Lun. Ago 26th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Una multisala per Salerno

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di Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

A Milano, il teatro sembra godere ottima salute. Mentre nel resto del paese è tutto un pianto greco con sale semivuote e compagnie ridotte sul lastrico, nella città meneghina si sono registrati i primi segnali di una possibile ripresa. Speriamo bene. Intanto, conviene a tutti cercare di capire le ragioni di questa inversione di tendenza. Renato Palazzi, critico teatrale attento e capace del giornale economico “Sole 24 ore”, crede di individuare il motivo nella grande capacità manageriale di alcuni operatori milanesi, che hanno saputo cambiare e modificare completamente il tradizionale profilo delle loro sale, riuscendo, in questo modo, ad intercettare un pubblico nuovo e più giovanile. Ma, realmente, di cosa si tratta? Molti teatri, hanno semplicemente moltiplicato i loro palcoscenici sul modello delle sale multiple dei cinema nelle grandi aree urbane. Un unico posto, un solo botteghino per sei, sette sale dove sono programmate rappresentazioni per tutti i gusti e per tutte le tasche; con un repertorio che spazia dalla grande tradizione fino alle ultime novità drammaturgiche internazionali, dagli spettacoli per ragazzi a quelli più leggeri e brillanti; tutti, realizzati da buone produzioni e con ottimi attori. Le sale sono munite di tutte le comodità con bar accorsati, ristoranti e comodi parcheggi. Sarà pure una moda, ma i numeri sono importanti e se tutto ciò serve a ridare slancio ad un settore in crisi profonda, ben venga questo. Infatti, non bisogna mai storcere il naso di fronte a certi cambiamenti che abbiamo difficoltà a comprendere. C’è, invece, da prendere atto che il pubblico vuole essere coinvolto con modalità nuove e che, se anche non considera più il teatro come una necessità prioritaria, non riesce ancora a farne a meno del tutto. Detto questo, mi viene da fare una piccola considerazione sullo stato delle cose nella nostra città. Qui, nessuna novità di rilievo in tal senso si è registrata in questi ultimi anni. Certo c’è stata una continua apertura di nuove sale. Sale piccole, medie e grandi che però non hanno saputo incrementare il numero del pubblico, tutt’altro. I teatri hanno molto spesso presentato programmi molto simili evitando accuratamente le novità, la ricerca e il settore ragazzi. Invece di continuare a frazionare le piccole risorse rimaste su tante iniziative di poco conto, perché non si crea anche nella nostra città un polo, una multisala teatrale, sul modello milanese? Manca, forse, solo il coraggio. In una prospettiva del genere, il centro sociale di via Cantarella, a Pastena, potrebbe fare al caso, con una intelligente rimodulazione degli spazi ed una efficace ristrutturazione. Inoltre, si farebbe anche un discorso sociale portando tanta bella gente dal centro nella degradata periferia. E questo, oggi, sarebbe veramente una cosa di sinistra.

 

(www.iconfronti.it)

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