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Una sfida da Napoli: subito zone franche per la ricerca

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Al Sabato delle Idee, un'alleanza tra Cnr, Fondazione SDN e Campania Bioscience
Il prof. Marco Savatore
Il prof. Marco Savatore

Zone franche per la ricerca a burocrazia zero e fiscalità zero almeno per cinque anni. Si è chiusa con una proposta “rivoluzionaria” del Presidente dell’APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Ezio Andreta, la due giorni de “Il Sabato delle Idee” dedicata alle prospettive di Horizon2020, il nuovo strumento programmatico dell’Unione Europea per il finanziamento integrato delle attività di ricerca e innovazione tra il 2014 e il 2020.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione SDN di Napoli in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Distretto Tecnologico Campania Bioscience, è nata, come ha spiegato il direttore scientifico de “Il Sabato delle Idee”, Marco Salvatore, in vista della pubblicazione (prevista già a partire da Dicembre 2013) dei primi bandi di Horizon2020.

Ieri la prima giornata di lavori, aperti da Guido Trombetti, vice presidente della Regione Campania e Assessore regionale all’ Università e alla Ricerca Scientifica, era stata dedicata a due diverse sessioni di approfondimento. Nella prima al centro della discussione ci sono state “Le politiche nazionali della ricerca e il tema della salute dell’uomo nella prospettiva del quadro strategico europeo 2014 – 2020”.  La seconda sessione è stata, invece, un Focus su “Ricerca e innovazione in tema di salute dell’uomo in Campania”.

La giornata si è aperta con la discussione su “Il tema della salute nei primi programmi di lavoro di Horizon2020 e nelle iniziative coordinate per la costruzione dello Spazio Europeo della Ricerca” con la partecipazione dei diversi responsabili italiani dei progetti dell’Unione Europea legati ai temi della salute. Poi la tavola rotonda conclusiva su “Il tema della salute nella prospettiva del quadro strategico europeo per gli anni 2014-2020”, coordinata da Marco Salvatore e dal Prorettore dell’Università Federico II di Napoli, Gaetano Manfredi, alla quale hanno preso parte il Presidente dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, Ezio Andreta, il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Fabrizio Oleari e Marco Masi, coordinatore dell’Area Università e Ricerca della Giunta della Regione Toscana.

“Per cogliere la grande occasione di Horizon2020 – ha spiegato Ezio Andreta nella tavola rotonda conclusiva – è necessaria una grande svolta culturale nell’approccio alla richiesta di finanziamenti e nella formulazione dei progetti. Una svolta culturale che deve farci passare da un approccio individuale ad un approccio sistemico e sinergico nella stesura dei progetti, capace di mettere insieme i diversi aspetti tematici, dalla ricerca di base al mercato, ma anche di mettere insieme i diversi soggetti (le industrie, gli enti pubblici, le istituzioni finanziarie, le università e i centri di ricerca) sin dalla fase progettuale. Una nuova ingegneria di programma che unisca i diversi attori e sia in grado di realizzare un mosaico unitario con una visione strategica d’insieme”.

Ma, come ha spiegato il presidente del CNR, Luigi Nicolais, “per tradurre in sviluppo e in occupazione il grande lavoro delle eccellenze italiane della ricerca occorre anche saper attrarre sul nostro territorio i grandi investitori e far nascere nuove imprese capaci di cogliere le occasioni di finanziamento di Horzion2020 ma anche di muoversi su uno scenario progettuale d’insieme che vada oltre le opportunità contingenti e si possa muovere in un nuovo grande Piano Nazionale della Ricerca”.

Un obiettivo che potrebbe essere favorito dalla proposta concreta lanciata dal Presidente dell’APRE, Ezio Andreta: la creazione di zone franche per la ricerca a burocrazia zero e fiscalità zero. Una proposta che alcuni Paesi, come il Belgio, hanno già inoltrato alla Commissione Europea e che, come ha chiarito Andreta, “consentirebbe di creare delle zone che, per un certo periodo di tempo, potrebbero avere notevoli semplificazioni burocratiche (come l’apertura di una nuova impresa in pochi giorni) e fiscali (come l’esenzione dalle imposte sui redditi o l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali) capaci di attrarre finalmente grandi investitori e magari anche capitali stranieri nel settore della ricerca e dell’innovazione”.

“In queste due intense e proficue giornate di riflessione – ha concluso l’ideatore de “Il Sabato delle Idee” Marco Salvatore – è emerso con chiarezza che il programma Horizon2020 rappresenta l’ultima grande chance per l’Italia ed in particolare per le Regioni del Sud (che hanno dati ancor più deprimenti sulla capacità di attrazione e sull’abilità di spesa dei fondi europei) per mettersi finalmente al passo con l’Europa.

Ma soprattutto, come ha evidenziato Giuseppe Martini, membro del CDA di Campania Bioscience e promotore del convegno, è emersa la certezza che la proficua alleanza tra la Fondazione SDN, il Dipartimento di Biomedicina del CNR e il Distretto Tecnologico di Campania Bioscience che ha dato vita a questa iniziativa di riflessione non sarà un’alleanza occasionale ma rappresenterà la base di partenza per un grande sistema di alleanze strategiche che vada oltre la Campania e realizzi quell’idea di sistema sinergico integrato che, per unanime ammissione di tutti i relatori che si sono succeduti in questi due giorni, è l’unica metodologia valida per cogliere le grandi opportunità che l’Orizzonte europeo ci mette a disposizione”.

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