Un passo avanti, uno indietro… la quadriglia del Cavaliere

di Diogene

Tiro mancino del P.P.E. al Cavaliere. Con mossa a sorpresa, degna di un vero e proprio coup de theatre, a Bruxelles è arrivato Monti. Nessuno se lo aspettava, tantomeno il Cavaliere, visto che questo Monti sembra essere diventato quello che dalle nostre parti definiamo “petrosino in ogni minestra”. “Che ci azzecca poi, Monti – avrebbe esclamato Di Pietro – quest’uomo da un po’ di tempo sta dovunque. Tra l’altro non è nemmeno iscritto al Partito Popolare Europeo. E dunque?”
Invece, eccolo Monti con la sua aria da sfinge egiziana che arriva all’Accademia reale dove si svolge il precongresso dei leader e capi di governo del Ppe di Bruxelles, che si tiene tradizionalmente prima del Consiglio europeo, invitato, pare, direttamente dal presidente Wilfred Martens, senza informare nessuno, salvo il segretario del Partito.
“Al suo ingresso nella sala del pre-vertice c’è stato uno shock totale” – ha rivelato una fonte del Ppe. Poi il presidente Martens ha invitato Monti a “spiegare la situazione italiana”, ha aggiunto la fonte.
Monti, a detta degli astanti, avrebbe recitato la parte dell’invitato: punto e basta. “Mi sembrava scortese non venire, dopo essere stato invitato – avrebbe detto a qualche amico – sono qui solo in veste di premier” In tanti hanno abbozzato. “Questo qui vuole continuare, altro che presenza istituzionale. State certi che si ripresenta come candidato alle prossime elezioni!”
Immaginatevi solo per un istante la faccia del Cavaliere, che di solito rappresenta l’Italia in questa sorta di vertice europeo dei partiti di centrodestra! Voleva e doveva essere il protagonista, il Cavaliere Berlusca, come di consueto. Voleva dire che gli eventi lo avevano costretto a scendere di nuovo in campo: doveva salvare l’Italia veramente malmessa; che era stato pregato e supplicato dagli amici di ritornare sulla scena. Lui non voleva, ma gli eventi lo avevano tirato per i capelli: doveva scendere in campo, non poteva farne assolutamente a meno.
Poi si è trovato davanti proprio Monti, l’uomo che con la sua politica rischiava di mandare definitivamente a gambe all’aria l’Italia e gli italiani. “Allora che faccio?” – si sarà detto. E da vecchio marpione, dopo aver capito l’aria da che parte tirava in quel momento, con la Merkel con Hollande e Junkere che più o meno formalmente chiedevano a Monti a proseguire per dare stabilità alla politica italiana, ha intuito che non era il caso di fare il bastian contrario.
“Ho già detto che se Monti si candida come referente del centrodestra, io, disciplinatamente, – ha dichiarato – faccio un passo indietro”.
Un passo indietro, uno avanti. Oramai siamo in tema di quadriglia. Balli tu che ballo anch’io; signorina permette questo ballo?
Che teatro! Che farsa! Poveri noi, come siamo conciati male!

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