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Una nuova regione senza Napoli: la proposta di Edmondo Cirielli

Una nuova regione senza Napoli: la proposta di Edmondo Cirielli
di Caterina La Bella

Non c’è che dire: a Edmondo Cirielli (foto), presidente della Provincia di Salerno, la caparbietà non manca. Si è messo in testa di creare una nuova regione e le sta tentando tutte. L’ultima proposta, di poche ore fa, prevede l’accorpamento tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.
E Napoli che fine fa? Regione a se stante?
Appena sei mesi fa la Cassazione aveva parlato di illegittimità del referendum per arrivare al “Principato”. Qualche mese prima l’iniziativa era stata bocciata anche dalla Corte Costituzionale “in parte perché inammissibile, e in parte perché infondata”. Tradotto in soldoni, i giudici hanno sbarrato, più volte, la strada che portava alla costituzione di una nuova Regione, distaccata dalla Campania, e aperta a molti comuni della Basilicata. Una Regione con Salerno capoluogo.
Insomma, in tempi di spending review, Cirielli va controcorrente e rilancia. “Il decreto sulla revisione della spesa che comporta l’abolizione delle Province di Avellino, Benevento e Caserta, rappresenta un’irripetibile occasione per rivedere l’intero assetto istituzionale e territoriale della Regione Campania, a costi invariati”. Cirielli, insomma, vuol utilizzare la stagione dei tagli per ottimizzarne il più possibile i risultati e proseguire sulla sua strada, unendo le quattro province e facendone una regione, senza Napoli. E il presidente, in proposito, annuncia: “Chiederò un incontro con i presidenti delle tre Province interessate, con l’obiettivo di un’azione comune, formulando la proposta di creare una nuova Regione, da negoziare con il Governo”.

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Commenti (7)

  • ANNA ROSAMILIA

    Credo che la proposta di un riassetto regionale non sia fattibile nè auspicabile in un periodo che si parla di risparmio e di accorpamento…e poi, se di riassetto si vuole parlare, concordo con la tesi del Signor Giacca che la provincia di Salerno è così estesa e varia nella molteplicitĂ  dei suoi aspetti che si dovrebbe pensare ad una ridistribuzione del territorio con la scissione del Vallo del Diano, realtĂ  autonoma ed indipendente.

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  • FERNANDO ROSAMILIA

    si parla di scorporare Napoli dalla Regione ma non si pensa all’estensione delle province di Salerno ed Avellino che avrebbero bisogno di un riassetto per il loro bene e non per disegni di potere delle nostre classi dirigenti

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  • giuliano esposito

    Presidente Cirielli, vai avanti per la tua strada perchĂ© in questo centrodestra impresentabile di vallette e mezze figure senza alcun legame con il territorio sei l’unica persona credibile in grado di avere un buon rapporto con il territorio. Tuttavia, battaglie come queste si fanno con uno staff intorno che tu non hai. Devi contornarti di persone in grado di elaborare idee e tesi a getto continuo. La politica è questo, altrimenti diventa gestione. Il tuo progetto va illustrato nelle universitĂ , nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle librerie. Questo è quello che ti manca, presidente Cirielli, ma se ti strutturi su questo piano io credo che potrai davvero trasformare questa nostra malandata regione.

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  • Gennaro Gero Giacca

    Semplicemente perchè la regione esiste giĂ  e nessun motivo, oltre l’ambizione al governatorato, giustifica la proposta di cui si discute. Al di lĂ  di ogni legittima valutazione diversa sulla contiguitĂ , le province passerebbero da 5 a 3 . Il Cilento ed il Vallo di Diano rappresentano affinitĂ  ed eccellenze assolutamente “indipendenti” e avulse dalla gestione del lontanissimo capoluogo che troppo spesso mena vanto di iniziative e risultati che sono frutto solo della laboriositĂ  di quelle popolazioni.

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  • Lucia Evangelista

    In risposta al commento precedente: non mi pare esista alcuna ‘naturale’ contiguitĂ  tra le province di Salerno, Avellino e Benevento (considerando che le prime due sono divise dai Picentini e che le conche di Avellino e Benevento sono separate da altre direttrici dell’Appennino Campano) e mi chiedo anche che senso abbia criticare i costi per la creazione di una nuova regione per poi auspicare la realizzazione di una ennesima provincia autonoma.

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  • Gennaro Gero Giacca

    In una regione come la Campania, dove i cinque capoluoghi di provincia sono asimmetricamente concentrati in uno raggio limitato e poco congeniale alla capillare gestione territoriale, fa davvero sorridere la genialata dell’inquilino di Palazzo S.Agostino. Rivelatosi anche lui non immune dalla sindrome della sudditanza psicologica verso Napoli, torna alla carica dopo la fiaba del principato- “ultras”.La veritĂ  è che quanto previsto in Campania dalla spending rewiew lo ridimensiona pesantemente pur “salvandolo” e lo constringerebbe a trasferire molte fondamentali competenze proprio nelle mani del peggior suo nemico salernitano. Questi sono i fatti. OnestĂ  intellettuale imporrebbe di dare uno sguardo alla cartina. Napoli e Caserta sono da sempre un tutt’uno storico e politico; le prime propaggini degli Appennini segnano invece un naturale confine per una provincia unitaria BN-AV-SA con Salerno capoluogo; ma ciò che salta piĂą all’occhio è la necessitĂ  di riconoscere finalmente diritti ed esigenze delle popolazione del Cilento e del Vallo di Diano, avulse e lontanissime dall’attuale capoluogo, ad esse spetterebbe la costituzione di una provincia fine a se stessa. Con buona pace del Piccolo principe.

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  • Giovanni M.

    Non ho capito dove voglia arrivare CIRIELLI. Concordo che Napoli è una zavorra che affonda la Campania ma creare una nuova regione dell’oggi al domani con questa aria di crisi è davvero da folli. Però sono curioso di sapere come andrĂ  a finire. Grazie per i vostri servizi, sempre molto arguti.

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