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Un’altra stangata sulla casa con la polizza anticalamità

Un’altra stangata sulla casa con la polizza anticalamità
di Mario Amelia

Il mercato immobiliare in Italia è già depresso, con il morale ed i conti sotto i tacchi, ma a dargli il colpo di grazia ci pensa la politica. All’indomani del terremoto in Emilia arriva una proposta per limitare i danni, non certo ai cittadini che vengono gravati da una tassa indiretta in più, ma per sgravare lo Stato dagli obblighi di ricostruzione. Tutto questo è opera di una certa politica che immagina di “combattere” le calamità naturali obbligando i proprietari delle abitazioni ad assicurare le case per i danni derivanti da incendio e da calamità naturali e per alleggerirsi dai costi di ricostruzione. Immaginiamo come possa crollare il numero delle compravendite immobiliari con questa tassa mascherata da assicurazione obbligatoria. Insomma, dal Pil in calo, all’aumento del tasso di disoccupazione, per le famiglie italiane non è proprio un buon momento, e un’assicurazione obbligatoria graverà ancora di più sulla proprietà immobiliare che già deve fare i contri con l’introduzione dell’Imu. E per il Sud è ancora peggio, già si fa fatica a recuperare le risorse per pagare l’Imposta unica municipale, se dovesse passare la proposta che “libera” lo Stato dai risarcimenti per calamità naturali ed obbliga i proprietari a pagarsi anche l’assicurazione obbligatoria, sarà ancora più complicato possedere una casa di proprietà nelle nostre città, colpite profondamente dalla crisi. Al momento si tratta di una proposta di disegno di legge, formulata da alcuni esponenti del Pd, che non risparmierebbe, però, il mercato del mattone da un altro probabile contraccolpo importante. Nel dettaglio il disegno di legge allo studio di alcuni parlamentari prevede che l’assicurazione per i danni derivanti da incendio, attualmente in corso per le unità immobiliari private a qualunque uso destinate, è obbligatoriamente estesa ad assicurazione per i danni da calamità naturali. Il premio per l’estensione della polizza incendio alla polizza calamità naturali sarebbe definito nel limite massimo di 3 volte quello corrisposto per la prima. Nel disegno di legge, se entro 3 anni dalla entrata in vigore della presente legge le unità immobiliari non sono assicurate per i danni derivanti da incendio, saranno assoggettate ad assicurazione obbligatoria. Inoltre, l’assicurazione obbligatoria non coprirebbe le unità immobiliari abusive e quelle per cui è stato avviato il condono. In caso di calamità naturale – ed è questa la vera novità – è esclusa ogni forma di intervento pubblico per la riparazione o la ricostruzione delle unità immobiliari abusive oppure per quelle non assicurate. Chi non può permettersi l’assicurazione, insomma, si arrangia e lo Stato se ne lava le mani degli immobili che non sono in regola con le eventuali caratteristiche antisismiche dell’edificio. Basta solo ricordare ai proponenti del disegno di legge che in Italia il 70% degli edifici non è in regola con la normativa sismica. Magari sarebbe il caso di intervenire in questo senso. E siccome nel nostro Paese non è mai troppo tardi per far pagare i cittadini, ed istituire nuovi posti di sottogoverno da distribuire alla politica, il disegno di legge dispone anche che in considerazione del carattere innovativo della garanzia, il disegno di legge prevede di istituire un consorzio di coriassicurazione per i rischi derivanti da calamità naturali.

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