorso indetto dalla società Ascoli Servizi Comunali. Di fatto, un terno al lotto: non c’è un numero minimo di assunzioni a tempo determinato nè indeterminato. In teoria potrebbe non esserci neppure un’assunzione se da qui a tre anni, termine di validità della graduatoria, qualche scopa in più non sarà diventata davvero indispensabile. La speranza è riposta nella raccolta differenziata, che richiederebbe forze nuove per viaggiare meno a rilento. Del tutto eterogenea la platea di candidati per un posto “virtuale” da 1.532 euro mensili, oro colato di questi tempi. Si va dal giovane appena diplomato (per accedere alla preselezione bastava la terza media) al disoccupato cronico accompagnato dall’anziano genitore che ancora lo deve mantenere, a chi è inserito da anni nelle liste di mobilità, dopo aver perso il lavoro in aziende storiche della zona, come la Manuli Rubbers, la Sgl Carbon ecc. In fila, pronti a sottoporsi a «test e quiz a risposta multipla di cultura generale e/o di natura psico-attitudinale», ci sono anche negozianti che hanno dovuto abbassare la saracinesca per penuria di clientela. E i meno choosy di tutti, tanti che il pezzo di carta prestigioso ce l’hanno, come una signora ascolana laureata in Conservazione dei beni culturali e un dottorato in antropologia. «In attesa di mettere a frutto questi titoli, devo pur cercare un’alternativa» spiega ai cronisti prima di varcare l’ingresso del Palasport “Ezio Galosi”, dove i candidati sono stati fatti entrare divisi per turni, con la Polizia municipale a regolare l’afflusso massiccio di auto. «Sono partito ieri sera da Napoli, dove ho lasciato tre figli. Sia io che mia moglie siamo disoccupati» racconta Giovanni Laghi, 39 anni. «Sono un meccanico, mi arrangio, ma in Campania ormai il lavoro è finito. Ho fatto un altro concorso per operatore ecologico un mese fa all’Elba, ma non sono riuscito a superare la seconda prova. Speriamo vada meglio qui ad Ascoli». Gabriele («il cognome se possibile non lo vorrei dire»), 25 anni, arriva da Sassuolo ed è anche lui senza lavoro. «Ero stato assunto come elettricista in un’industria, ma la crisi ha colpito anche il comparto della ceramica, ed eccomi qui». «Il fatto che così tanta gente si sia presentata si commenta da sè – osserva il sindaco di Ascoli Guido Castelli -. Queste persone esprimono la rabbia ma anche l’orgoglio e la speranza degli italiani, che dal prossimo Governo non si aspettano solo rigore, ma anche una politica per il lavoro che rilanci la crescita del Paese». Nel frattempo, per chi supererà la prova di oggi, appuntamento al 18 dicembre per la prova scritta. Punteggio minimo richiesto per accedere alla prova pratico-operativa del 21 dicembre, 21 su 30. Quel giorno, si legge nel bando, si misurerà «l’attitudine del candidato al tipo di figura professionale ricercata. La valutazione avverrà sulla base dello svolgimento di attività di spazzamento e raccolta dei rifiuti differenziati e indifferenziati, attività di tutela e decoro del territorio, anche con l’ausilio di veicoli».

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