Dom. Lug 21st, 2019

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Un’altra novità di Monti: un simbolo con il proprio nome

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Presentata la lista e slogan del Professore. E' ancora scontro con il Pdl

Sfondo bianco, una pennellata di tricolore, la scritta “Scelta civica” in grigio. Su tutto campeggia il nome “Monti”. Questo il simbolo presentato ieri da Mario Monti all’Hotel Plaza che gli elettori troveranno sulla scheda per la Camera affiancato a quelli dell’Udc e di Fli. Al Senato lista unica, stesso simbolo ma senza lo slogan “Scelta civica”. «Spero che questa iniziativa che nasce oggi, contribuisca a una politica migliore e possa riavvicinare tanti cittadini italiani che si erano allontanati dalla politica», ha detto il Professore spiegando che la “sua” lista alla Camera sarà riservata unicamente alla società civile. Quindi i fuorisciti di Pdl e Pd che si sono avvicinati al progetto del premier, saranno con ogni probabilità candidati nel listone unico di palazzo Madama. Società civile ma anche criteri rigidi di selezione. «Saranno criteri più esigenti rispetto alla normativa sull’incandidabilità», ha spiegato Monti. Insomma, si dispiega l’offensiva del Professore sotto lo sguardo critico di Pdl e Pd. Sarcastico Dario Franceschini su Twitter: «In effetti molto nuovo ed europeo cominciare a far politica mettendo il proprio nome a caratteri cubitali nel simbolo…». Le forze sociali e politiche, ha spiegato Monti, «che intendono associarsi per presentare agli elettori una nuova offerta politica sono: una lista unica al Senato, per la Camera saranno presenti in coalizione tra loro una lista civica composta da esponenti della società civile, senza parlamentari, una dell’Udc, immagino con il nome Casini e una di Fli immagino con il nome Fini». Per quanto riguarda la selezione della candidature, il premier ha evidenziato un vaglio rigido su «condanne e processi penali in corso, conflitti di interesse, antimafia, con riferimento al codice deontologico della commissione Antimafia, e limiti legati all’attività parlamentare pregressa», con «un massimo di due deroghe per ciascuna lista». Nei prossimi giorni verranno annunciati i criteri di candidabilità in modo più dettagliato. Quindi il Professore ha ringraziato le forze e le personalità che hanno aderito al suo progetto. «Sono lieto dell’apporto e dell’entusiasmo di Italia Futura, di Montezemolo, Casini, Fini, Riccardi e di tantissime espressioni della società civile». Monti ha sottolineato l’interesse dimostrato da «parlamentari di Udc, Fli, ma anche del Pdl e del Pd».
Mentre Monti organizza il campo verso il voto di febbraio, oggi Pier Ferdinando Casini ha rincarato i toni polemici verso il Pd, già usati dal Professore negli ultimi giorni. Alle elezioni, ha detto stamattina il leader Udc, «la competizione si gioca tra Bersani e Monti, gli altri saranno marginali. Il 24 febbraio» la partita «è tra loro due, poi vinca il migliore». E comunque, ha ribadito Casini, Bersani sarà premier solo se vince sia a Camera che a Senato. «Noi – assicura il leader centrista – giochiamo per vincere, non abbiamo complessi di inferiorità nei confronti di nessuno». Quanto «alla coalizione che è attorno a Berlusconi, mi pare evidente che stia cominciando a prendere le distanze» dallo stesso Cavaliere, Lega compresa, «non so – dice Casini – se si vergognano di lui…». La destra, per il leader dell’Udc, «è in stato confusionale» e Berlusconi «non ha realizzato neanche l’unità attorno a se stesso». Casini, infine, nega che ci siano problemi sulle candidature di Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione. «Questo problema non si è mai posto, si è posto solo nei giornali». A Casini ha replicato a stretto giro Anna Finocchiaro: «Inviterei a un po’ più di rispetto per il Pd, per i suoi rappresentanti e per il suo pluralismo». E dal Pdl, Maria Stella Gelmini: «Con tutti i problemi che ha, Casini è proprio l’ultimo a poter parlare. Anziché ironizzare sul suo chiodo fisso, Silvio Berlusconi, farebbe bene a guardare in casa propria».
Ieri Silvio Berlusconi, intanto, ha proseguito nel suo giro di interviste in radio e in tv. Il Cavaliere è tornato ad attaccare il governo Monti e stavolta lo ha fatto dal lato della sicurezza. «Lo dicono i dati del Viminale di oggi: i furti sono aumentati del 17%, gli scippi del 6% le truffe del 7%». Per Berlusconi, «il confronto con l’anno precedente quando c’era il nostro governo sono un atto d’accusa per il cinismo del governo tecnico che diceva di voler salvare l’Italia e invece la impoveriva con le tasse mentre la criminalità aumenta e gli arresti sono diminuiti e questo non depone a favore dell’operato dei tecnici». Mentre Angelino Alfano ha dato un giudizio critico sulla coalizione presentata oggi da Monti: «Mi sembra che la coalizione sia al di sotto delle ambizioni di Monti e delle aspettative degli italiani. La coalizione tra Fini, Monti e Casini non ha alcuna possibilità di vincere, si candida solamente a fare poi da stampella a un eventuale governo Bersani. Dico “eventuale” perché invece pensiamo di vincere noi e cioè il Popolo della Libertà e Berlusconi, che sono gli unici che possono battere la sinistra».

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