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Un virtuale troppo reale

Un virtuale troppo reale
di Luigi Zampoli

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La lenta inesorabile traslazione delle nostre vite dalla realtà al mondo virtuale di internet e le sue “piazze”, vedi social e strumenti di condivisione, erode lentamente la sfera della nostra persona, la viviseziona con cura, strato dopo strato, ogni nostra cellula diventerà un file millesimale.
Tutto sul web, tutto sulla rete, le cose evidenti e quelle nascoste, notizie, immagini dal mondo e informazioni segretissime che ormai non lo sono più, Wikileaks e Datagate, Assange e Snowden; sono loro che ci hanno messo in guardia su ciò che accade, sta accadendo e accadrà ancora, ma, in fondo, lo sapevamo già, ne avevamo il sentore, il sospetto.
Ogni volta che siamo on-line, la nostra personalità, fatta inevitabilmente anche di debolezze, è alla mercè delle mille insidie della rete, banner pubblicitari oscuri, apparizioni improvvise di sigle e slogan che ti chiedono dati personali per registrarti a chissà cosa perché se non lo fai chissà quali mirabilie ti perdi.
Dammi il tuo account e ti dirò chi sarai d’ora in poi e ti darò tutto quello che vuoi.
È una giungla, c’è di tutto e tutto vuol dire il bello, ma anche il brutto;  la nostra vita parallela ci offre l’opportunità irresistibile dell’alterità, il sogno di sempre, essere noi ed altro da noi allo stesso tempo ma in dimensioni diverse e ci offre una nuova identità al posto della vecchia.
Dai i tuoi obsoleti dati anagrafici e in cambio ricevi una sorta di nuova identità, un nuovo profilo, un hashtag, un nuovo indirizzo , una nuova “casa”, l’importante è che tu diventi un utente, membro effettivo della comunità on line, con la bandiera, i simboli, i codici che preferisci.
Vuoi avere la tua altra vita sulla rete, ne hai pieno diritto, come cittadino, consumatore, critico oppure integrato, non importa… l’importante è far sentire la propria voce dal popolo di internet che ormai elegge anche folte schiere di parlamentari , di quelli migliori, quelli a 5 stelle.
Avrai anche l’anonimato che in cuor tuo desideri, la privacy è tutelata anche sul web; non preoccuparti nessuno saprà che sei tu, o meglio, che tu non sei più tu….ma in cambio devi comunicare i tuoi dati personali, quelli che in fondo ormai stanno stretti un po’ a tutti… Chi non ha mai desiderato di liberarsi dei propri dati personali?
Non c’è vita virtuale senza pagare dazio e pedaggio, il virtuale non si accontenta di scorrere in parallelo, vuole soppiantare il reale e per farlo ne ha bisogno.
Pura, apparente contraddizione, sottile perfidia… in fondo anche queste parole finiranno in rete.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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