Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Una mesta Pasqua funestata dagli orrori

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

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Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

È stato ancora una volta Papa Francesco a cogliere il sentimento diffuso di questa Pasqua. E più che dalle parole lo abbiamo colto dal tono delle celebrazioni: dalla Via Crucis del Venerdì all’Urbi et Orbi e al Regina Coeli della Domenica di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo. Come se stessero prendendo corpo, nel modo più orrendo, i funesti timori già avvertiti quando Francesco definì i nostri come i tempi di una nuova “guerra mondiale combattuta a pezzetti”. Abbiamo tutti, subito, condiviso quel giudizio. Ma quella che era, solo qualche mese fa, una confusa percezione si sta ora definendo in tutta la sua terribile realtà.
Il massacro degli studenti cristiani nel ‘campus’ keniano di Garissa non è che un atto di una strategia spietata perseguita dai miliziani dello Stato Islamico. A cui contribuiscono le fazioni più estreme dell’integralismo islamico sunnita, che si stanno stringendo attorno al ‘Califfato’ di Abu Bakr al-Baghdadi: i pezzi della vecchia al-Qaida dispersi dopo la morte di Osama bin Laden, le armate siriane di al-Nusra, quelle nigeriane di Boko Haram e quelle somali di al-Shabaab responsabili del massacro di Garissa.
Papa Francesco ha chiesto che “il mondo non sia inerte di fronte alla persecuzione dei cristiani”. E non c’è bisogno solo di determinazione, ma di intelligenza e lucidità per fronteggiare i pericoli di una estensione imprevedibile dei conflitti: l’assedio -che si protrae da giorni- del campo profughi palestinese di Yarmouk, nei pressi di Damasco, ci dice della complessità della situazione. E della ‘visione del mondo’ di al-Baghdadi, che non riconosce, neppure per contrastarli, nessuno dei passaggi storici che hanno conformato, negli ultimi secoli, il Vicino e Medio Oriente.

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